RIVANAZZANO TERME – LARGAIOLLI: «IO “BRACCIO DESTRO” DI FERRARI? ASSOLUTAMENTE SÌ»

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Ripercorrere le tappe della vita politica di Marco Largaiolli equivale a leggere un capitolo di storia di Rivanazzano Terme. Nato a Dimaro in provincia di Trento nel 1950, ma rivanazzanese “da una vita”, da circa 20 anni impegnato nella vita politica di Rivanazzano Terme, consigliere comunale, assessore, vicesindaco. Conosce il paese, la “macchina comunale” con le sue dinamiche come le sue tasche.

Largaiolli lei è stato per 10 anni – con la Giunta Ferrari – vicesindaco con delega alla sicurezza e alle politiche sociali,  ruolo confermato dall’attuale sindaco, Marco Poggi. Nessuno più di lei è quindi qualificato per illustrarci “lo stato di salute” dei rivanazzanesi. Com’è la situazione oggi? «La pandemia, purtroppo, ha toccato tutto il mondo. Anche Rivanazzano Terme è stata colpita, in modo particolare nelle R.S.A. e nelle Case Famiglia per anziani, causando dolorose perdite di persone amiche. Il nostro resta, comunque, un paese dove la qualità della vita è buona, dove sono ancora presenti esercizi commerciali a conduzione familiare e sopravvivono usi e tradizioni che altri comuni hanno ormai perso».

Il suo assessorato in questo ultimo anno di pandemia ha rivestito e riveste un ruolo di primaria importanza. Quali sono le iniziative messe in campo a sostegno delle famiglie in difficoltà? «Non vorrei essere presuntuoso, ma credo che l’Assessorato ai Servizi Sociali nel 2020 ed in questo inizio di 2021 abbia lavorato e stia lavorando molto bene; il merito va condiviso con l’intera maggioranza ed anche con i dipendenti comunali. Abbiamo uno sportello di ascolto tre giorni alla settimana, dove si valutano tutte le domande e si dà una risposta a tutti. In particolare, c’è stata una notevole richiesta di aiuti economici da parte di tante famiglie. Nella prima fase dell’emergenza Covid Marzo / Aprile 2020 sono stati distribuiti buoni spesa per circa 30.000 euro; attualmente è in corso una seconda distribuzione per circa 28.000 euro. Abbiamo, altresì, fatto un accordo con l’Associazione Albero Fiorito e distribuito molti pacchi con generi alimentari e per la pulizia, predisposti a misura di famiglia, tenuto conto del numero e dell’età dei componenti del nucleo familiare. In collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali sono stati distribuiti molti pacchi di generi alimentari donati dai Carabinieri in congedo, dal Rotary Club Valle Staffora e dall’Associazione Croce San Francesco che ha organizzato una raccolta nei negozi del paese. Sono stati distribuiti anche buoni spesa donati dalla Croce Rossa. Per questo voglio ringraziare, oltre che le Associazioni sopra elencate, anche le Associazioni dei Volontari Gruppo Comunale Protezione Civile e dell’AUSER, sempre pronti a collaborare. Un sentito grazie anche alle due collaboratrici dei Servizi Sociali, dott. Marianna Caprioli e Dott. Linda Sala, e a tutti i dipendenti comunali che, con grandissima professionalità, hanno ascoltato, valutato, risposto a tutti».

Qual è la tipologia di persona o famiglia che si è venuta a trovare in difficoltà e che prima del Covid non lo era? «Nello specifico, si sono rivolte ai Servizi Sociali non solo famiglie numerose, non solo extracomunitari, ma anche tante famiglie monoreddito, con lavoratori con partita IVA o cassaintegrati, e anche tanti giovani; queste categorie mai prima d’ora avevano chiesto aiuto. Complessivamente sono arrivate circa duecento domande di aiuto».

Lei è a capo anche della Polizia Locale in tema di sicurezza stradale ci sono interventi urgenti e che avete programmato? «Al paese hanno accesso ben quattro strade con notevole traffico e questo, se da un lato rende il luogo appetibile dal punto di vista commerciale, dall’altro crea qualche problema di “velocità”. Negli ultimi anni si è cercato di ovviare a ciò attraverso rotonde agli ingressi del paese e con dossi predisposti in modo tale da non ostacolare la circolazione dei mezzi di soccorso; strade che non sono di competenza comunale bensì provinciale e, pertanto, soggette a particolari autorizzazioni da parte dell’Ente proprietario. Recentemente sono stati resi più visibili i passaggi pedonali di Piazza Cornaggia con apposita illuminazione. Per motivi di sicurezza e per frequenti atti vandalici sono previste nuove telecamere nei parchi. Una particolare attenzione è sempre rivolta alle buche che, specialmente in questa stagione, con gelo e sale, si possono formare».

Lei è stato presidente Bibliotecari Oltrepò. La biblioteca di Rivanazzano è sempre stata molto intraprendente anche a livello di eventi e sinergia con le scuole. Come si è “convertita” oggi a causa del Covid? «Non faccio più parte del Consiglio del Sistema Bibliotecario e del Consiglio Biblioteca, perché le deleghe attualmente assegnatomi mi impegnano molto. Devo dire, però, che la Biblioteca mio manca e ho tanti bei ricordi. Chi ha raccolto il mio testimone lavora molto bene, nonostante il Covid, e mantiene alto il nome della Biblioteca, che rimane sempre un punto di riferimento per le nostre scuole, i nostri concittadini, ma anche per tanti utenti provenienti da altri comuni».

Analizzando questi ormai quasi 4 anni dalle ultime elezioni, ritiene sia stata un’esperienza positiva? «Assolutamente un’esperienza positiva e che non mi dispiacerebbe rifare».

L’accordo fatto con il Pd rivanazzanese alle precedenti elezioni non ha avuto vita lunga a quanto si apprende, tant’e che il consigliere Stefano Alberici (esponente del pd) ha rimesso le sue deleghe. Cosa non ha funzionato? «Il nostro gruppo veniva da dieci anni di buona amministrazione e ha ben volentieri accettato l’ingresso di chi poteva collaborare fattivamente. Questo, però, non poteva portarci a snaturare le nostre caratteristiche e le nostre peculiarità, che, modestamente, credo e crediamo abbiano dato risultati positivi. La nostra impressione era che la pensasse così anche Stefano Alberici, che, comunque, nel corso degli ultimi Consigli Comunale, non ha dato segnali diversi».

Lei è stato vicesindaco e assessore alla sanità, polizia locale e politiche sociali nella precedente amministrazione guidata da Romano Ferrari. Molti l’hanno definita come il suo instancabile “braccio destro”. si rivede in questo ruolo? «Assolutamente sì. Oggi sono in pensione e ho più esperienza e molto più tempo da dedicare a quella che è la mia passione: la politica fatta non di parole ma di fatti. Di certo non basta la mia volontà, ma serve il consenso dei concittadini. Se mi votano, perché no?»

Romano Ferrari probabilmente come da lui dichiarato in queste pagine, alle prossime elezione si potrebbe ricandidare. Lei sarà al suo fianco? «Sarebbe per me un piacere! I cittadini che incontro tutti i giorni vedrebbero di buon occhio questa possibilità. Credo che, unitamente alla Giunta, si sia lavorato molto bene dal 2007 al 2017».

Domanda inerente alla sua professione, di geometra di lungo corso. Com’è la situazione immobiliare a Rivanazzano Terme? Si costruisce? Si vende? Si affitta? «Per quanto riguarda la mia professione, anche se sono in pensione cerco di tenermi sempre aggiornato. Il mercato immobiliare è, evidentemente, in grande sofferenza. Sono convinto, però, che gli incentivi dati con il “Bonus 110%” potranno smuovere il mercato e, conseguentemente, il lavoro, senza consumo di suolo, dal momento che questi interventi riguardano in particolare l’efficientamento energetico con posa cappotti, sostituzione serramenti e sostituzione caldaia».

 di Silvia Colombini