ROMAGNESE – CROCE AZZURRA: «PER RITORNARE OPERATIVI NECESSITANO AIUTI CHE SPERIAMO DI REPERIRE»

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La Croce Azzurra di Romagnese nasce nel 1980 quando, dopo la morte in un incidente stradale di un ragazzo del posto, i genitori ed un gruppo di volontari del paese decidono di fondare questa associazione in memoria. Da quarant’anni sul territorio, la Croce Azzurra si è sempre autofinanziata con le donazioni da parte della popolazione. è attiva una convenzione a “gettone” con Areu – l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza – «Che ammortizza a mala pena la missione in emergenza 118» – come conferma il Presidente Pier Giovanni Matti. Inoltre causa Covid 19, è sempre più difficile se non impossibile reperire fondi  effettuando manifestazioni e quei pochi rimasti sono serviti per le spese della dipendente e la manutenzione dei mezzi. Altro problema è legato alla difficoltà nell’arruolare volontari, si auspica un maggiore interesse per questo lodevole percorso di volontariato. Ne parliamo con Pier Giorgio Matti, presidente Croce Azzurra da 12 anni.

Presidente, questo è stato un momento delicato per la Croce Azzurra che si è ritrovata senza i propri dipendenti ed i volontari. Ci spiega cosa è successo? «A metà aprile 2020, causa Covid 19, abbiamo dovuto, non per nostra volontà, sospendere i servizi 118 e ad oggi non abbiamo più dipendenti che, per motivi personali, non sono più a disposizione della Croce Azzurra».

Concretamente la Croce Azzurra è dal periodo del pre Covid che ha cessato di fornire i propri servizi alla comunità. C’è stata un’evoluzione o la situazione è rimasta pressoché identica? «Nel mese di marzo fino a metà aprile abbiamo lavorato incessantemente con i servizi 118 e la maggior parte dei pazienti erano affetti da Covid 19. Da allora effettuiamo solamente servizi sanitari semplici! Ad oggi la situazione è identica».

La Croce Azzurra è sempre stata un punto di riferimento per la Val Tidone: Colli Verdi, Romagnese e Zavattarello, i tre Comuni che usufruivano dei servizi dell’associazione. Le tre amministrazioni hanno fatto pressione presso l’Areu – affinchè venisse potenziato il servizio? Dalla Croce D’Oro di San Nazzaro è arrivato un mezzo che però dal primo agosto ha cessato la sua attività. I tre sindaci secondo lei hanno fatto tutto quanto in loro potere? «I sindaci stanno aspettando risposte da Areu che ad oggi non sono ancora arrivate. Per quanto riguarda la Croce D’oro, con tutto il rispetto per il lavoro svolto, ritengo che si è preferito pagare un’ambulanza che giornalmente saliva da Sannazzaro piuttosto che trovare una soluzione alla Croce Azzurra Romagnese che ha una sede, 2 ambulanze 4×4 e due mezzi per i servizi ausiliari direttamente sul posto».

Cosa vuol dire per un territorio così vasto rimanere senza un servizio come il vostro? «Significa aspettare dei soccorsi dalle postazioni più vicine come Varzi, Voghera o Stradella che, considerate le strade dissestate e i lunghi chilometri di percorrenza, non oso immaginare i tempi di attesa con le relative conseguenza su casi gravi e urgenti».

Siamo in un periodo in cui la vallata è certamente più popolata rispetto al resto dell’anno. Aumenta la popolazione, aumentano i turisti ed i viaggiatori di conseguenza aumentano ahimè incidenti o casi in cui è richiesto un intervento di primo soccorso. Ad oggi se ciò accade chi si deve chiamare? «In tutti i casi di emergenza-urgenza si fa riferimento al numero 118 oppure 112».

Oltre al primo soccorso quali erano gli altri servizi che mettevate a disposizione della Comunità? «Servizi ausiliari per esami, visite mediche e dimissioni ospedaliere».

Tornerete ad essere operativi? «Per ritornare operativi necessitano aiuti che speriamo di reperire per pagare il personale dipendente che serve a garantire il servizio 118 . è un sogno che spero diventi prestissimo una realtà per il bene di tutta la nostra popolazione».