ROVESCALA – «UN PLAUSO AI VOLONTARI CHE MANTENGONO VIVO IL PAESE»

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Nel 2021 i cittadini di dieci comuni dell’Oltrepò Pavese saranno chiamati alle urne per eleggere o riconfermare le amministrazioni per il prossimo quinquennio. Tra questi vi saranno i circa 900 abitanti di Rovescala. A tal proposito abbiamo intervistato il sindaco Marco Scabiosi, il quale ci ha riassunto quanto fatto nel corso del suo mandato, tra difficoltà burocratiche ed emergenza sanitaria.
Sindaco, alla luce di questi cinque anni di mandato, cosa le resta di quest’esperienza? «Quando abbiamo iniziato questo percorso eravamo un gruppo di dieci persone senza alcuna esperienza amministrativa alle spalle, ma con la volontà di poter fare qualcosa per il proprio paese. Sicuramente abbiamo pagato qualcosa per l’inesperienza e, a livello amministrativo, non si può imparare tutto in pochi mesi. Mi resterà sicuramente molto, soprattutto dal punto di vista umano. Ho avuto la possibilità di conoscere meglio gli altri componenti del gruppo, collaborando con loro sia nelle situazioni ordinarie che straordinarie. Ho avuto la possibilità di vivere esperienze con le varie istituzioni territoriali e di aver l’onore di poter indossare la fascia tricolore, cosa che per me non è mai stata banale e che ho sempre avuto questo senso di rispetto e di orgoglio. Ho conosciuto le difficoltà che si incontrano all’interno di questo mondo. Conoscendole ora, ho imparato che bisogna aspettare prima di criticare un’amministrazione, cercando di avere maggior senso civico e rispetto per le istituzioni. È anche vero che è giusto valutare chi si mette in gioco, ma bisogna prima essere a conoscenza di tutte le problematiche che si nascondono nella pubblica amministrazione.
Resta comunque un’esperienza che consiglio a chiunque voglia intraprendere questa strada».
Rovescala com’è cambiata in questi anni? «L’età media della popolazione si sta sempre di più alzando, ma è una tendenza comune agli altri piccoli paesi della zona. Vivere la campagna non è facile, i giovani sono pochi e le sfide sono sempre più dure. Per questioni di comodità e di lavoro molti si sono trasferiti in località più grandi: questo dispiace molto, ma è una realtà che va accettata».
In ultimo e non per importanza, la chiusura della banca. Un disservizio importante per il paese «Come amministrazione ci siamo mossi per evitare che questo accadesse. Era un atto dovuto, anche se sapevamo sin da subito che quando un istituto bancario avvia un programma di riduzione costi è difficile fargli cambiare idea. L’istituto si è giustificato facendo leva sul fatto che ora esistono nuovi metodi di pagamento, come l’home banking, e che sono presenti altre filiali in comuni non molto lontani. Hanno applicato una politica interna di riduzione delle spese, che non ha tenuto conto delle difficoltà delle persone anziane. Questo non è successo solo a Rovescala, ma anche in altri piccoli comuni».
Essere un amministratore durante una pandemia non è certo cosa semplice: come siete riusciti a gestire l’emergenza sanitaria? Avete avuto parecchi casi? «Durante la prima ondata fortunatamente non si sono registrati molti casi: qualche contagio con lievi sintomi, risolto con la quarantena. Purtroppo nella seconda ondata abbiamo dovuto registrare un paio di decessi legati al virus. Ci sono stati grandi disagi dal punto di vista burocratico: come tutti abbiamo dovuto istituire il COC (Centro Operativo Comunale), applicare i nuovi protocolli e attivare lo smartworking anche per gli uffici comunali, che sono rimasti chiusi al pubblico per diverso tempo. Si è cercato di aiutare il commercio locale, vincolando l’utilizzo dei buoni alimentari solo nelle attività presenti sul territorio comunale».
Le associazioni sono state molto attive nel corso dell’emergenza? «È stata coinvolta la Protezione Civile degli Alpini, per la consegna dei pasti a chi si trovava in difficoltà. Sarebbe stato un compito di competenza dell’Auser ma, essendo gran parte dei volontari in fascia di rischio, è stato opportuno tutelarli anch’essi. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare queste associazioni che, insieme alla Pro Loco e al Gruppo Alpini, hanno sempre lavorato duramente e con passione mantengono vivo il paese».
In questi cinque anni quali sono stati i principali progetti attuati e lavori svolti? «Siamo dovuti intervenire su un cedimento strutturale al portale d’ingresso del cimitero, un problema che non avevamo potuto prevedere. Si è puntato molto sui nostri giovani e siamo intervenuti con un importante riqualificazione dei campi sportivi. Sono stati fatti diversi lavori su diversi tratti di strada, non solo di riasfaltatura ma anche a livello strutturale, a cui va aggiunto anche rifacimento dell’impianto dell’illuminazione pubblica, che partirà a breve. Anche il Municipio e i locali della Società Cooperativa sono stati soggetti a diversi lavori di ristrutturazione: in quest’ultima sono tutt’ora in fase terminale. Per quanto riguarda la casa comunale e le strutture di proprietà del comune, abbiamo fatto diversi lavori per l’abbattimento dei consumi energetici, sostituendo caldaie e agendo sugli impianti. Il centro del paese è invece stato soggetto alla sostituzione dell’arredo urbano. È stata affrontata anche la questione sicurezza, con l’installazione di diverse telecamere sul territorio comunale ed altre che verranno sistemate nei prossimi mesi. Dopo innumerevoli sollecitazioni alla Provincia di Pavia presto inizieranno i lavori alla strada provinciale della “Campana di Ferro”: i lavori sono già stati appaltati e si tratterà di un intervento importante. Abbiamo cercato di agevolare il settore agricolo, con continui confronti e intervenendo anche nella sistemazione e manutenzione di alcune strade interpoderali. Confrontandomi anche con gli altri consiglieri, sin da subito ho avuto l’impressione che le amministrazioni comunicassero poco con i cittadini. Per questo abbiamo ideato una pubblicazione: di questa è previsto un numero conclusivo nei prossimi mesi, in cui riassumeremo i cinque anni del nostro mandato. Nonostante questo, è sempre stato molto difficile dimostrare quanto fatto in questi anni».
Ce ne sono stati altri che invece, anche per colpa del periodo che stiamo vivendo, la sua amministrazione avrebbe voluto portare a termine ma non è stato possibile? «Ammetto, pensavamo di poter fare qualche cosa di più, soprattutto guardando a quello che avevamo ipotizzato ad inizio mandato. Purtroppo, abbiamo dovuto rivedere i nostri progetti appena ci siamo dovuti confrontare con le effettive disponibilità di cassa. Per tre anni abbiamo partecipato ad alcuni bandi senza riuscire ad entrare in graduatoria. Abbiamo avuto più contributi nel 2020, ma paradossalmente con più difficoltà: i parametri e le tempistiche sono gli stessi sia per i paesi più grandi che per quelli più piccoli, senza tener conto che questi ultimi hanno personale spesso ridotto o tecnici condivisi con altri comuni. Quest’anno si è fatta parecchia fatica, ma ringrazio il personale che è riuscito a fare un ottimo lavoro e ci ha permesso di poter cogliere le occasioni che si sono presentate e le abbiamo sfruttate».
Lo scorso anno, come accaduto per altre realtà, avete dovuto annullare l’edizione 2020 del “Marzo Rovescalese” «È una manifestazione importantissima per il nostro paese che negli ultimi anni ha visto presenti anche parecchi politici e autorità.
Abbiamo sempre appoggiato l’egregio operato della Pro Loco nell’organizzazione di questo evento. Speriamo si riesca ad organizzare l’edizione 2021, magari eccezionalmente in un periodo successivo data l’emergenza sanitaria ancora in corso».
Pensa di ricandidarsi per un secondo mandato? «È ancora presto per dirlo. Al momento né io, né il mio gruppo, abbiamo preso ancora una decisione a riguardo. Ho avuto la fortuna di lavorare con un gruppo di persone valide. Certo, in cinque anni molte cose cambiano: qualcuno ha dovuto lasciare quasi subito, altri a metà percorso. A fine anno ci sono state anche le dimissioni di un assessore per motivi personali. Nel corso del 2020 ho cambiato lavoro e questo mi ha tenuto parecchio impegnato. Fortunatamente ho avuto alle spalle persone che hanno saputo supportarmi e sostituirmi quando ero impegnato e per questo vorrei cogliere l’occasione per ringraziarli».

di Manuele Riccardi 

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