SALICE TERME – SANTINOLI RINUNCIA ALL’ACQUISTO DEL NUOVO HOTEL TERME ED A PARTECIPARE ALL’ASTA DELLE TERME DI SALICE

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“Amici, le tante dimostrazioni di stima che mi avete riservato tramite social – scrive Roberto Santinoli – all’uscita della notizia dell’aggiudicazione all’asta alla mia società del Nuovo Hotel di Salice Terme, mi inducono ad utilizzare a mia volta lo strumento dei social per informare coloro che fossero interessati in merito all’evolversi, o sarebbe meglio dire all’involversi, della situazione. Dal 6 novembre 2020, giorno dell’aggiudicazione, sono trascorsi 4 mesi, durante i quali una serie di eventi, sia in merito al Nuovo Hotel, ma soprattutto alle Terme di Salice, mi hanno dato molto da pensare, fino a condurmi al convincimento di rinunciare. Mi spiego: non ho mai amato le pretattiche (e figuriamoci se cambiavo stile ad ottant’anni), non ho mai celato la volontà di ricongiungere la proprietà hotel Terme allo stabilimento termale, non ho mai immaginato di investire in un albergo a Salice Terme senza terme (ne viceversa) e forse non ho mai accettato di assistere inerme a questo processo di disgregazione e di indebolimento della nostra comunità. Quandi mi ero mosso con un obbiettivo chiaro, ma pochi giorni dopo essermi accaparrato l’hotel, precisamente il 24 novembre 2020, mi sono visto rigettare l’offerta relativa alle Terme per presunti “vizi formali”. All’inibizione d’acquisto dello stabilimento e proprietà annesse è seguita la decisione da parte della procedura fallimentare di non stabilire una data certa della nuova asta (nelle occasioni precedenti veniva fissata ogni 6 mesi), temporeggiando indeterminatamente proprio ora che, dopo 3 anni di deserto alle aste e tante chiacchiere nei bar, vi era un acquirente interessato concretamente, ovvero io. Evito di proseguire nel racconto, serbando altri episodi per me o per il giudice se un giorno sarò chiamato in tribunale a difendere le mie ragioni, ma ciò che è successo nel suo complesso, come dei puntini anonimi che uniti vanno a creare un disegno chiaro, mi ha fatto propendere per il ritiro. Ritirarsi non è indolore, significa rinunciare ad una caparra di 67000 euro e può sembrare un segno di resa, ma badate bene, in questo mare che solo immergendomi ho scoperto essere così periglioso ora è l’unica cosa che sento di fare. Potrò scegliere di essere come le onde che si ritirano per tornare più forti o per non tornare lasciando il mare piatto, tanto piatto talvolta da sembrare privo di vita. A chi in quest’ultima riga legge una similitudine con la condizione attuale di Salice Terme desidero formulare un invito. Se davvero hai a cuore questo territorio, non aver paura di “immergerti”, perché solo facendolo capirai i veri problemi, le complessità, i blocchi e solo allora sorgerà in te la determinazione necessaria a restituire luce al parco, lustro alle terme ed agli hotel e a far rivivere un paese del potenziale unico. Questa è un’opportunità che io non mi sono ancora tolto dalla testa perchè irripetibile sia per noi più grandicelli, che potremmo donare ai giovani qualcosa di cui andare orgogliosi, sia per quei giovani svegli che hanno solo bisogno di credere un po’ di più in loro stessi e nel futuro. Coraggio quindi, coraggio di non girarsi dall’altra parte! Roberto Santinoli”

Con 656.542,97 euro la società Ariston di cui è legale rappresentante l’imprenditore di Godiasco Salice Terme Roberto Santinoli si area aggiudicata, nel novembre 2020, all’asta il Nuovo hotel delle Terme di via Diviani a Rivanazzano. Si trattava del terzo tentativo, dopo due precedenti aste andate deserte, per vendere l’hotel che un tempo faceva parte dello stesso pacchetto delle Terme di Salice, poi separato in una diversa società.  Sempre  nel novembre 2020 era  avvenuta un’ulteriore asta pubblica – la quarta per l’esattezza –  per la vendita del complesso aziendale Terme di Salice che, include oltre alle concessioni minerarie necessarie per l’estrazione delle acque, tutti i beni mobili, autorizzazioni, licenze, marchi, e un rilevante patrimonio immobiliare, che comprende lo Stabilimento termale, il Caffè Bagni, il Grand Hotel Terme, il secolare Parco di Salice, la Chiesa di Santa Maria Nascente, il dancing La Buca, le discoteche Naki Beach e Club House, la piscina Lido e il Bar Il Boccio. Il prezzo base dell’asta era di 2.098.828,13 di euro con prezzo minimo dell’offerta di 1.574.121,09 di euro e con un rilancio minimo pari ad euro 50mila. All’asta di a differenza delle tre precedenti – era stata presentata un’offerta da parte dell’imprenditore salicese Roberto Santinoli. L’offerta era stata presentata nella mani del curatore fallimentare, il Dottor Andrea Nannone. Purtroppo nel bando d’asta esiste una rigida limitazione riguardante i requisiti minimi per potervi partecipare, citiamo testualmente l’art. 4,1: “solo persone o Società operanti nel settore delle cure termali, delle attività legate alla cura della persona ed al benessere fisico e del fitness” . Limitazione che preclude a molti imprenditori di partecipare al bando, riservato esclusivamente a quelli che hanno le condizione espresse nell’art. 4, 1 del bando. Questa limitazione aveva spinto il curatore fallimentare a non accettare l’offerta garantita economicamente da Roberto Santinoli che avrebbe riunito, dopo l’intervento dei “finanzieri” romani, sotto un’unica proprietà come è sempre stato, la proprietà delle Terme di Salice e quella del Nuovo Hotel, attività evidentemente sinergiche.