Mercoledì, 19 Febbraio 2020

OLTREPÒ PAVESE - «LA 6 GIORNI DI ENDURO UNA GRANDE OCCASIONE PER DARE VISIBILITÀ A TUTTO L’OLTREPÒ»

Tra chi vede nella 6 Giorni di enduro una preziosa occasione per l’Oltrepò c’è anche Alberto Lucotti, presidente di Terranostra Pavia, associazione che riunisce gli agriturismi di Coldiretti. Agriturismi a indirizzo “famigliare“ (non più di 50 pasti), aziendali (180 pasti), e altri con pernottamento che hanno solo camere e servono la prima colazione. Una presenza capillare sul territorio.

6 giorni di Enduro 2020. Un volano o un’arma a doppio taglio?

«Sicuramente può essere un evento importante per il territorio, un evento internazionale di così grande impatto non può che farci conoscere ancor di più».

Eppure chi sostiene che la vocazione del territorio dovrebbe essere esclusivamente legata al turismo, “verde” ed enogastronomico, punta il dito contro la 6 giorni…

«Precisando che anche Terranostra è un’associazione ambientalista riconosciuta dal Ministero, ritengo che le grandi manifestazioni possono coesistere sul nostro territorio perché iniziative anche internazionali portano un turismo sicuramente nuovo che può portare vantaggi alle nostre strutture ricettive».

Avete già ricevuto prenotazioni?

«Per ora ci sono state diverse richieste di informazioni, soprattutto da turisti, per fermarsi a mangiare da noi».

Vi aspettate il tutto esaurito?

«Ci aspettiamo di lavorare bene, coma da anni già facciamo sul territorio, in modo da essere attrattivi anche per una clientela internazionale».

Crede che questa manifestazione possa essere davvero una vetrina per il territorio portando in futuro nuova clientela o comunque il ritorno di chi ci verrà?

«Manifestazioni del genere possono portare tanti visitatori stranieri, che sono attenti al turismo enogastronomico e dedicato all’ambiente e questo è dimostrato dall’aumento costante del turismo internazionale verso il Nostro Paese. Sono turisti che non si fermano solo in giornata ovviamente e vogliono scoprire le tipicità del luogo visitato, comprando anche i prodotti tipici e creando il più delle volte un “canale” con l’azienda per poi farsi mandare i prodotti, se possibile, anche via corriere nonostante le distanze».

Cosa dicono i numeri sullo stato di salute del turismo oltrepadano?

«I numeri sono in crescita rispetto ad altri settori, proprio per il crescente interesse per manifestazioni a carattere ambientale e turistico. Penso però che più che i numeri conti dare al visitatore la “qualità” della visita: se un agriturismo lavora come sa e nelle proprie possibilità senza strafare, quell’agriturismo lavorerà sicuramente tutto l’anno e non solo nei periodi festivi ed è quello che cerchiamo di fare nella nostra associazione».

Cosa manca all’Oltrepò per diventare attrattivo come altre Regioni italiane più “quotate”?

«Al nostro Oltrepò non manca nulla per essere al pari di territori ben più conosciuti. Faccio un esempio: tanti turisti che vengono nel mio agriturismo il più delle volte guardandosi intorno mi dicono che “sembra di essere in Toscana”. Credo che qui manchi tante volte la fiducia nei propri mezzi e il coraggio di proporsi anche con eventi magari fuori dai soliti canoni, ma che a lungo andare, se non si tralasciano le caratteristiche e i valori tipici del turismo enogastronomico, possono diventare punti fermi di un turismo rurale semplice, ma di Eccellenza».

  di Christian Draghi

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