San Damiano al Colle – Imondi: “Il percorso che ha portato alla mia candidatura è iniziato oltre tre anni fa”

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Sergio Imondi, pensionato, da due anni consigliere di minoranza presso il comune di San Damiano al Colle, in caso di sua elezione farà il sindaco a tempo pieno e «i cittadini non dovranno prendere appuntamento per potermi incontrare» ha dichiarato.

Imondi ci presenti la squadra che scenderà al suo fianco alle elezioni del 3 e 4 ottobre. «La mia squadra è composta da Federica Torregiani, operatrice sociosanitaria; Mariella Magni, bibliotecaria; Paolo Guarnaschelli, farmacista; Giuseppe Fabbiano, operatore immobiliare; Enrico Sanvittore, educatore-formatore, naturopata scientifico; Michael Maini, impiegato; Cassella Marzio, operatore logistico; Silvio Afro Caleffi, brigadiere dei carabinieri in congedo; Vito Antonio Carbonara, volontario assistente anziani; Gabriele Marigo, artigiano. Una squadra composta da persone accuratamente scelte da me, partendo dal requisito essenziale della totale estraneità con l’attuale amministrazione o con quelle precedenti. Io sono attualmente consigliere comunale a San Damiano al Colle e, tra i nostri candidati consiglieri, solo una persona ha già vissuto un’esperienza amministrativa in passato come vicesindaco, ma in un altro comune. Ho voluto costruire appositamente una squadra di totale rottura con il passato, proprio per dare un segnale di discontinuità».

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a metterci la faccia, per la prima volta, in prima persona? «Il percorso che ha portato alla mia candidatura è iniziato oltre tre anni fa. Nel 2019 sono stato eletto in consiglio a San Damiano al Colle e, grazie al continuo coinvolgimento da parte del Sindaco, ho imparato molto in campo amministrativo, su come ci si confronta con i propri concittadini, apprezzando la sua totale abnegazione verso il comune e la sua comunità: è stato di grande insegnamento. Sono stati due anni di opposizione costruttiva. Fatta questa premessa, è già da diversi anni che desideravo presentare la mia candidatura a sindaco di Montù Beccaria, paese in cui vivo da ormai trentadue anni. Secondo la mia opinione, ci sono molte cose migliorabili».

Qual è il “cavallo di battaglia” del vostro programma elettorale? «Non c’è un vero e proprio “cavallo di battaglia”, ma tanti progetti che pensiamo possano migliorare il nostro paese. Innanzitutto, la costruzione di una nuova piazza, molto ampia, in prossimità del viale principale. Inoltre, la rivalutazione del borgo antico, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nostro comune e invece si trova completamente abbandonato a sé stesso: non sono io a dirlo, basta fare in giro all’interno di esso per vedere case diroccate e degrado. Una situazione difficile persino da spiegare. Altri progetti sono la costruzione di una casa per gli anziani, l’avviamento dell’enoteca e l’organizzazione di gruppi di volontariato. Infine, il nostro programma prevede l’apertura di alcuni ambulatori in paese: abbiamo diversi anziani che, anche per una piccola visita, sono costretti a recarsi a Stradella o Voghera: il nostro obbiettivo è quello di creare questo nuovo servizio, a cui potranno accedere anche i cittadini dei comuni limitrofi».

Montù è un piccolo comune. A suo giudizio la partita si giocherà sui programmi elettorali o sulle persone? «Presumo sulle persone. È ovvio che in questo parto “simbolicamente” svantaggiato, perché alcuni degli amministratori che si ricandideranno sono in carica da più di quindici anni. Però non penso che questo fattore possa influenzare sul risultato finale perché, parlando con la gente, si percepisce la voglia di cambiamento. Per questo motivo sono molto fiducioso».

Qual è o quali sono le iniziative concrete che intende mettere in campo e quindi fattibili, “il giorno dopo” la sua eventuale elezione a primo cittadino? «Certamente l’apertura degli ambulatori: questo progetto è fattibile sin da subito, dato che siamo già in contatto con diversi specialisti interessati. In secondo luogo, la riorganizzazione del lavoro nel comune, la creazione di un nuovo parco giochi a sostituzione di quello attuale assolutamente obsoleto e il ripristino della piscina di Costa Montefedele».

Cosa chiedono e cosa si aspettano oggi i Montuesi dal loro futuro sindaco? «I Montuesi si aspettano un sindaco sempre presente sul territorio e tra la sua gente. Nel caso dovessi essere eletto, io farò il sindaco a tempo pieno e i cittadini non dovranno prendere appuntamento per potermi incontrare, perché sapranno dove trovarmi. Io voglio conoscere e parlare con i miei concittadini: capisco che possa sembrare impegnativo, ma io voglio affrontarla in questo modo, senza dover delegare nessuno».

Cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Montù e perché non lo sono i suoi “avversari”? «Io propongo la mia candidatura sulla base di un concreto desiderio di essere il sindaco di Montù Beccaria, con la voglia di voler risollevare questo paese e di realizzare tutto ciò che fino ad ora non è stato fatto. Non mi interessa la politica, ma soltanto il bene del mio Comune».

di Manuele Riccardi

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