SANTA MARGHERITA STAFFORA – GRAZIE ALLE NUOVE MISURE TORNA IL MEDICO

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A causa dell’emergenza Covid-19 anche l’ambulatorio medico e l’armadio farmaceutico di Casanova Staffora sono rimasti chiusi al pubblico da oltre tre mesi. Il sindaco Andrea Gandolfi ha tenuto, tuttavia, alta l’attenzione sul tema e alla fine entrambi i servizi, da pochi giorni, hanno riaperto. Qui di seguito le parole del sindaco in merito al tema.

Sindaco, alla fine l’ambulatorio e l’armadio farmaceutico hanno riaperto. Come funziona il servizio? «Siamo riusciti a far ripartire il servizio dell’ambulatorio medico e dell’armadio farmaceutico in collaborazione con il dottor Giuffrè, con il dottor Gancia e con la farmacia comunale di Varzi. Il servizio dal 7 luglio è attivo presso i locali della ex scuola elementare di Casanova ed è disponibile tutti i martedì e i venerdì dalle ore 11.30 alle ore 12.30. Le persone possono usufruire del servizio attenendosi alle disposizioni precauzionali per il contenimento del virus Covid-19, quindi sono contingentati gli ingressi, permettendo l’accesso di una sola persona alla volta munita di mascherina».

Il servizio era rimasto attivo per tutto il periodo peggiore della pandemia Come è stato possibile? «In quanto il medico di base ha mantenuto il contatto con tutti i suoi assistiti, rispondendo alle chiamate ma anche telefonando lui stesso ai pazienti. Prescriveva farmaci girando direttamente le ricette alla farmacia e per chi non poteva recarsi a ritirare i farmaci si attivavano i volontari. Tutt’ora sono a disposizione i nostri operatori della protezione civile».

Cosa può dire sull’operato dei medici di base? «Che hanno lavorato sodo e li ringrazio tutti, hanno rischiato molto restando in prima linea. Hanno dato tutto il supporto necessario, nessuno tra i pazienti è stato trascurato. Proprio in questi giorni l’amministrazione comunale, in contatto con i medici di base, ha organizzato misure di sicurezza al fine di rendere idonei l’ambulatorio e l’armadio farmaceutico e garantire la normalità rispondendo efficacemente ai protocolli stabiliti. Mi sento sereno nel modo più assoluto e dico a chi temeva una mancata riapertura che le voci e i dubbi in merito erano totalmente infondate».

Come hanno vissuto gli abitanti di questo territorio l’emergenza sanitaria? «Come tutti i paesi travolti dalla pandemia. Hanno sofferto molto, temendo di essere contagiati. Comunque la popolazione ha dimostrato un forte senso civico in quanto al rispetto delle norme. Da parte nostra c’è stata la massima collaborazione con la costituzione del Centro Operativo Comunale, 24 ore su 24. Volontari della protezione civile hanno prestato assistenza alla cittadinanza provvedendo i beni di prima necessità in modo da far rimanere in casa i più anziani».

Sempre in relazione alla fase di emergenza Covid-19, quali sono state le conseguenze a livello economico? «Come in tutte le parti di Italia anche qui il lockdown ha costretto quasi tutte le attività alla chiusura, per cui c’è stata una perdita economica non indifferente. In questo lasso di tempo c’è stata quella che si può definire una compressione a livello economico tra le strutture turistiche e le aziende artigianali del nostro territorio».

Quanto tempo ci vorrà per la ripresa? «Vorremmo nell’interesse di tutti una ripresa veloce, ma non sarà facile con le nuove normative da attuare. Sia il Governo che Regione Lombardia, hanno dato delle disposizioni molto precise per la tutela di tutti».

Nel frattempo il Comune come ha provveduto alle famiglie in difficoltà? Progetti per aiutare le attività? «Grazie al contributo messo a disposizione dallo Stato agli enti locali, il Comune ha erogato dei buoni spesa validi all’interno dei negozi presenti sul territorio comunale e li erogherà nuovamente. Preciso che sono validi anche per i farmaci. Per quanto riguarda le attività, l’amministrazione comunale sta studiando di porre in atto sgravi fiscali, che vadano a sopperire il mancato introito subito durante il look down».

Da sindaco, ma innanzi tutto da cittadino, come ha vissuto personalmente l’esperienza del Covid-19? «Mi sono sentito padre di una grande famiglia e ho avuto paura, mai mi sarei aspettato una situazione del genere. Mi sono sentito ancor più responsabile e ho fatto tutto il possibile per non lasciare “indietro” nessuno, il mio cellulare è rimasto acceso giorno e notte».

Durante questi mesi, secondo lei, quale spirito ha prevalso tra i suoi concittadini? «Sicuramente il coraggio seguito dalla sensibilità e dall’impegno per il bene di tutti. Qui vorrei ringraziare quelle persone che hanno trasformato il loro lavoro in un’opera sociale ed i negozi di alimentari che potevano optare per la chiusura e invece sono rimasti aperti garantendo un presidio per la prima necessità. L’amministrazione comunale ringrazia la signora Donatella Muffato che ha cucito le mascherine per tutti gli abitanti, in un momento in cui erano irreperibili sul mercato ed erano la prima misura utile per contrastare il contagio. Questi sono i gesti che dimostrano altruismo e vero amore per il proprio paese e rafforzano la comunità».

di Stefania Marchetti