SANTA MARIA DELLA VERSA – INCREMENTO DEL TURISMO PROVENIENTE DAL MILANESE.

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A fine 2019 il sindaco di Santa Maria della Versa, Stefano Riccardi, ci aveva illustrato i progetti che l’amministrazione comunale aveva programmato in questo 2020, lontano dall’immaginare che quello che stava per arrivare sarebbe stato un anno difficile, colpito da un’epidemia che avrebbe causato ripercussioni non solo sanitarie, ma anche economiche sull’intera vallata. Ad inizio lockdown avevamo anche riportato l’appello di alcuni commercianti di Santa Maria della Versa che si apprestavano a prendere gli iniziali provvedimenti indicati dai primi decreti emessi dal Governo Conte, esponendo le loro preoccupazioni dettate soprattutto dall’incertezza della situazione che si andava a delineare. Oggi, a distanza di diversi mesi, abbiamo rincontrato il sindaco, per fare il punto della situazione su diversi argomenti, soprattutto riguardo la riapertura delle scuole, gli interventi che il Comune ha attuato, o intende attuare, per agevolare i commercianti e su come incentivare la promozione del territorio comunale.

Sindaco, come tutti gli anni, Santa Maria della Versa è stata attraversata da rimorchi d’uva diretti nelle varie cantine della zona. Sebbene a livello produttivo la vendemmia 2020 sia una delle migliori degli ultimi anni, le aziende hanno lamentato una grave carenza di manodopera regolare proveniente dall’estero. Allo stesso tempo, il problema della manodopera illegale e dei bivacchi abusivi che in passato creavano insofferenza al paese, ormai sembra essere solo un ricordo… «Fortunatamente si sono evitati i problemi di bivacco e assembramento che si verificavano negli anni precedenti. Con l’emergenza sanitaria in corso molta manovalanza ha preferito non venire in Italia, anche perché vige l’obbligo di tampone e quarantena per chi proviene da determinati Paesi a rischio. Questo sicuramente ha influito positivamente, evitando questi problemi noti, ma ha causato anche la mancanza di manodopera regolarmente assunta».

Settembre sono state riaperte le scuole. Quest’anno è tutto diverso: distanziamento sociale, divieto di assembramenti e il caso dei “banchi con le ruote” sono all’ordine del giorno. Come si è mossa l’amministrazione comunale per questo nuovo, e anomalo, anno scolastico? «Noi abbiamo svolto diversi interventi per adattare le strutture alle nuove normative sanitarie vigenti. Per quanto riguarda le aule della scuola media, il problema ci ha solo sfiorato, dato che solo una di queste non rispettava i parametri e per questo si è deciso di spostare una classe in aula mensa, mentre gli alunni pranzeranno nelle loro classi. Anche il servizio mensa ha subito delle variazioni: verranno somministrate dosi monoporzione preconfezionate. I lavori si sono svolti soprattutto nella parte esterna, per creare accessi differenziati e diversi camminamenti ed evitare assembramenti tra studenti di classi differenti. Riguardo l’asilo, invece, non abbiamo dovuto svolgere particolari interventi, limitandoci a dover predisporre tre differenti aree separate per la ricreazione. I tanto famosi “banchi con le ruote” non sono stati acquistati, ma abbiamo optato per banchi a forma pentagonale che, finita questa emergenza, verranno riqualificati nei laboratori. Fortunatamente gli istituti hanno avuto parecchi finanziamenti per poter intervenire in modo ottimale».

Anche il servizio di trasporto alunni a mezzo pulmino ha subito delle variazioni? «È stato imposto un limite di occupanti pari all’80% della capienza, per ottenere una riduzione dei posti e un maggiore spazio tra gli alunni. Quindi per rispettare anche l’imposizione del metro di distanza la capienza massima sarebbe ridotta del 50%. Questo è un limite difficilmente attuabile, a meno che non si trasportino tanti alunni congiunti tra loro o appartenenti allo stesso nucleo famigliare, i quali non sono tenuti a mantenere queste distanze. Noi fortunatamente riusciamo a restare in questi parametri, anche perché le richieste per il servizio scuolabus, per questo anno scolastico, sono diminuite».

Ad inizio lockdown avevamo intervistato alcuni commercianti di Santa Maria, i quali si auspicavano seri interventi da parte del governo e dell’amministrazione, con agevolazioni e riduzione di tasse e tributi.  A distanza di sei mesi, come ha reagito il commercio del suo paese? Quali agevolazioni e quali misure ha adottato, o intende adottare la sua amministrazione? «Durante il lockdown abbiamo distribuito i buoni alimentari a circa novanta famiglie e a tutti i commercianti che avevano dovuto chiudere la loro attività e che ne avevano presentato la domanda. Abbiamo utilizzato tutti i fondi che il governo aveva stanziato per il nostro comune, attingendo anche in minima parte alle casse comunali, per poter soddisfare tutte le domande correttamente pervenute. Verrà applicata una detrazione sulla tassa dei rifiuti per quelle attività che hanno subito la chiusura forzata, per quanto riguarda i mesi del lockdown».

Parliamo di turismo: nelle precedenti estati Santa Maria della Versa era frequentata soprattutto da stranieri. Quest’anno, a causa dell’epidemia, si è rilevato un afflusso italiano? «Abbiamo nottato un incremento del turismo proveniente dal milanese, ma anche gli stranieri non sono mancati. Soddisfatti anche i B&B della vallata, sia per l’afflusso italiano che estero. Alcuni avevano anche stabilito il vincolo minimo di due giorni di pernottamento. Peccato che, non essendo possibile organizzare le manifestazioni, non si è potuta servire un’offerta completa al turista».

Senza le manifestazioni di quest’estate, la popolazione come ha reagito? «Questo ha inciso negativamente sul lavoro dei commercianti, soprattutto per quanto riguarda i ristoranti e i bar. Però ritengo che, nonostante tutto, questi ultimi abbiano comunque avuto un buon afflusso di clientela».

Qualche mese fa avevate cercato di organizzare la seconda edizione di “Calici e Sapori”, poi annullata, in quanto in quel periodo iniziavano a risalire i contagi da Cavid-19. Ad oggi, ritiene sia stata una scelta giusta? «Ad inizio estate venivano divulgati dati incoraggianti, con una diminuzione sempre costante degli infetti, ma soprattutto delle vittime. Per questo motivo, ad inizio luglio, avevamo iniziato a delineare l’edizione 2020 di “Calici & Sapori”, evento che aveva riscosso parecchio successo nella sua prima edizione dello scorso anno. Le aspettative erano alte e per questo motivo intendevamo organizzare con ampia marginalità l’evento, per arrivare preparati a lunedì 10 agosto, la data indicata per questa edizione. Purtroppo, l’entusiasmo è stato subito smorzato, dato che a metà luglio, pochi giorni dopo aver annunciato l’evento, i contagi hanno iniziato a risalire. Per questo abbiamo deciso di rinviare il tutto al 2021, per non incorrere in inutili rischi e salvaguardare la salute della nostra popolazione. Altre amministrazioni hanno deciso di organizzare alcuni degli eventi inseriti nei loro calendari, sebbene con formule riviste e ridotte, ma noi abbiamo preferito fare un passo indietro…».

Quindi anche le prossime manifestazioni verranno annullate? «Anche gli eventi  autunnali, come la “Festa in vendemmia” sono stati annullati e rinviati al prossimo anno. Se ci saranno i presupposti si potrà magari organizzare qualcosa nel periodo natalizio, ma la situazione è ancora troppo incerta e non sappiamo cosa ci può aspettare».

Come si sta muovendo l’amministrazione per riequilibrare in futuro questa mancanza di eventi e promozione territoriale? «Stiamo vagliando diverse idee e portando a termine alcuni progetti già avviati. Stiamo concludendo la realizzazione di un video istituzionale, finanziato dal Gal Oltrepò con capofila il Comune di Casteggio, che verrà dato a disposizione di tutte le attività comunali. Inoltre, stiamo valutando alcune proposte commerciali avute da alcune reti televisive».

di Manuele Riccardi