STRADELLA – ABBIAMO BEN PRESENTE IL PROBLEMA DEL COMMERCIO

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Un anno estremamente difficile il 2020, dove per la Giunta Cantù non sono mancate le critiche, arrivate in particolar modo dal commercio locale, ora alcuni passi avanti sono stati fatti in questa direzione, come l’annullamento della parte variabile della Tari, l’istallazione a carico del Comune delle luminarie per abbellire la città nel periodo natalizio e renderla più attrattiva, inoltre alcune iniziative portare avanti dall’assessore al Commercio – Andrea Frustagli – sembrano aver fatto tornare il “sereno” tra i commercianti e l’amministrazione comunale. Affrontati i problemi contingenti al drammatico momento legato all’emergenza sanitaria, si cerca di guardare avanti, di fare comunque qualcosa di buono e di progettare il futuro con opere concrete. Tanti gli interventi annunciati, alcuni già partiti, altri in fase di attuazione. Ne parliamo con il sindaco Cantù.

Sindaco prima di guardare al futuro, per il 2020 da “dimenticare”, si ritiene soddisfatto di come ha potuto gestire le problematiche locali? «Il 2020 è finalmente finito… è stato un anno difficile e complicato sotto tanti aspetti. Abbiamo comunque affrontato con determinazione e prontezza tutte le normative che ci sono arrivate, perché è stato un anno in cui bisognava essere molto attenti a tutte le disposizioni ministeriali e della Regione. Noi però abbiamo anche cercato di mantenere l’attenzione sugli obiettivi della nostra amministrazione, di aiutare e soddisfare i nostri cittadini e tutte le categorie, di prestare attenzione alle scuole. Devo dire che il bilancio che andiamo a fare è positivo, per il fatto che ci siamo molto impegnati nel risolvere tutti i problemi che quotidianamente c’erano: con tanto impegno abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio per aiutare gli altri e per far proseguire la vita amministrativa in un contesto di enorme difficoltà».

Torniamo agli obbiettivi a lungo termine che la vostra amministrazione si era prefissata: le opere pubbliche «Non abbiamo perso di vista gli obiettivi a lungo periodo, nonostante questo anno così difficile. La città si deve comunque evolvere e quindi bisogna pensare, oltre al sociale visto il momento, anche alle opere pubbliche. Abbiamo in progetto diversi lavori, tra cui il parcheggio di vicolo Oratorio, vicino al Comune: un progetto che era fermo da tantissimo tempo, da 10 anni, che riusciremo a portare a termine. Si tratta di un qualcosa di molto qualificante per la nostra città, in centro storico. Abbiamo poi intrapreso e già terminato la pulizia di due importanti monumenti all’interno dei giardini pubblici, quello ai Caduti e quello dedicato a Garibaldi: non è stata solo una normale pulizia, ma un vero e proprio restauro che è stato effettuato sotto il controllo della Sovraintendenza alle Belle Arti da ditte autorizzate, che hanno riportato a nuovo i nostri monumenti. E poi ancora, sempre per lo sviluppo sostenibile, ci sarà il rifacimento dei giardini pubblici: andremo a rifare tutti i viali, mantenendo il principio dell’invarianza idraulica, quindi senza cementificare ma utilizzando materiali biodiversi e riciclati per tutti i vialetti, recuperando così l’area antistante il monumento ai Caduti. Diventerà un’area più bella e più colorata, per quanto riguarda le piante e i cespugli, più calpestabile e usufruibile per piccole manifestazioni, presentazioni di libri o ritrovi di fisarmonica. All’interno di questo progetto, andremo anche a recuperare i servizi igienici pubblici di cui al momento siamo deficitari».

Ma il vero “coup de théâtre”, riguarda Piazza Trieste, cuore di Stradella. Cosa è previsto per questa area? «Un importante restyling della zona del rondò. Andremo ad eliminare una delle due corsie di marcia, ampliando la zona di marciapiede e facendo quindi una parte pedonale che sarà piastrellata in porfido. Miglioreremo così l’ingresso e l’uscita della piazza Trieste, eliminando le problematiche di viabilità. Una peculiarità di questo progetto è che l’area, vista dall’alto, richiamerà la forma della tastiera di una fisarmonica. Ci sarà, quindi, un richiamo a questo importante strumento, simbolo della città, dato che la zona è vicina alla famosa fabbrica  Dallapè: ci sarà un ‘gioco’ di pietre chiare e altre più scure, di luci e illuminazioni».

Altri interventi previsti? «Sempre per il decoro urbano, stiamo facendo gli attraversamenti pedonali in Strada Nuova e Strada Vecchia, ovvero la Via XXVI Aprile e la Via Trento: sono in pietra di porfido, sono permanenti e fanno parte di un progetto di maggiore sicurezza pedonale. E poi lo stadio di San Zeno, la cui superficie verrà completamente trasformata. Si passerà quindi da un campo inutilizzabile per buona parte dell’anno, perché non è drenante, a una superficie sintetica, all’interno della quale potrà essere ricavato un campo da calcio longitudinale oppure due campi da calcetto più ridotti. Creeremo quindi un’opera più versatile, da utilizzare in più modi».

Progetti invece che al momento avete solo sulla carta? «Ci sarà un progetto che riguarda l’area a fianco della stazione ferroviaria. In particolare sarà realizzato un parcheggio, che sarà attuativo però dopo che sarà rinnovata la convenzione con Rfi, in quanto sorgerà su un terreno di proprietà delle Ferrovie dello Stato e quindi per fare un investimento di questo tipo vogliamo che la convenzione sia attiva per più anni. In conclusione, quindi, abbiamo lavori che sono partiti e già terminati, altri che sono in fase di attuazione e altri ancora che partiranno tra un po’».

Per la zona di Torre Sacchetti, che ha sempre qualche problema in caso di maltempo, avete in programma interventi risolutivi? «Abbiamo avviato un lavoro di regimazione idraulica, per evitare allagamenti nella frazione. Un lavoro fatto grazie a dei cofinanziamenti regionali che siamo riusciti ad ottenere. è una strada che abbiamo deciso di intraprendere, quella legata al fatto di sfruttare il più possibile bandi regionali o nazionali per il cofinanziamento delle opere. Anche per la basilica di Montalino faremo così: in questo caso ci sarà un finanziamento di una fondazione privata. Per quanto riguarda la copertura degli interventi strutturali arriveranno in parte da Regione Lombardia e in parte da mutuo, come nel caso del nuovo piano di marciapiedi che andrà a coprire sia zone centrali della città che altre più periferiche».

Con il commercio locale qualche problema di dialogo c’è stato. Ad oggi com’è la situazione? «Stiamo dando tutto il nostro sostegno. L’iniziativa più importante è quella che ha portato all’esenzione totale della parte variabile della Tari, con un impegno di 90 mila euro a carico del Comune. E poi ancora tante iniziative per dare spazi pubblici. Abbiamo ben presente il problema del commercio e c’è collaborazione: da quando sono stati eletti i rappresentanti delle varie sezioni, riescono a partecipare a riunioni o a colloquiare maggiormente con l’amministrazione. E i frutti di questo dialogo si stanno vedendo. Quest’anno abbiamo anche deciso di pagare le luminarie».

Eccoci al capitole luminarie. Ci sono pareri differenti su quanto avete realizzato… «Abbiamo scelto di farne una parte di tipo tradizionale, con fili di luce, e in parte innovative. Tutto questo su varie zone della città. Io direi che l’impatto è stato positivo. A fianco del progetto delle luminarie, ne è stato avanzato uno per il commercio con il nome “Compriamo a Stradella”: si tratta di un progetto separato dal discorso delle luminarie e che ha visto come simbolo le borse appese per le vie stradelline».

Nel complesso, è soddisfatto di quanto sta facendo la sua amministrazione? «Sì! Sono risultati dovuti alla piena collaborazione di tutta la maggioranza. Tutti hanno dato il proprio contributo, e questo è stato determinante per riuscire ad arrivare a esiti importanti».

di Elisa Ajelli