TERME DI SALICE: 4° ASTA: ROBERTO SANTINOLI, PRESENTA L’UNICA OFFERTA, MA IL BANDO LO ESCLUDE

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Nel pomeriggio di oggi è avvenuta un’ulteriore asta pubblica – la quarta per l’esattezza –  per la vendita del complesso aziendale Terme di Salice che, include oltre alle concessioni minerarie necessarie per l’estrazione delle acque, tutti i beni mobili, autorizzazioni, licenze, marchi, e un rilevante patrimonio immobiliare, che comprende lo Stabilimento termale, il Caffè Bagni, il Grand Hotel Terme, il secolare Parco di Salice, la Chiesa di Santa Maria Nascente, il dancing La Buca, le discoteche Naki Beach e Club House, la piscina Lido e il Bar Il Boccio. Il prezzo base dell’asta era di 2.098.828,13 di euro con prezzo minimo dell’offerta di 1.574.121,09 di euro e con un rilancio minimo pari ad euro 50mila. All’asta di oggi – a differenza delle tre precedenti – è stata presentata un’offerta da parte dell’imprenditore salicese Roberto Santinoli, che proprio il mese scorso ha acquisito, sempre all’asta, il Nuovo Hotel Terme, per un importo di 656.542,97 euro. Il Nuovo Hotel Terme, storicamente di proprietà delle Terme di Salice, dopo la gestione durata pochi mesi dei “finanzieri” romani, era stato “sfilato” alle Terme passando ad altre proprietà sempre riconducibili ai “finanzieri” romani, per ottenere ulteriori “agevolazioni finanziarie”. Roberto Santinoli, stimato imprenditore salicese e gestore di numerosi locali di successo, dopo aver acquisito il Nuovo Hotel Terme  – come unico partecipante all’asta –  ha deciso di effettuare un ulteriore sforzo economico per aggiudicarsi quelle che sono state la locomotiva del turismo oltrepadano, le Terme di Salice. L’offerta è stata presentata nella giornata di ieri pomeriggio nelle mani del curatore fallimentare, il Dottor Andrea Nannone. Purtroppo nel bando d’asta esiste una rigida limitazione riguardante i requisiti minimi per potervi partecipare, citiamo testualmente l’art. 4,1: “solo persone o Società operanti nel settore delle cure termali, delle attività legate alla cura della persona ed al benessere fisico e del fitness” . Limitazione che preclude a molti imprenditori di partecipare al bando, riservato esclusivamente a quelli che hanno le condizione espresse nell’art. 4, 1 del bando. Questa limitazione ha spinto il curatore fallimentare a non accettare l’offerta garantita economicamente da Roberto Santinoli che avrebbe riunito, dopo l’intervento dei “finanzieri” romani, sotto un’unica proprietà come è sempre stato, la proprietà delle Terme di Salice e quella del Nuovo Hotel, attività evidentemente sinergiche. Proprio due anni orsono avevamo evidenziato – dalle pagine di questo giornale –  come l’art. 4, 1 fosse un punto discutibile o quantomeno opinabile, perché se è pur vero che l’attività delle Terme di Salice è il termalismo, è altrettanto vero che all’interno delle proprietà delle Terme di Salice, ci sono altre attività economiche, quali gli affitti e la gestione degli esercizi pubblici, per citarne alcuni: Club House, Piscina Lido, Buca Dancing, Naki Beach, Tortuga, Boccio, senza dimenticare il Nuovo Hotel Terme e l’area dell’ex maneggio. Risulterebbe più logico, a nostro parere, come scritto due anni orsono, che chiunque possa partecipare all’acquisizione delle Terme, anche se non ha mai svolto attività termale, perché, e facendo un esempio a titolo esemplificativo, se si presentasse la famiglia Agnelli e volesse comperare le Terme, non potrebbe partecipare all’asta perché non ha mai svolto attività termale. Sarebbe stato più logico che il curatore fallimentare avesse inserito una clausola nella quale si diceva che chiunque avesse comperato le Terme avrebbe dovuto svolgere per x anni l’attività termale, specificando i requisiti minimi che questa attività avrebbe dovuto avere. Ora, si presume che tra marzo, aprile e maggio, le Terme vadano nuovamente all’asta con un ulteriore ribasso del 25% il che vorrebbe dire che il prezzo base dell’asta sarà di 1.574.121,00 con un prezzo minimo di offerta di 1.180.590,00. Ricordiamo che la prima asta dell’8 ottobre 2019 partiva da una base d’asta di 5milioni di euro. Ed intanto le Terme di Salice sono invendute e tristemente chiuse nonostante, alla luce dei fatti e di chi conosce le dinamiche termali, i proclami infondati dei politici da paese locali.