TERME DI SALICE: QUANDO UNA CLAUSOLA “RIDICOLA” BLOCCA UN IMPRENDITORE

287

La profonda crisi che ha colpito le Terme di Salice, conclusasi con il fallimento – tre anni orsono – ha visto le prime tre aste andare deserte. Si è partiti da poco più di 5 milioni di euro della prima asta per arrivare, alla quarta asta, ad un prezzo minimo che si aggira sul milione e mezzo di euro. E finalmente c’è un’offerta: quella di Roberto Santinoli. Sono molti i motivi che hanno spinto diversi imprenditori a lasciare Salice Terme e a spostare le loro attenzioni in altre zone che ritengono in “ascesa”, mentre Salice Terme, volenti o nolenti è in “discesa”. Molti hanno ceduto e cedono a questa tentazione. Altri, al contrario, resistono. E lo fanno perché credono profondamente che la scelta di restare a Salice Terme, nonostante le molte difficoltà, possa fare la differenza e, nel lungo periodo, ripagare gli sforzi. Dopo aver acquisito all’asta nei mesi scorsi, l’oramai chiuso da anni, Nuovo Hotel Terme, (albergo che è sempre stato di proprietà delle Terme di Salice, fino a quando l’ultimo “gruppo romano” lo ha scippato alle Terme nel silenzio imbarazzato, prima, durante e dopo la vicenda, di molti che stupidamente non si sono resi conto di quello che i “romani” stavano facendo per ricavarne “benefici” economici) Roberto Santinoli, tangibilmente, e tangibilmente perchè per partecipare ad un’asta non servono le idee e le parole, bisogna fornire garanzie economiche concrete, ha deciso di partecipare all’ultima asta delle Terme di Salice, presentando la sua offerta. Al momento l’unica al di là delle speranzose dichiarazioni del Geometra Sindaco Fabio Riva, che dal momento del fallimento Terme, si augura e preannuncia o fa preannunciare l’arrivo di imprenditori interessati all’acquisto del complesso termale. Roberto Santinoli conosceva bene, molto bene, la “strana” clausola secondo cui un imprenditore non può partecipare all’asta delle Terme di Salice se non ha prima e per x mesi, svolto attività nel settore termale, clausola che non ha nè capo nè coda, perchè sarebbe come dire che per comperare un cavallo da corsa bisogna essere stato prima fantino, quando invece basterebbe più giustamente dire che chiunque può acquistare un cavallo da corsa purchè lo faccia correre montato da un fantino. Ma pur conoscendo la clausola, dopo aver presentato garanzie economiche concrete e vincolanti, ha rivolto comunque al curatore fallimentare la propria offerta, che è stata respinta. Di seguito potete leggere il perchè Roberto Santinoli ha presentato la propria offerta e perchè non ha intenzione di demordere.  Cari lettori, ho chiesto questo spazio perché sentivo la necessità di spiegare, a tutti coloro che hanno a cuore Salice Terme, la mia visione della situazione, le ragioni che mi hanno spinto sin qui ad agire ed i miei intendimenti. Innanzitutto, mi presento. Sono Roberto Santinoli, classe 1940, ed ho dedicato la vita alla gestione di varie attività ricettive e ludico – ricreative in Salice Terme:  Nuovo hotel, bar gelateria Caffè Bagni, dancing La Buca, piscina Lido, discoteca Naki, Club House, etc. Seguendo le orme di mio padre Leo e di mio nonno. Al mio fianco per quasi tutto il mio percorso lavorativo c’è stato mio fratello Franco mentre, da qualche anno, supportato dall’anagrafe favorevole, c’è Leo, mio figlio. Sono e siamo sempre stati qui, in difesa dei nostri Esercizi ma volonterosi di legare all’interesse familiare quello di una comunità, di un territorio che tanto ci ha dato ed al quale abbiamo sempre sentito di voler restituire. Tornando all’attualità, e considerando la situazione di stasi in cui le Terme S.p.A.  versano da ormai tre anni, mi sono deciso a fare qualcosa per permettere una ripresa, che non può prescindere da una riattivazione sensata dell’attività termale ed alberghiera. Con questo convincimento, ad inizio novembre ho partecipato all’asta del Nuovo Hotel Terme, aggiudicandomi una struttura alberghiera chiusa da tempo ma che in passato ha scritto la storia dell’ospitalità salicese. Venti giorni dopo ho partecipato all’asta dello Stabilimento Termale e Complesso Aziendale delle Terme di Salice. In questo caso però, in base alle imposizioni contenute nel bando  predisposto dal Curatore Fallimentare, non ero in possesso del requisito previsto all’art. 4 punto 1: l’aver operato nel settore delle cure termali, o delle attività legate alla cura e benessere, negli ultimi 36 mesi.

A tal riguardo è bene che renda noto il contenuto della PEC da me inviata al Curatore Dott. Nannoni in data 19/11/20, pochi giorni prima della suddetta asta. Chi volesse leggerlo integralmente lo trova pubblicato sul mio profilo Facebook “Roberto Santinoli”; chi invece si accontentasse della sintesi la trova a seguire. In sostanza, ho palesato la mia profonda delusione per come, a mio avviso, il bando articolato in quel modo limiti grandemente la possibile partecipazione, ledendo sia l’interesse dei creditori (in particolare degli ex dipendenti dello stabilimento) che di tutti coloro che hanno a cuore il bene e la ripartenza del paese. Di “comico” invece ho rilevato che se esiste una limitazione al diritto di partecipazione al bando, riservandolo a pochi, non esista però alcuna clausola che imponga all’assegnatario di continuare nella gestione termale! Possibile che se per acquistare occorre obbligatoriamente essere imprenditore del settore termale, nulla vieti, dopo l’assegnazione, una conversione in bingo o in slot o in tante salette massaggi?

 Strano! Molto strano sapendo per giunta che nessuno di coloro che si sono alternati alla guida delle Terme di Salice, dalla privatizzazione dello stabilimento in poi, fosse in possesso del requisito richiesto in questo bando! È invece per lo meno curioso che neppure sia previsto alcun requisito per l’esercizio delle altre attività inserite nel bando, attività che in questi ultimi anni, da quando lo stabilimento termale ha chiuso, hanno mantenuto viva Salice Terme. A PEC inviata spero risulti chiaro che la mia partecipazione all’asta, avvenuta qualche giorno dopo, sia stata agita in piena coscienza che non si sarebbe mai concretizzata l’assegnazione a mio favore; il mio fine però, almeno in quella fase, era un altro: lanciare un messaggio FORTE. Un messaggio che smuova chi ormai da troppo tempo rimane inerme, fermo nel sogno dell’arrivo di fantomatici russi/cinesi/emiri o addirittura fondi internazionali d’investimento che con vagoni d’oro salverebbero la situazione. Se è vero che le illusioni confortano è giunto il momento di svegliarsi. E chi possiede il coraggio di d’indagare nel passato di Salice Terme scoprirà che, ad esempio, nel lontano 1955 un importante gruppo nazionale stipulò un accordo con la società delle Terme gestire le attività del comparto, e vi riuscì dichiarando di voler investire ingenti somme per molteplici rifacimenti. Al termine dei lavori detto gruppo si dileguò, e le spese finirono a carico, manco a dirlo, della Società delle Terme. Ed ancora più recentemente, gruppi come Januzzelli, Garilli (operante nel settore gas ed energia elettrica), con notevoli disponibilità finanziarie, pure loro si dileguarono. Oppure il gruppo Fabiani, che addirittura presentò un progetto per la realizzazione di un’enorme piscina dove un tempo si teneva il concorso Ippico, non considerando però che a Salice Terme non c’è acqua calda ed abbandonando quindi l’impresa.

Per terminare con l’alternarsi di soggetti sia locali (ricordo Rosada con l’Avv. Vertua) sia “di fuori”, come il gruppo romano di cui si è sempre saputo poco se non che ha consegnato i libri in tribunali. Questo significa che di salvatori sul cavallo bianco Salice non ne ha mai visti. Lo dice la storia, e ci tenevo a ricordarlo soprattutto ai tanti appassionati di favolistica che imperversano su web e carta stampata. È vero, io non sono un magnate russo, certo non impersonifico il giovane ed aiutante imprenditore e sicuramente non mi lancerò in proclami dell’assurdo perché i soldi per l’acquisto, io li devo chiedere alle banche che “potrebbero anche essere d’accordo”, ma dal canto mio posso esporre sul tavolo fatti inoppugnabili. Come, per esempio, che sinora sono stato l’unico a dimostrare un interesse concreto, presentando l’offerta con annessa caparra (non chiacchiere da bar!) oppure che ho 50 anni di storia personale d’investimenti in questa località. Con la conversione in Euro, durante la mia sola gestione ho speso milioni per migliorie, permessi, concessioni, ristrutturazioni e rifacimenti, il tutto investito in strutture non di mia proprietà, ma che ho sempre trattato come se lo fossero. Quindi se la salute, le banche ed il supporto di chi la pensa nel mio stesso modo mi sosterranno, lotterò per fare in modo che le Terme non vengano affidate a chi è solo capace di promettere e mai di dare, o a chi non avrà mai un vero, reale attaccamento a questa terra. Perché le Terme di Salice ed il parco sono un bene immenso per il nostro paese, la comunità e l’Oltrepo.  Prima di concludere, vi lascio una piccola riflessione sul Grand Hotel, che nella fantasia dei più dovrebbe essere la prima struttura a ricevere l’attenzione degli investitori. Io non la penso affatto così e seppur lo reputi un simbolo, ho la fredda consapevolezza, data dai numeri,  che in questa fase storica l’investimento richiesto per ripristinare un edificio del genere non avrebbe mai e poi mai sostenibilità economica. Non si può far altro che aspettare, con la prontezza di cogliere eventuali opportunità di sostegno Statale o della Comunità Europea, ricordandosi sempre che “se un problema non può essere risolto non è un problema”. Quindi certamente meglio non perdere tempo e risorse e dedicarsi a ciò che si può fare subito e che subito possa portare risultati concreti.

Mi auguro davvero che questo messaggio abbia reso comprensibili le mie intenzioni, da non confondere con la volontà d’improvvisarsi in qualcosa in cui non sarei capace e che forse non avrei neppure il tempo biologico di portare a termine. La mia visione esperta mi fa avere la presunzione di conoscere la direzione da tenere per un progetto al riparo da insidie e nuove speculazioni. Esperienza che certo mi piacerebbe venisse integrata con altre competenze e risorse. Proprio a questo proposito, mi auguro di ricevere la telefonata di qualche imprenditore fattivamente interessato a collaborare, o di qualche politico determinato a pretendere chiarezza e tutele per un’asta determinante per le sorti di questa comunità. Al prossimo bando io ci sarò, questa volta con un partner che abbia i requisiti richiesti, e con il supporto dall’Avv. Valmori, cercherò di guidare la società neo-costituita all’aggiudicazione non solo per salvaguardare le attività già attive, ma per rilanciare l’indotto globale perché le Terme di Salice devono tornare ad esistere per il bene di tutto il territorio circostante. Roberto Santinoli