TERRE D’OLTREPÒ…LE BOTTIGLIE CON LA DIGLICERINA SOTTO INCHIESTA SONO 500, 19.500 O 666MILA? SPERIAMO PER L’OLTREPÒ PAVESE NESSUNA

354

L’inchiesta sulla diglicerina ciclica nel vino di Terre D’Oltrepò sembra non finire mai. Ieri in tutta la Val Versa e da Casteggio a Broni, si parlava con preoccupazione delle vetture dei Carabinieri e della Polizia Giudiziaria all’interno delle sedi delle cantine di Broni, Casteggio, Stradella e Santa Maria della Versa, preoccupazione fondata poiché proprio ieri mattina è scattato il sequestro preventivo –  con carattere d’urgenza –  di 500mila litri di vino sfuso, nello specifico Pinot Nero Igt, Bonarda e Pinot rosato. Mentre l’inchiesta coordinata dal magistrato Paolo Mazza prosegue, Gabriele Roveda difensore della cantina Terre D’Oltrepò, conferma la fiducia nella giustizia e negli inquirenti, ribadendo che gli esami dei periti di parte eseguiti sul vino “incriminato” non presentano irregolarità, mentre alla luce dei fatti quelli che sono stati fatti dalla Procura sostengono l’opposto. È altrettanto vero che le analisi sono estremamente tecniche ed è difficile se non impossibile al momento stabilire se il vino è contaminato, quale è e quanto è e da chi e come è avvenuta la contaminazione. Risulta evidente lo sforzo di Terre D’Oltrepò da una parte di minimizzare il problema, dall’altra parte di ribadire con forza che il vino era in conto lavorazione, pertanto non di loro proprietà. In tutto questo bailamme c’è da dire che in un primo momento si era fatto trapelare un quantitativo di 500 bottiglie di vino adulterato, diventate poi 19mila 500 ed ora si è arrivati a numeri che vanno ben oltre, trattandosi di  500mila litri di vino sfuso sequestrato, che se imbottigliato sarebbe pari ad oltre 666mila bottiglie. In questa prospettiva cambiano e di molto le dimensioni del “problema”. Ci si augura vivamente che Terre D’Oltrepò possa dimostrare la propria innocenza sia perché è la più grande cantina sociale dell’Oltrepò Pavese sia per “salvare” l’immagine dell’Oltrepò del vino. Certo è che lo spiegamento di uomini e mezzi – quando tutto ebbe inizio nel mese di marzo –  ivi compresi gli elicotteri, è sembrato sin da subito “bizzarro” per un’inchiesta da 500 bottiglie di vino adulterato, come in un primo momento era stato fatto trapelare.

Articolo precedenteOLTREPÒ PAVESE – VOGHERA -«VACCINARE UN PARENTE PER OGNI OSPITE DI RSA» Lettera al Direttore
Articolo successivoVOGHERA – RILANCIARE IL CIRCOLO PD ATTRAVERSO UNA FORTE CAMPAGNA DI TESSERAMENTO