Val di Nizza – Il turismo itinerante passa anche dal poligono di tiro

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Fresco di inaugurazione il nuovo poligono di tiro situato nel Comune di Val di Nizza, in località Cascina Legra, è un servizio ulteriore per il territorio, sia per gli appassionati del tiro dinamico sportivo, sia per gli accompagnatori: 450 ettari di terreno per il sito di tiro immersi in un contesto isolato e tranquillo sono l’ideale per un turismo itinerante. Passeggiate, visite a castelli e borghi e la possibilità di gustare lungo i percorsi le specialità gastronomiche dell’Oltrepò. Il campo, nato all’interno di un casino di caccia e riservato inizialmente ai soli possessori del porto d’armi ad uso caccia, oggi, grazie al supporto dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Tiro Alta Valle Nizza” che lo gestisce e all’appoggio della proprietà dei terreni, ha avuto un’evoluzione, sia come tiro a lunga distanza, sia come arma corta, con la costruzione di cinque stage di tiro attrezzati per ogni tipo di disciplina, che la Federazione Italiana Tiro Dinamico Sportivo (FITDS) si occupa di promuovere al fine di incrementare e diffondere il tiro dinamico sportivo. Ne parliamo con Enrico Massoni, presidente dell’Associazione “Tiro Alta Valle Nizza” e direttore del poligono multifunzionale, falegname di professione ed istruttore UITS – Unione Italiana Tiro a Segno.

Massoni quando è nata l’associazione? Oggi da quanti appassionati è composta? «È nata nel dicembre del 2020 per volontà e passione di cinque soci fondatori. Oggi contiamo una cinquantina di iscritti, con un trend positivo di crescita. Non solo utenti locali, ma abbiamo frequentatori che arrivano da tutto il centro nord Italia, alcuni addirittura dalla Svizzera e dalla Francia».

L’associazione promuove il tiro sportivo in ogni sua forma. Una vera e propria disciplina dove l’atleta deve dimostrare le proprie abilità di tiro in qualsiasi circostanza si trova. è uno sport faticoso da apprendere e da praticare? «Direi proprio di no, è accessibile a qualsiasi appassionato di tiro, sia con arma lunga che con arma corta, guardi è talmente faticoso che la maggior parte dei frequentatori viene qui per rilassarsi, anche perché il poligono è inserito in un contesto davvero piacevole, circondato dal verde delle nostre colline».

Fate corsi di insegnamento pratico ma anche teorico sulle armi utilizzate e sulle tecniche di tiro? «Abbiamo un’aula attrezzata con schermo gigante per i corsi, dove affrontiamo le varie tematiche che concernono il tiro, ci sono argomenti come la balistica interna e esterna del proiettile che comportano un certo livello di studio, nonchè la combinazione arma, ottica, clima e l’atto vero e proprio di come premere un grilletto. Questo vale sia se parliamo di arma lunga sia di arma corta. Come Istruttore istituzionale UITS – Unione Italiana Tiro a Segno – al Poligono di Stradella dove sono responsabile dei corsi Maneggio Armi, pongo un’attenzione particolare alla sicurezza e all’uso corretto delle armi».

Che tipo di armi utilizzate? «Le armi utilizzate sono carabine dotate di ottiche per il tiro a lunga distanza, le nuove linee di tiro lungo vanno da 100 metri fino a 1000 metri, per le armi corte abbiamo cinque stage attrezzati di porta bersagli, con bersagli costituiti da piastre in ferro e da supporti per bersagli cartacei, oltre a bersagli “reattivi” dotati di sensori luminosi che reagiscono lampeggiando alla vibrazione della piastra colpita».

è uno sport costoso? «Per quanto riguarda i costi direi che tutti, con un budget sotto ai mille euro e con gli opportuni consigli, possono avere grandi soddisfazioni».

Qual è la tipologia dei vostri iscritti? Appassionati, cacciatori, chi si allena per esigenze lavorative… ? «Abbiamo varie tipologie di iscritti, appassionati di armi in genere, collezionisti di armi storiche exordinanze, cacciatori, agonisti in varie discipline di tiro e persone che utilizzano l’arma per lavoro».

Giovani? «Il lato più bello di questi mesi di apertura è stata la presenza costante e continua di persone giovani, mi fa ben sperare, nel fatto che le generazioni del futuro stanno capendo che in fondo hanno per le mani un oggetto sportivo e la cosa ancora più bella è vedere le ragazze, sempre in maggior numero sul campo».

è uno sport totalmente sicuro? «Totalmente sicuro. L’area del poligono è completamente recintata e tabellata, i tiratori sono seguiti da istruttori qualificati e vengono imposte regole chiare per il maneggio delle armi».

Il campo è sempre stato fruibile solamente dai possessori del porto d’armi ad uso caccia avendo l’autorizzazione per la taratura armi. Oggi invece chi può accedere al poligono? «Tutti gli iscritti possono accedere al campo, previa prenotazione. L’Associazione dà la possibilità a tiratori per passione o agli agonisti di allenarsi per le gare che dovranno affrontare a livello nazionale o mondiale, abbiamo cercato di accontentare tutti i tiratori e le persone al seguito».

Il Poligono è immerso in una riserva di caccia con ristorante e camere. Un contesto piacevole anche per eventuali accompagnatori. Avete un buon riscontro di appassionati con famiglia al seguito? Anche non dell’Oltrepò? «La struttura è al margine dell’agriturismo Cascina Legra, con la possibilità di gustare piatti tipici dell’Oltrepò e di pernottare.La possibilità di farsi una doccia prima di ripartire per il viaggio di ritorno o usufruire della piscina sono servizi aggiuntivi che i nostri frequentatori apprezzano e sono un valore aggiunto per incentivare gli appassionati a portare con sè moglie e figli o gruppi di amici. Il territorio offre anche vari spunti per un turismo itinerante, passeggiate, castelli, borghi e quelle specialità gastronomiche che si trovano lungo i percorsi. Insomma una serie di servizi per dare il meglio della ospitalità dell’Oltrepò».

Progetti per il futuro? «Per il futuro lo vedo sempre positivo, sono stato sempre abituato a risolvere i problemi man mano che si presentano, probabilmente per me sono più sfide che ostacoli quelle che ogni tanto ci ritroviamo a dover affrontare».

Lei è falegname di professione. Come si è avvicinato a questo mondo? «è una passione che ho da sempre, “colpa” di mio papà… Oggi dopo anni mi si è presentata la possibilità di poter trasformare questa passione in un progetto reale e concreto e di poterla trasmette anche agli altri».

di Silvia Colombini

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