VARZI – ABBIAMO GIÀ REALIZZATO MOLTI PUNTI DEL PROGRAMMA

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A più di un anno e mezzo dall’elezione a sindaco, Giovanni Palli, primo cittadino di Varzi, fa un bilancio di tutto quello che l’amministrazione comunale è riuscita a fare

Un anno e mezzo fa ha vinto e lei è diventato sindaco di Varzi, con una maggioranza bulgara, oltre il 76%. Dopo un anno e mezzo, ritiene – relativamente al tempo trascorso – di aver mantenuto quanto enunciato nel suo programma elettorale? Se dovesse indicare l’azione intrapresa a Varzi più positiva quale indicherebbe? C’è qualcosa che avrebbe voluto fare ma che non è stato possibile? «Abbiamo già realizzato molti punti del programma in poco tempo pur essendo stati frenati dalla pandemia del COVID-19. Molti interventi quali il nuovo campo da basket, l’impianto di illuminazione dei campi da tennis, il rifacimento del campo di calcetto, la nuova area cani, la nuova area calistenichs e la nuova viabilità in piazza della fiera sono stati molto apprezzati dalla popolazione.
Sono partiti da alcuni giorni i lavori per il rifacimento della piscina di Varzi e abbiamo completato l’impianto di riscaldamento della parte sportiva della casa dei servizi “G. Azzaretti” che permetterà finalmente di utilizzare la struttura nel periodo invernale. Su tutti credo però che il successo più importante sia stato quello di riuscire a far finanziare da regione Lombardia l’intero intervento di salvaguardia della frazione Sagliano per una cifra complessiva di 1.450.000 euro»
Ospedale: tema caro ai varzesi ma a tutti gli abitanti dell’alto Oltrepò. Ci sono progetti in vista? «Il futuro della sanità dell’Oltrepò Montano, e quindi anche dell’ospedale di Varzi, è un ambito di lavoro prioritario per me e per tutta la Comunità Montana. Proprio per questa direzione stiamo lavorando in stretta sinergia con ASST Pavia nell’ottica della valorizzazione dell’Ospedale di Varzi grazie a professionisti operosi e di qualità, che desidero ringraziare per la dedizione quotidiana e l’elevata professionalità, ed un crescente ventaglio di progetti innovativi e/o sperimentali che vedono la luce e muovono i primi passi proprio sul nostro territorio come il nuovo ambulatorio pediatrico che permette di seguire in remoto i pazienti pediatrici di età 0-14 anni, riducendo così gli accessi presso le strutture ospedaliere.
Un primo tassello per la Telemedicina che, grazie ad un importante progetto previsto dalla Strategia d’area interna “Appennino
Lombardo – Alto Oltrepò Pavese”, sarà sempre più protagonista in virtù di un accordo tra Comunità Montana, Ospedale di Varzi ed i centri specialistici dell’ASST Pavia, Irccs San Matteo e Fondazione Mondino che permetterà di attivare le attività di telemonitoraggio, televisita e teleconsulto con misurazione dei parametri a domicilio a partire dal 2021.
Lavorare sulla Sanità di montagna vuol dire anche occuparsi del fragilità dei nostri cittadini ed in quest’ottica stiamo lavorando da tempo grazie ad una proficua collaborazione con ATS Pavia sia in prospettiva sociosanitaria, in chiave integrata con la Telemedicina, grazie all’attivazione di una rete di Infermieri di Comunità che interagiranno direttamente con il sistema di medicina territoriale e con i cittadini più esposti sia in una prospettiva più di natura sociale per giovani e famiglie e l’ampliamento dei servizi di welfare di comunità».
La frana di Nivione che troncato un’arteria di collegamento importante con la Val Curone è stata parzialmente risolta e
nell’ambito dei tempi italiani, in tempi ragionevolmente brevi. Il presidente Poma anche per voce sua ha avuto meriti,
lei altrettanto. Cos’ha funzionato in questo caso? Cosa invece non funziona in altri casi simili o analoghi dove invece le
frane sembrano irrisolvibili?
«La gestione della frana di Nivione è stata un esempio virtuoso di sinergia tra Comune, Provincia e Regione grazie alla sensibilità ed ai buoni rapporti tra gli attori. Un risultato straordinario che ha cambiato radicalmente i connotati del costone e che ci ha permesso di diminuire al massimo i tempi tecnici visto che siamo riusciti a presentarci alla popolazione dopo 2 mesi con il progetto definitivo – esecutivo e le coperture finanziarie grazie all’assessore regionale Pietro Foroni che con un decreto ha messo immediatamente a disposizione 300.000 euro recuperati dal fondo per le urgenze di Regione Lombardia ed al Presidente della Provincia Vittorio Poma che ha stanziato 356.000 euro necessari a coprire un progetto che ha permesso di intervenire in modo completo e definitivo su una frana che da anni minaccia la sicurezza dei cittadini. Un segnale di grandissima attenzione dimostrato ancora una volta da Regione Lombardia nei confronti delle nostre montagne. La riapertura della strada è importantissima anche per l’indotto delle nostre attività commerciali che lavorano moltissimo con la Val Curone».