VARZI – ZAVATTARELLO – PONTE NIZZA – ROMAGNESE – BAGNARIA – «LA DIDATTICA IN PRESENZA SARÀ GARANTITA IN TUTTI I PLESSI»

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L’Istituto comprensivo “P. Ferrari” di Varzi conta 10 plessi (3 di scuola dell’infanzia, 4 di scuola primaria e 3 di scuola secondaria di primo grado) dislocati nei comuni di Varzi (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), Zavattarello (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), Ponte Nizza (scuola primaria e secondaria di primo grado), Romagnese (scuola primaria) e Bagnaria (scuola dell’infanzia) nel complesso attualmente frequentati da circa 514 studenti. Abbiamo intervistato il Dirigente Scolastico Umberto Dallocchio per avere informazioni sulle problematiche di gestione della scuola in questo periodo caratterizzato da una serie di norme di sicurezza a causa della pandemia.

Dallocchio, tanti plessi da gestire con distanze importanti e con esigenze diverse. Se era difficile prima, ora con l’introduzione delle nuove linee guida per contrastare la diffusione del Covid, presupponiamo che il suo lavoro, così come quello dei suoi collaboratori sia davvero impegnativo. «In effetti è stata un’estate impegnativa e vorrei ringraziare in particolare la DSGA Graziella Daglia e le mie collaboratrici Delfina Piazzardi e Federica Lazzati per l’impegno profuso nell’organizzazione scolastica. Se è tutto pronto gran merito va al loro lavoro. Inoltre molto importante è stato il raccordo con i vari Comuni sedi dei plessi. Avendo un numero di alunni ridotto e sufficienti spazi a disposizione negli edifici scolastici, abbiamo provveduto a coordinare con il servizio Scuolabus svolto dai Comuni lo scaglionamento delle classi in ingresso e uscita».

Verrà garantita la didattica in presenza in tutti i plessi? «La didattica in presenza sarà garantita in tutti i plessi come previsto dalla circolare  Ministeriale. L’esperienza della didattica a distanza ritornerà solo in particolari condizioni determinate da eventuali situazioni di contagio».

Servizio mensa: diversi Comuni dell’Oltrepò hanno già annunciato che non sarà garantito il servizio per tutti i gradi di scuola. Per quanto riguarda il suo istituto ci sarà il servizio mensa? In tutti i Comuni? Come verrà gestito? «In base a quanto comunicato dai Comuni di Ponte Nizza, Romagnese, Varzi e Zavattarello, il servizio mensa sarà garantito, con modalità differenti da Comune a Comune, nel rispetto delle norme  vigenti di prevenzione del contagio».

Quanti alunni usufruiscono della mensa scolastica? «La mensa non è prevista per la Scuola Secondaria. Gli alunni della Scuola Primaria e della Scuola dell’Infanzia che usufruiscono del servizio sono circa il 65% degli iscritti».

Oltre al discorso buoni pasto che vengono erogati  dalle amministrazioni comunali, ci sono stati altri motivi di dialogo con la politica locale? Il dialogo con le amministrazioni comunali è sempre stato positivo in questa difficile fase? «A testimonianza dell’importante raccordo e coordinamento, si è tenuto, presso la Comunità Montana, un incontro con gli amministratori dei Comuni afferenti all’Istituto durante il quale sono state definite le modalità della riapertura e calendarizzati degli incontri informativi con i genitori che si sono tenuti, congiuntamente, a Zavattarello, Bagnaria, Varzi e Val di Nizza. In queste occasioni i sindaci hanno illustrato le modalità del servizio trasporto Scuolabus e dell’erogazione del servizio mensa. Per quanto mi riguarda,  ho cercato di sintetizzare per i genitori l’organizzazione che la Scuola si è data per la riapertura. Desidero ringraziare le Amministrazioni per la consueta e fattiva collaborazione».

Servizio trasporti alunni: calcolando i piccoli paesi e le frazioni questo è un tema particolarmente importante per le famiglie dell’Alto Oltrepò. Com’è ad oggi la situazione? «Al momento nessun Comune ha segnalato l’impossibilità di svolgere il servizio per le famiglie degli alunni che lo hanno richiesto. Certo la norma che parla di 100% di capienza in caso di tragitto entro i 15’ appare poco “applicabile” in un territorio come il nostro dove, ad esempio, ci sono alunni che dal Comune di Brallo di Pregola raggiungono Varzi per frequentare la scuola. Le Amministrazioni hanno saputo comunque organizzarsi per garantire il servizio a tutti non lasciando indietro nessuno».

Quanti alunni in percentuale usufruiscono del trasporto alunni? «Non saprei rispondere con esattezza. Credo comunque circa il 40% degli iscritti».

Servizio di pre e post scuola verrà comunque garantito in tutti i plessi? «Il servizio di accoglienza sarà garantito in linea con gli anni precedenti. Il post scuola rientrerà, per alcune zone, in un progetto della Regione Lombardia gestito dalla Cooperativa  “La Sveglia” nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne».

Misure di sicurezza dettate dalle linee guida, quelle di cui si parla di più sono il distanziamento sociale e l’uso della mascherina. Come pensate di spiegarlo agli alunni e come far loro rispettare queste regole? «Ritengo che questo sia un passaggio non semplice ma necessario. Occorrerà convincere gli alunni che queste misure di prevenzione del contagio proteggono loro, i loro genitori e tutti i loro cari. Agli alunni dai 6 anni in su occorrerà illustrare il concetto di distanziamento in situazione statica e la necessità di utilizzo della mascherina in situazione dinamica e negli spazi comuni».

I dispositivi, mascherine, gel disinfettante… verranno forniti dalla scuola agli studenti o dovranno portarseli da casa? «In base a quanto riportato del verbale del CTS del 30 agosto le mascherine saranno fornite alla Scuola che provvederà a distribuirle agli alunni. Dovranno essere utilizzate solo in ambito scolastico. Il Ministero ha finanziato le Scuole per l’acquisto di quanto necessario per l’igienizzazione e sanificazione».

Avete dovuto chiedere “in prestito” locali o apportare dei cambiamenti strutturali nelle vostre sedi per il distanziamento sociale? «Non abbiamo chiesto nessun locale in prestito. Abbiamo solo valorizzato alcuni spazi interni agli edifici per ottenere maggiore capienza per le aule».

Si parla di questi banchi a rotelle. Apprezzati da alcuni, contestati da altri. Voi ne avete fatto richiesta? «Molto limitatamente. La finalità è di ottenere più spazio per poter garantire un distanziamento maggiore degli alunni nelle classi più numerose pur in presenza di aule già di per sé sufficientemente grandi. Credo sarebbe stato molto più utile parlare di didattica e di formazione nel periodo di emergenza anziché dei…. banchi a rotelle».

Intervallo, uno dei momenti più amati dagli alunni, ma anche necessario per gli studenti. Come sarà l’intervallo ai tempi del post Covid? «Si programmeranno orari diversi o spazi diversi  per l’intervallo delle varie  classi. Anche in questo momento ci sarà attenzione al distanziamento».

Altro momento di svago è sicuramente quello in cui si fa educazione fisica. Come sarà possibile fare sport? «Ritengo che le materie di educazione fisica ed educazione musicale siano le più penalizzate, didatticamente parlando, da questa situazione emergenziale. Gli alunni in palestra non indosseranno la mascherina ma dovranno mantenere un distanziamento di 2 metri. Quindi niente giochi di squadra in cui non sia possibile evitare il contatto fisico. Una materia quasi da… reinventare».

Corpo docente e personale scolastico: quanti si sono sottoposti a test sierologico o a tampone che ricordiamo non è obbligatorio «A mio parere occorreva imporre l’obbligatorietà del test a tutto il personale. Ad oggi non sono in grado di dire quanti docenti si sono sottoposti volontariamente al tampone. Ho notizia solo di alcuni che cortesemente lo hanno comunicato o lo hanno richiesto all’ASST Pavia».

Problema “assenteismo” che potrebbe riguardare coloro che, essendo in una fascia d’età considerata a rischio, potrebbero non rientrare al lavoro. La preoccupa questa prospettiva? «Non sono preoccupato perché il nostro personale è tutto in servizio, pronto e determinato a dare il meglio in vista del ritorno a scuola».

Da dirigente “navigato” qual è il suo sentore? Oltre alla ripartenza, il decorso dell’anno scolastico come sarà? «Un’avventura. Da affrontare con coraggio ed ottimismo e nella convinzione che il ritorno a scuola è assolutamente necessario per i nostri alunni».

Un bilancio sulla didattica a distanza nei mesi di lockdown, eravate pronti? Quali le difficoltà maggiormente riscontrate? «Si è trattato di una didattica dell’emergenza. Nessuno allora poteva essere preparato più di tanto. Tutti hanno cercato di fare del loro meglio. Direi che la più grande difficoltà è stata il venir meno del “contatto” con gli alunni, della parte relazionale e ciò ha riguardato anche i nostri alunni. Ora è assolutamente necessario il ritorno alle lezioni in presenza.

In ultimo, ma non certamente per importanza, nei plessi di Varzi e Zavattarello è stato introdotto in via sperimentale il Metodo Montessori, che tra le altre cose prevede una continua interazione tra gli studenti. Come pensa possano andare d’accordo questo principio fondamentale del metodo montessoriano con distanziamento sociale e mascherina? «Una “convivenza difficile”. Indubbiamente difficile ma… non impossibile. Le classi potranno utilizzare i materiali specifici, previa igienizzazione pre e post delle mani e sanificazione giornaliera dei materiali stessi. Il setting d’aula manterrà la caratteristica disposizione ad isole. Gli alunni indosseranno la mascherina ogni qualvolta non sarà possibile garantire il distanziamento e cercheremo di valorizzare tutti gli spazi “interni” e gli “esterni” in ambiente naturale. La didattica Montessori è alla base del nostro progetto formativo pluriennale dedicato ai nostri alunni».

di Silvia Colombini