Vendemmia & Vino: “In Oltrepò non c’è Robin Hood, c’è Robin Hood al contrario: si ruba ai poveri per dare ai ricchi”

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Mentre il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese racconta sempre che il problema del sistema territoriale è il troppo sfuso Igt salvo poi non fare nulla da anni per arginare il problema, i vitivinicoltori sono alle prese con la raccolta. La vendemmia in Lombardia era in ritardo di una settimana circa sul 2020 e sulle annate precedenti. Le gelate hanno prodotto danni e ritardi in Franciacorta e in Valtènesi, hanno avuto minore impatto in Oltrepò e non hanno interessato la Valtellina. A giugno, una forte grandinata ha colpito un’area estesa a nordest dell’Oltrepò Pavese, temporali di forte intensità più recenti hanno colpito Franciacorta e Bergamasca. Nella norma le ondate di calore che, comunque, hanno ritardato lievemente la maturazione dell’uva. Il periodo di maturazione dei grappoli, rispetto al 2020, ha avuto un ritardo di una decina di giorni alle quote più pianeggianti; nella media invece le uve in quota. La vendemmia è cominciata intorno a Ferragosto per le basi spumanti in Franciacorta e Oltrepò Pavese, con una incremento dal 23 agosto. Lugana e Valtènesi hanno sofferto meno le avversità meteo rispetto alla sponda veronese del lago di Garda, ma anche in questo caso la vendemmia è in moderato calo rispetto alle annate precedenti. Si preannuncia eccellente la qualità, fatta eccezione per le zone colpite dalle grandinate. Per Oltrepò Pavese e Franciacorta, il decremento dovrebbe toccare addirittura il 25 percento rispetto allo scorso anno, Lugana e Valtènesi conterranno la riduzione al 10-15 per cento. Peccato che in Oltrepò Pavese a causa delle solite parole e delle promesse a vuoto della politica e del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, i produttori non potranno certo contare sul vendere a valore. Tolte le 25 aziende che sul territorio ce la stanno facendo, puntando sul marchio e su scelte fuori dal coro, gli altri sono rimasti al palo immersi fino al collo nella palude di scelte sbagliate. Se la ridono invece i grandi imbottigliatori, su tutti i titolari della Losito e Guarini che sono entrati nella top 100 dei grandi player nazionali. Entra in classifica alla posizione 56 per fatturato, con 34,6 milioni, la Losito e Guarini: leader nella commercializzazione della Bonarda dell’Oltrepò Pavese, ma vanta anche una collezione di vini pugliesi, terra d’origine della famiglia. Suoi i marchi Le Cascine, Lebollè, C’era una volta e Guarini . Fondata nel 1910 da Domenico Losito, negli anni Sessanta i Losito si uniscono alla famiglia Guarini che ne guida tuttora la crescita: al comando ci sono oggi i fratelli Davide e Renato Guarini, a fianco della madre Luisa Losito. Fortuna che qualcuno riesce a trasformare in oro le uve e i vini che il sistema Oltrepò produce low cost. La frase più bella l’ho sentita in un bar di Canneto Pavese: “In Oltrepò non c’è Robin Hood, c’è Robin Hood al contrario: si ruba ai poveri per dare ai ricchi”. È una frase che andrebbe trasformata in uno striscione da affiggere davanti all’entrata del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese al Centro Riccagioia. Da tempo immemore si sente parlare di valorizzare i vini per pagare meglio le uve di una zona che ha scritto pagine indelebili dell’enologia italiana. A cosa servono la Milano Wine Week o altri mille eventi passerella quando poi ad avere in mano il PIL del vino locale sono una cantina cooperativa e i suoi grandi clienti che ormai dettano prezzi e condizioni? A cosa servono le parole quando poi nelle carte dei vini lombarde e ancor più nazionali i produttori d’Oltrepò stabilmente presenti sono 5 in tutto? Meditate, gente. Meditate…

di Cyrano de Bergerac

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