Vinzoni: «Credo che a Broni sia arrivato il momento di cambiare»

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La consigliera Giusy Vinzoni si candida a svolgere il ruolo di sindaco del comune di Broni. Durante la passata legislatura sedeva nei banchi dell’opposizione, dai quali non si è certo risparmiata nelle critiche e nelle sollecitazioni verso l’amministrazione Riviezzi. Riuscirà a raggiungere il suo obiettivo?

Vinzoni ci presenti la squadra che scenderà al suo fianco alle elezioni del 3 e 4 ottobre. «Devo premettere che sono orgogliosa della mia squadra, perché è composta da persone che hanno un Curriculum adatto a ricoprire ogni posto e perché sono tutte persone che lavorano. Questo non è un aspetto da sottovalutare, perchè consentirebbe al comune di Broni di risparmiare 80 mila euro in 5 anni. Soldi che non finirebbero più nelle tasche degli amministratori ma verrebbero impiegati per realizzare opere a favore dei Bronesi. Nella mia squadra che si occupa di giovani fa l’insegnante, chi si occupa di animali fa parte di associazioni animaliste, chi si occupa di sanità ha sempre fatto quello. L’attuale sindaco, invece, schiera in Giunta persone totalmente prive di curriculum che si occupano, fra le altre cose, di sport e lavori pubblici».

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a metterci la faccia in prima persona? «Le motivazioni sono tante. In primo luogo credo che a Broni sia arrivato il momento di cambiare un novero di amministratori che da troppi anni governa questa città. Una città che si è appiattita ed è diventata dormiente, proprio come chi se ne sta occupando. In secondo luogo ho deciso di scendere in campo e occuparmi di Broni anche per il futuro dei miei figli, che non possono vivere in un paese dove gli spacciatori regnano sovrani, dove non ci sono opportunità e dove il loro futuro, come quello degli altri giovani, è messo a repentaglio da progetti contro l’ambiente e la salute, come le logistiche ed il biodigestore».

Quali sono a suo giudizio ed in base a ciò che ha potuto toccare con mano durante la campagna elettorale, i temi principali su cui si giocherà “la partita”? «I temi principali sono in primo luogo la sicurezza, perché la gente è stufa di vivere in un paese che è diventato il crocevia dello spaccio della droga, una sorta di succursale del boschetto di Rogoredo. Le periferie sono in mano a spacciatori armati, che impediscono ai residenti di vivere una vita normale. Per non parlare dei furti in città a danno di privati e commercianti. Poi c’è il tema della salute, col progetto del biodigestore al quale questa giunta non si è mai schierata ufficialmente contro. E poi ci sono tanti progetti che ci dividono radicalmente, come il palazzo di Piazza Italia che il sindaco vuole abbattere mentre io voglio ristrutturarlo per consegnare ai Bronesi circa 50 appartamenti a canone agevolato».

Campagna elettorale dai toni accesi. A suo giudizio si è andati oltre quello che è “il normale” scontro politico? «Se devo essere sincera non so cosa scrive il sindaco sui social, perché ormai da molto tempo sono stata bannata, come si dice in gergo. Non mi permette di confrontarmi con lui, oggi che parte della campagna elettorale si svolge proprio in rete. Per quanto mi riguarda io sto cercando di convincere i Bronesi con il mio programma elettorale, che non è un libro dei sogni ma una serie di progetti che sono realizzabili durante il mandato. E noto con piacere, anche parlando con la gente, che in molti stanno recependo le nostre proposte. Credo che a Broni sia arrivato davvero il momento di cambiare».

Sicurezza e commercio, la partita si gioca anche qui. Quale voce all’interno del programma politico della sua coalizione, parla di sicurezza? «è una delle voci più corpose del programma, perché la città è completamente allo sbando. Oltre agli spacciatori, nel corso di questi anni ci sono stati centinaia di furti, con le telecamere installate dal comune che quasi sempre non erano funzionanti. Oltre ad avviare un rapporto quotidiano con le forze dell’ordine, nel campo della prevenzione, fra i miei progetti c’è anche quello di creare un’assicurazione comunale, che risarcisca in parte i cittadini che sono stati vittima di furti, scippi e raggiri».

Commercio: quali sono le azioni che intendete portare in campo per rendere più attrattiva Broni ed in particolar modo il centro città? «Anche dal punto di vista del commercio Broni deve essere assolutamente rilanciata. Oltre a contrastare i furti, che sono diventati una piaga anche per i commercianti, proporremo degli incentivi fiscali e delle agevolazioni per la riapertura dei negozi sfitti, che sono tanti anche il centro città. Un altro progetto è quello di creare un Brand unico che unisca tutti i commercianti bronesi e che consenta loro di attirare clienti anche al di fuori del paese. Questo e tanto altro faremo per il rilancio del commercio cittadino».

Periferie: spesso si sono sentite “trascurate” dalla politica. Quali azioni intendete mettere in campo, concretamente, in favore delle zone periferiche? «Nel nostro programma elettorale un capitolo recita “le periferie al centro”. Questo significa che è arrivato il momento di rendere le periferie parte integrante di tutta la città. Anzitutto debellando l’annoso problema dello spaccio di droga e poi con una serie di iniziative che portino i Bronesi anche nelle loro splendide periferie, al fianco di chi ci vive. Al contrario, oggi le periferie sono abbandonate a se stesse, sono terra di nessuno».

Biodigestore sì biodigestore no. Qual è la vostra posizione e come intendete portare avanti la vostra idea. «Tutti i Bronesi sanno cosa stiamo facendo e cosa faremo per opporci alla realizzazione di questo progetto. Al contrario, tutti i Bronesi sanno quale sia il silenzio complice di questa amministrazione che, se dovesse essere rieletta, garantirebbe la realizzazione di questo impianto. Noi stiamo invece continuando in solitaria la nostra battaglia, anche continuando la raccolta firme che avevo avviato in passato come consigliere di opposizione. Il nostro No a questo progetto è senza se e senza ma, a differenza dell’attuale sindaco».

I programmi elettorali sono pubblici, i cittadini possono e dovrebbero leggerli per poi decidere cosa fare all’interno della cabina elettorale. Siete certi di poter rispettare tutti i punti messi in programma? «Come ho detto prima, siamo assolutamente sicuri di potercela fare nell’arco dei cinque anni di mandato. Nel programma elettorale non abbiamo inserito progetti faraonici, false promesse o interventi irrealizzabili. Tutto ciò che c’è scritto sarà fatto. Questo per evitare di fare la fine che sta facendo l’attuale giunta, che in campagna elettorale promette interventi che avrebbe dovuto realizzare cinque anni fa».

Cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Broni e perché non lo sono i suoi “avversari”? «Me lo fa pensare l’entusiasmo della squadra che mi circonda e gli attestati di stima dei bronesi che mi fermano per strada. è tutta gente che è stanca di questa amministrazione e che vuole per loro e per i loro figli una ventata di novità e una nuova giunta che non abbia come prima obiettivo il mantenimento dei posti di potere ma il bene e il futuro dei Bronesi».

Post elezioni: in caso di vittoria la sua squadra di governo è già definita o ci sono ancora in corso trattative su chi farà cosa? «Al momento siamo tutti concentrati verso la vittoria. Quando saremo insediati sono sicura di nominare la miglior squadra per Broni».

di Silvia Colombini

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