VOGHERA – 10 DOMANDE A CARMELO PAGNOTTA

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Carmelo Pagnotta, 49 anni, docente di matematica e fisica, è il candidato sindaco della “Lista Civica Scuola, Cominciamo dalla Scuola per un Futuro Migliore”.

Pagnotta come e in che circostanze è maturata la sua passione politica, tanto da trasformala in impegno per la città? «La mia professione mi coinvolge già nell’impegno per la comunità, sono docente, coordinatore di progetti didattici, tra i quali molti dedicati ai diversamente abili e responsabile di sede d’istituto scolastico. Queste attività  mi mettono in contatto con i giovani e le famiglie, ma anche con le istituzioni, gli enti e la realtà lavorativa locale. Definire passione politica il mio impegno è eccessivo, diciamo che, venendo a conoscenza di molte problematiche della comunità tramite il  lavoro, ho sentito l’esigenza di provare a fare qualcosa di più, soprattutto riguardo l’istruzione, essendo convinto che il progresso si genera partendo da una buona istruzione».

Quali sono a suo giudizio ed in base a ciò che ha potuto toccare con mano durante la campagna elettorale, i temi principali su cui si giocherà “la partita”? «Penso che gli elettori siano attualmente molto sensibili a problematiche legate al lavoro, alla sicurezza, al senso di incertezza per il futuro e desiderino avere, in chi li rappresenta, persone veramente capaci di  offrire risposte e soluzioni».

Sei candidati sindaci e più di 300 potenziali consiglieri. Grandi coalizioni e alleanze. È “un bene o un male”? «Il frazionamento, probabilmente, aumentando il numero dei candidati, può favorire maggiori opportunità di elezione; non credo sia nè un bene né un male, forse una strategia e comunque lecita».

Sicurezza e commercio, la partita si gioca principalmente qui. Partiamo dal “rendere Voghera una città più sicura”, slogan utilizzato da tutte le compagini politiche in corsa. Quale voce all’interno del programma politico della sua lista, parla di sicurezza? «La sicurezza del cittadino e la difesa della legalità appartengono al nostro programma come elementi irrinunciabili per la percezione del benessere e la vivibilità effettiva della città. E sono legate all’idea di scuola che promuoviamo, in cui la cultura della legalità deve richiedere il massimo sforzo. Auspichiamo un controllo più puntuale e severo del territorio e delle aree a rischio con tutte le risorse umane e tecnologiche necessarie».

Commercio: quali sono le azioni che intendete portare in campo per rendere più attrattiva Voghera ed in particolar modo il centro città? «Si deve puntare sull’attrattività con interventi di qualità, di conseguenza la città deve saper offrire molto più di ciò che offre attualmente; corsi universitari, teatro, mostre di prestigio (abbiamo il Castello e Casa Gallini), eventi legati alla produzione locale (ad esempio enogastronomici), assetto urbano impeccabile, più verde nel centro storico, vetrine più belle, locali più originali».

Periferie: qui si concentra il maggior numero di elettori, elettori che spesso si sono sentiti “trascurati” dalla politica. Quali azioni intendete mettere in campo, concretamente, in favore delle zone periferiche? «Le stesse che si attuano per gli altri quartieri, non esistono cittadini di serie A e di serie B. Le periferie devono essere curate, pulite, sicure e possibilmente abbellite».

ASM Voghera spa e controllate: previsioni di cambiamenti e/o sviluppi in caso di una vittoria della sua lista? «Posso solo modestamente esprimere il mio pensiero sull’opportunità di orientarsi verso servizi sempre più rispettosi dell’ambiente e privi di spreco. Le aziende sono fatte da persone e sono le persone che orientano le scelte».

Viabilità: grosso problema dell’Oltrepò pavese in generale e anche di Voghera. Per le strade di competenza comunale  avete in previsione interventi urgenti e soprattutto definitivi? «La manutenzione stradale è stata molto trascurata e richiederebbe interventi non solo di rattoppo ma in molti casi di rifacimento completo del manto. Fare un elenco sarebbe troppo lungo; personalmente sono per gli interventi definitivi, costano di più ma, a lungo termine, credo ci sia un risparmio, rispetto ai continui interventi superficiali».

Una “patata bollente” che il nuovo sindaco dovrà affrontare è quella del biodigestore a Campoferro. Il no della politica è arrivato da tutti i fronti, ma nell’ipotetico caso in cui la Conferenza dei Servizi – che si dovrà pronunciare sulla validità dell’Iter – non trovasse nessun appiglio per invalidare il progetto, cosa farà? «In ogni caso sosterrò, per quanto posso, il parere negativo della cittadinanza e delle forze politiche coinvolte; è un problema collettivo che va affrontato insieme».

Teatro Sociale: a breve l’inaugurazione. I vogheresi si chiedono – a lei la risposta – come verrà gestito e finanziato. Saranno necessari – ed in tal caso avete già preventivato una spesa – interventi attingendo dalle casse comunali? «Per non pesare massicciamente sulle casse comunali, ricordo che ci sono enti governativi che erogano fondi per i teatri e le attività teatrali, presentando progetti, come il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) ed i finanziamenti europei per il teatro. C’è la possibilità di reperire sponsor locali (istituti di credito, aziende, ordini professionali); si può creare un’associazione “Amici del Teatro Sociale”, concedendo ai soci vantaggi. Infine si può utilizzare il crowdfunding». 

Un altro punto che accomuna i programmi elettorali di tutti i candidati è la ristrutturazione dell’ ex Caserma della Cavalleria. Dato per scontato che “qualcosa” si farà essendo nei programmi elettorali, specificatamente come pensate di intervenire? «Data la posizione, il pregio dell’immobile e la struttura delle parti ancora da destinare, l’area sarebbe idonea ad ospitare un piccolo polo universitario pertinente ai bisogni locali con competenze specializzate, iniziando con un corso di Scienze e Tecnologie Agrarie. La presenza di studi universitari genererebbe attrattività, portando maggiori opportunità economiche e aumentando il valore del territorio, anche sotto l’aspetto immobiliare. Il reperimento dei fondi per tale progetto non sarebbe a fondo perduto perchè avrebbe una ricaduta significativa. Esistono opportunità per ottenere fondi per l’istruzione anche a livello europeo: ad esempio, L’FSE (Fondo Sociale Europeo) finanzia in tutta la UE iniziative volte a migliorare l’istruzione professionale e universitaria».

I programmi elettorali sono pubblici, i cittadini possono e dovrebbero leggerli per poi decidere cosa fare all’interno della cabina elettorale. Siete certi di poter rispettare tutti i punti in programma? «Sono convinto che, quando c’è l’autentica volontà di perseguire degli obiettivi, la strada sarà lastricata di ostacoli ma ci si arriva. Non da soli, in sinergia con tutte le forze e le risorse in campo, e mettendo in gioco le competenze di tutti».

Campagna elettorale dai toni accesi. A suo giudizio si è andati oltre quello che “il normale” scontro politico? «Credo che gli elettori, più che discussioni, si aspettino risposte e soluzioni ai problemi. Perciò, se diverbi ci sono stati, saranno i cittadini a valutarli».

Cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Voghera e perché non lo sono i suoi “avversari”? «Nulla di particolare mi fa pensare di essere un possibile sindaco giusto; è per me un primo passo per accostarmi all’iter di un impegno più organizzato verso la comunità, con umiltà e buona volontà. Ogni candidato potrebbe esserlo se animato da autentica determinazione a migliorare le cose con buon senso».

Post elezioni: in caso di vittoria la sua squadra di governo è già definita o ci sono ancora in corso trattative su chi farà cosa? «Rispondere a questa domanda sarebbe pura presunzione; auspico solamente che chiunque coprirà un incarico sia competente e capace, è l’unica cosa che conta».

di Silvia Colombini