VOGHERA – 10 DOMANDE A PAOLA GARLASCHELLI

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Paola Garlaschelli, 54 anni, commercialista, è il candidato sindaco sostenuto da: “Voghera al Centro”, “Noi con Voghera per Garlaschelli sindaco”, “Giorgia Meloni Fratelli d’Italia”, “Forza Italia Berlusconi per Garlaschelli”, “Lega Lombarda Salvini Lombardia”.

Garlaschelli come e in che circostanze è maturata la sua passione politica, tanto da trasformala in impegno per la città? «Sono nata e cresciuta a Voghera e ci ho sempre vissuto. Sono cresciuta e ho studiato in una città vivace, centro di attrazione per il suo territorio, piena di iniziative e di stimoli che, specie negli ultimi anni ha progressivamente perso queste sue caratteristiche e si è “spenta” sulle ceneri di quello che è stata. Il mio impegno nasce dall’appartenenza alla mia comunità, dalla volontà di contribuire al suo rilancio; ma nasce anche dalla riconoscenza per la città dove vivo con la mia famiglia, dove mi sono formata professionalmente e dove lavoro, per quello che Voghera mi ha offerto, umanamente e professionalmente. Ho ritenuto, pertanto, che fosse giunto per me il momento di restituire a Voghera quanto di buono mi ha dato, con serietà, concretezza, competenza e responsabilità, un bagaglio di valori che metterò al servizio dei cittadini vogheresi. L’impegno si è concretizzato grazie alla condivisione di questi intenti con persone che da sempre si dedicano alla città e al volontariato, persone competenti che hanno sottoscritto con me un impegno al cambiamento ed alla trasparenza, senza compromessi, per superare ogni logica di clientela e opacità nella gestione dell’amministrazione pubblica e delle società partecipate. Una squadra di giovani, con una forte e importante componente di donne “leader”, impegnata a portare innovazione e cambiamento. Una squadra supportata da tutti i partiti del centrodestra con un’identità politica omogenea e coerente, come nessun’altra a Voghera, che potrà contare sull’appoggio importante delle strutture dei partiti della coalizione per realizzare i propri programmi di cambiamento, potendo accedere ai massimi livelli decisionali nazionali ed averne il concreto supporto».

Quali sono a suo giudizio ed in base a ciò che ha potuto toccare con mano durante la campagna elettorale, i temi principali su cui si giocherà “la partita”? «A mio parere la partita si giocherà, oltre che su temi specifici quali la sicurezza e lo sviluppo, sulla capacità di promuovere un cambiamento reale per la nostra città, oggi in uno stato di decadenza e abbandono inaccettabile, che appare veramente nel punto più basso della sua storia: Voghera è ferma, non attrae persone e imprese, non propone nulla ai giovani ed a chi cerca lavoro, non promuove la cultura nè lo sport. Per questo serve un cambiamento, non tanto nella conduzione della macchina comunale, quanto nella strategia politica, che dovrebbe guardare ad altri traguardi, di sviluppo e crescita, lavorando concretamente per migliorare la città e restituirle un ruolo di riferimento economico, culturale, sportivo e politico non solo per l’Oltrepò; cambiamento che passa anche attraverso una nuova visione dell’amministrazione, che nel mio caso, se fosse, sarebbe affidata ad una donna per la prima volta nella storia di Voghera, un segnale forte di innovazione e rinnovamento, un modo diverso di affrontare i problemi della città e dei cittadini»

Sei candidati sindaci e più di 300 potenziali consiglieri. Grandi coalizioni e alleanze. È “un bene o un male”? «Tante persone, in tutti gli schieramenti, stanno mettendosi in gioco per il futuro della città. Questo non può che essere un segnale positivo, a prescindere dall’ideale che ciascuno persegue e/o dall’appartenenza politica dei singoli. è un segnale che attesta un impegno forte per la propria comunità ed una disponibilità a rappresentare gli altri».

Sicurezza e commercio, la partita si gioca principalmente qui. Partiamo dal “rendere Voghera una città più sicura”, slogan utilizzato da tutte le compagini politiche in corsa. Quale voce all’interno del programma politico della sua coalizione, parla di sicurezza? «Tutte le coalizioni hanno fatto della sicurezza uno dei propri slogan, anche chi il problema ha contribuito a crearlo, noi intendiamo affrontarlo concretamente, prima di tutto dal punto di vista ideologico e poi con provvedimenti concreti a tutela dei cittadini, delle imprese e dei valori della città. L’argomento sicurezza è una delle principali leve che mi hanno indotto a mettermi in gioco, io abito nella zona di Piazza San Bovo e “tocco con mano” una situazione di degrado e violenza, non solo fisica, del tutto insostenibile, causata da scelte sbagliate, sia a livello locale che nazionale, a cui si deve porre fine. La sicurezza è una delle nostre priorità principali, ci adopereremo perché questo non solo non sia più un problema, ma perché la tranquillità e l’assenza di pericoli in città per anziani, donne, bambini e giovani diventi un punto di orgoglio per l’amministrazione ed i cittadini. Nel nostro programma se ne parla quando si considera la tutela degli anziani e delle donne, quando si parla di zone della città da recuperare (es. stazione e Piazza San Bovo), quando si parla di sicurezza del vicinato, quando si parla di sicurezza per le imprese e per i giovani, quando si parla di tecnologia della sicurezza e di potenziamento della polizia locale. Alcune liste della coalizione che rappresento hanno posto la sicurezza, anche prima di queste elezioni, come obiettivo principale della propria azione politica: anche questo dimostra che da parte nostra l’attenzione all’argomento è massima».

Commercio: quali sono le azioni che intendete portare in campo per rendere più attrattiva Voghera ed in particolar modo il centro città? «Pensiamo sia necessario operare su due direttrici: – promuovere il marketing territoriale e le produzioni locali, con eventi, incontri ed iniziative che consentano ai produttori ed ai commercianti locali di proporre i propri prodotti ad una platea di acquirenti il più ampia possibile – rilanciare la città come riferimento commerciale del territorio, con iniziative di valorizzazione e rivitalizzazione del centro e della periferia e con il rilancio del mercato come vetrina dei prodotti locali, per attirare le persone in città, non solo gli abitanti ma anche i turisti. Una città viva ed attrattiva, con le strade piene di gente è una città dove il commercio prospera, dove si creano posti di lavoro ed opportunità».

Periferie: qui si concentra il maggior numero di elettori, elettori che spesso si sono sentiti “trascurati” dalla politica. Quali azioni intendete mettere in campo, concretamente, in favore delle zone periferiche? «Premetto che ritengo sbagliato parlare di “periferie” per una città con le caratteristiche e le dimensioni di Voghera, soprattutto quando a tale termine viene conferita un’accezione negativa. Voghera è formata da quartieri, alcuni più centrali, altri più periferici, nei quali la qualità della vita, la sicurezza e le opportunità per il commercio ed i giovani devono necessariamente essere le stesse. Vogliamo dedicare a tutti i quartieri della città tutta l’attenzione e l’impegno necessari affinché non sia percepita alcuna differenza tra l’uno e l’altro, adeguando, ove necessario, il livello di sicurezza, dei servizi e di vivibilità per portare tutti allo stesso livello di qualità della vita. L’estensione delle reti informatiche e dei servizi, la previsione di infrastrutture che consentano di lavorare da remoto e la maggiore attenzione alla pulizia ed alla sicurezza saranno gli strumenti che utilizzeremo per raggiungere questo risultato».

ASM Voghera Spa e controllate: previsioni di cambiamenti e/o sviluppi in caso di una vittoria della sua coalizione? «ASM deve cambiare, non lo sosteniamo noi ma è evidente da quello che sta succedendo e dalle notizie che circolano; è in corso in questi ultimi tempi un significativo depauperamento della società, che è patrimonio di Voghera e dei vogheresi, un patrimonio costruito nel corso di decenni e fino a poco fa conservato e valorizzato. Questo processo deve essere interrotto ed ASM Voghera deve tornare ad essere un motore di stimolo, innovazione e promozione della città, uno strumento per finanziare le casse comunali con i propri utili, aiutare l’imprenditoria, fornire servizi a prezzi competitivi, mantenere la città bella e pulita. Oggi così non è e per cambiare serve una gestione competente, trasparente e decisa a riportate la società ai valori che solo pochi anni fa la contraddistinguevano e ne facevano un esempio per le altre società pubbliche del territorio. Sarà garantito e manutenuto l’assetto proprietario in capo a Voghera ed ai Comuni del territorio, bloccando ogni iniziativa di vendita o cessione della società e/o di sue partecipate».

Viabilità: grosso problema dell’Oltrepò pavese in generale e anche di Voghera. Per le strade di competenza comunale avete in previsione interventi urgenti e soprattutto definitivi? «Premessa una particolare attenzione alla manutenzione di strade e marciapiedi L’obiettivo che ci prefiggiamo non è tanto quello di adattare la rete stradale comunale al traffico esistente e/o potenziarla, quanto promuovere la mobilità intelligente e l’utilizzo dei mezzi pubblici. In questo modo, oltre a decongestionare le strade, si ridurrà l’inquinamento e si migliorerà la fruibilità e l’accessibilità urbana. Saranno promossi interventi mirati di snellimento del traffico».

Una “patata bollente” che il nuovo sindaco dovrà affrontare è quella del biodigestore a Campoferro. Il no della politica è arrivato da tutti i fronti, ma nell’ipotetico caso in cui la Conferenza dei Servizi – che si dovrà pronunciare sulla validità dell’Iter – non trovasse nessun appiglio per invalidare il progetto, cosa farà? «Ci batteremo fino in fondo contro questo impianto, riteniamo che gli appigli per invalidarlo ci siano e che se il problema verrà affrontato con la dovuta competenza tecnica, cosa che finora non è avvenuta, verrà risolto in favore della città. Di sicuro, in caso di rilascio dell’autorizzazione da parte della Provincia, ricorreremo al TAR ed in tutte le sedi possibili. Ci aspettiamo che tutto il territorio, a prescindere dall’appartenenza, sia coeso in questa battaglia, che ciascuno contribuisca a combatterla e vincerla, specie chi siede nei banchi dell’amministrazione provinciale, cui spetta la decisione finale su questo iter».

Teatro Sociale: a breve l’inaugurazione. I vogheresi si chiedono – a lei la risposta – come verrà gestito e finanziato. Saranno necessari – ed in tal caso avete già preventivato una spesa – interventi attingendo dalle casse comunali? «Come ho già detto e scritto, il teatro Sociale diventerà una delle leve del rilancio sociale e culturale di Voghera solo se si farà seguire, al completamento del suo recupero, lo sviluppo di un movimento partecipato dalla città e dal suo territorio che lo valorizzi. Promuovere questa azione è una delle priorità del nostro programma e anche su questo si basa la nostra proposta di cambiamento e rinnovamento. La sostenibilità economica dell’attività culturale che si svilupperà attorno al teatro Sociale dipenderà dal coinvolgimento e dalla partecipazione dei cittadini Vogheresi e del territorio, siamo fiduciosi in merito e pensiamo che Voghera saprà sostenere e valorizzare il suo teatro, così a lungo atteso».

Un altro punto che accomuna i programmi elettorali di tutti i candidati è la ristrutturazione dell’ex Caserma della Cavalleria. Dato per scontato che “qualcosa” si farà essendo nei programmi elettorali, specificatamente come pensate di intervenire? «Il recupero e la riqualificazione dell’ex Caserma di Cavalleria e la sua rigenerazione urbana è uno degli strumenti che intendiamo proporre per rilanciare e cambiare Voghera. Intendiamo sfruttare questa “occasione” per dare alla città un volto nuovo, più attrattivo e vivibile, per creare spazi e servizi. Proponiamo un concorso di idee per definire un moderno progetto di recupero, che vorremmo indirizzare alla riqualificazione di una parte del complesso per destinarlo ai servizi e, per l’altra parte, al recupero di volumi residenziali ed alla creazione di aree verdi, per creare una sorta di city-life Vogherese, che diventi il simbolo della rinascita della città, dove siano presenti spazi polifunzionali dedicati ai giovani ed alle associazioni, spazi commerciali e sale convegni».

I programmi elettorali sono pubblici, i cittadini possono e dovrebbero leggerli per poi decidere cosa fare all’interno della cabina elettorale. Siete certi di poter rispettare tutti i punti in programma? «Abbiamo voluto proporre un programma basato sulla concretezza e fattibilità degli obiettivi che sono previsti. L’impegno che prendiamo fin d’ora è di realizzare tutto quanto è previsto, non possiamo garantire di riuscirci, specie perché il raggiungimento di alcuni obiettivi non dipenderà solo dal nostro impegno e dalla nostra volontà, ma anche in questo caso metteremo il massimo impegno per ottenere i risultati promessi, sollecitando risorse, autorizzazioni, pareri e quanto necessario per mantenere la promessa fatta alla città. Da questo punto di vista risulta determinante poter contare sull’appoggio a livello nazionale dei partiti che formano la coalizione che mi supporta per ottenere le necessarie risorse e gli indispensabili finanziamenti».

Campagna elettorale dai toni accesi. A suo giudizio si è andati oltre quello che è “il normale” scontro politico? «Pur se la campagna ha toni accesi e, com’è tradizione a Voghera, ogni episodio viene enfatizzato e strumentalizzato, per ora a mio giudizio non si è trasceso rispetto al normale scontro politico. è pur vero che abbiamo rilevato episodi di intimidazione durante la formazione delle liste, che hanno indotto alcuni dei nostri potenziali candidati a rinunciare, e verifichiamo che alcuni organi di stampa sono stranamente restii a pubblicare i contributi di tutti i concorrenti, specie quando questi contributi sono relativi alla smentita di notizie non veritiere che una parte fa circolare. Questo non fa bene alla correttezza della competizione elettorale e potrebbe influenzarne il risultato. Premesso che non è nella mia natura impormi con la prepotenza e la campagna elettorale che sto conducendo è basata su principi di correttezza e rispetto verso gli altri, non posso che auspicare che il tono resti nel perimetro della correttezza, che si eviti di utilizzare la delazione quale strumento per affermarsi e che questi episodi restino tali fino alla fine della campagna elettorale».

Cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Voghera e perché non lo sono i suoi “avversari”? «Premesso che non ritengo corretto giudicare i miei avversari, il giudizio lo daranno i vogheresi con il loro voto, penso di essere il sindaco giusto per la mia città, perché rappresento la Voghera che si vuole impegnare per cambiare e per rilanciare questa città; perché sono in grado di reperire le risorse per farlo davvero; perché ritengo di poter contare su una squadra onesta e competente; perché sono donna ed è ora che una donna, finalmente, si faccia carico del futuro di questa città».

Post elezioni: in caso di vittoria la sua squadra di governo è già definita o ci sono ancora in corso trattative su chi farà cosa? «Non abbiamo definito alcuna squadra di governo, nè sono in corso trattative con alcuno. Nel merito non posso che confermare l’importanza dei risultati delle elezioni per comprendere in quale misura i Vogheresi apprezzeranno le singole candidature e che il governo della città e delle società partecipate sarà affidato a persone competenti ed oneste, che opereranno con trasparenza nell’esclusivo interesse di Voghera e dei Vogheresi e svolgeranno il proprio ruolo con correttezza ed imparzialità».

di Silvia Colombini