VOGHERA – 10 DOMANDE A PIER EZIO GHEZZI

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Pier Ezio Ghezzi, 70 anni, ex dirigente d’azienda ora in pensione, è il candidato sindaco sostenuto da: “Lista Civica Ghezzi Sindaco”, “Ghezzi Sindaco Quartieri di Voghera”, “Voghera + Libera Lista Civica”.

Ghezzi come e in che circostanze è maturata la sua passione politica, tanto da trasformala in impegno per la città? «Fin da ragazzo, da quando mio padre mi portava a sentire i comizi in Piazza Del Duomo. Da lì in avanti non è mai venuta meno»

Quali sono a suo giudizio ed in base a ciò che ha potuto toccare con mano durante la campagna elettorale, i temi principali su cui si giocherà “la partita”? «Post Covid: ruolo del Comune sulla salute dei vogheresi; lavoro: come farci aiutare da Regione Lombardia e Governo a proteggere i posti di lavoro; sicurezza e aree a rischio: piazza San Bovo, Stazione ferroviaria; attenzione ai quartieri, ora abbandonati e rilancio del centro storico».

Sei candidati sindaci e più di 300 potenziali consiglieri. Grandi coalizioni e alleanze. È “un bene o un male”? «Entrambe le cose. Un bene perché si allarga la democrazia e la partecipazione. Un male perché provoca la dispersione eccessiva dei voti».

Sicurezza e commercio, la partita si gioca principalmente qui. Partiamo dal “rendere Voghera una città più sicura”, slogan utilizzato da tutte le compagini politiche in corsa. Quale voce all’interno del programma politico della sua coalizione, parla di sicurezza? «La sicurezza non è partitica, non è né di destra né di sinistra: è un diritto fondamentale che va salvaguardato. Accordo di prevenzione e controllo con le Forze dell’Ordine e la prefettura; caserma unica, polizia urbana e polizia nazionale come nel Comune di Modena; telecamere di controllo; vietare la vendita di alcoolici ai negozi siti nei luoghi critici e farli rivivere con eventi».

Commercio: quali sono le azioni che intendete portare in campo per rendere più attrattiva Voghera ed in particolar modo il centro città? «Il rilancio passa attraverso alcune azioni mirate: – creare una città degli eventi secondo un serio piano di marketing territoriale; – supporto e coinvolgimento dei commercianti ed artigiani; – apertura del Teatro Sociale e ristrutturazione della ex Caserma di Cavalleria; – piano integrato di cultura, sport e commercio; – programma di decoro urbano».

Periferie: qui si concentra il maggior numero di elettori, elettori che spesso si sono sentiti “trascurati” dalla politica. Quali azioni intendete mettere in campo, concretamente, in favore delle zone periferiche? «In primis istituire l’assessorato ai quartieri con rotazione annuale: cosi ogni anno, ogni quartiere sceglierà il suo assessore e istituire i Comitati di Quartiere autogestiti. Da cinque anni lavoriamo nei quartieri e ascoltiamo la loro gente, per questo abbiamo definito per ogni quartiere un programma specifico sulle esigenze espresse dagli abitanti».

ASM Voghera Spa e controllate: previsioni di cambiamenti e/o sviluppi in caso di una vittoria della sua coalizione? «ASM è stata saccheggiata dai partiti: assunzioni clientelari, bollette pazze, intrighi, denunce tra amministratori. Fuori la politica da ASM: basta far gestire l’azienda dai partiti. Solo manager competenti e assunzioni in base alle capacità e non alle amicizie».

Viabilità: grosso problema dell’Oltrepò pavese in generale e anche di Voghera. Per le strade di competenza comunale avete in previsione interventi urgenti e soprattutto definitivi? «Conosciamo le strade critiche quartiere per quartiere. Alcune aspettano di essere asfaltate da oltre 10 anni, sono intransitabili. Sappiamo esattamente cosa non fare: non fare promesse e poi scomparire».

Una “patata bollente” che il nuovo sindaco dovrà affrontare è quella del biodigestore a Campoferro. Il no della politica è arrivato da tutti i fronti, ma nell’ipotetico caso in cui la Conferenza dei Servizi – che si dovrà pronunciare sulla validità dell’Iter – non trovasse nessun appiglio per invalidare il progetto, cosa farà? «Agiremo su due fronti: quello legale sino al Consiglio di Stato, se necessario, e quello della mobilitazione della gente. Abbiamo vinto la “battaglia contro la Pirolisi”, vinceremo anche questa contro il biodigestore»

Teatro Sociale: a breve l’inaugurazione. I vogheresi si chiedono – a lei la risposta – come verrà gestito e finanziato. Saranno necessari – ed in tal caso avete già preventivato una spesa – interventi attingendo dalle casse comunali? «Non sarà inaugurato a breve ma tra almeno un anno. Il costo di gestione è di 300mila euro annui. La sola vendita dei biglietti/abbonamenti non è sufficiente a coprire i costi. Tre le azioni da intraprendere: trovare sponsor “robusti”, allargare il bacino di utenza al territorio e non solo alla città, inserirsi in un network di teatri a livello regionale»

Un altro punto che accomuna i programmi elettorali di tutti i candidati è la ristrutturazione dell’ex Caserma della Cavalleria. Dato per scontato che “qualcosa” si farà essendo nei programmi elettorali, specificatamente come pensate di intervenire? «Ristrutturazione per lotti: inimmaginabile pensare ad un intervento complessivo. Molte possibilità. Ne presento alcune impostate su tre direttrici: commercio,  cultura e istruzione. Abbellimento dell’area, trasferimento dell’UNITRE, nuovi servizi della biblioteca, del museo naturalistico e del museo Beccari, progetto con l’università triennale di Agraria, inserimento di un hotel una volta rilanciato il centro storico».

I programmi elettorali sono pubblici, i cittadini possono e dovrebbero leggerli per poi decidere cosa fare all’interno della cabina elettorale. Siete certi di poter rispettare tutti i punti in programma? «Il programma è la rappresentazione del modello di città che vuoi realizzare, senza programma navighi a vista. Devi poi scegliere le priorità e, insieme, una volta definiti gli indirizzi, trovare i finanziamenti, che sono disponibili, ma devi competere con gli altri comuni italiani ed europei. Non so dirle ora se riusciremo, non dipende solo da noi. Ma faremo di tutto per cambiare Voghera».

Campagna elettorale dai toni accesi. A suo giudizio si è andati oltre quello che “il normale” scontro politico? «Anche nel 2015 i toni erano accesi. La frantumazione politica produce forte competizione tra i partiti. Nel 2015 si vinse e si perse per 11 voti. È quindi chiaro che la ricerca del consenso è affannosa e a volte aggressiva».

Cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Voghera e perché non lo sono i suoi “avversari”? «La competenza dei candidati, la compagine che mi supporta costituita da persone della società civile e non iscritti ai partiti. Non abbiamo vincoli di partito e quindi scegliamo le persone migliori».

Post elezioni: in caso di vittoria la sua squadra di governo è già definita o ci sono ancora in corso trattative su chi farà cosa? «Siamo molto diversi dagli altri. Non esistono trattative, ma solo la voglia di fare bene. Siamo tutti uguali. Nessuna concorrenza interna. Molti saranno giovani e nessuno proveniente dai partiti».

di Silvia Colombini