VOGHERA – ALLA PASCOLI SI PARLA DI STEREOTIPI E DI VIOLENZA DI GENERE

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“Una formazione a 360° rivolta ai docenti e agli alunni per prevenire la violenza di genere – scrive in una nota stampa il dirigente scolastico, Maria Teresa Lopez, dell’Istituto Comprensivo Pertini di Voghera – e riflettere sugli stereotipi e sui pregiudizi che spesso ne rappresentano la causa più profonda. Questa la finalità del progetto “Rete di scuole contro la violenza di genere” che ha come capofila l’Istituto Maserati di Voghera e che nasce in collaborazione con il Centro antiviolenza C.H.I.A.R.A. Questa mattina due operatrici del Centro, Silvia Carlotti e Chiara Anastasia, hanno incontrato gli alunni delle Classi 3^C e 3^G, mettendo a fuoco insieme a loro alcuni degli stereotipi di genere più radicati nella cultura e nella società, a partire dalla sfera del gioco e dello sport fino ad arrivare a quella delle relazioni, della personalità, dei ruoli familiari e del lavoro. Quante volte si sente dire “sport adatto a un maschio” e “lavoro da uomo”, oppure si associa la cura dell’aspetto estetico all’identità femminile, così come l’accudimento dei figli o della sfera domestica. Si tratta di etichette molto diffuse, sicuramente antiche ma continuamente rinnovate anche in una società come la nostra in cui la modernizzazione dei modi di vita non sempre coincide con una riflessione critica sulla parità di genere. Abituarsi a riconoscere e a contrastare i pregiudizi rappresenta un’arma di difesa molto importante anche nelle situazioni che hanno a che fare con il bullismo e la discriminazione, in generale con l’omologazione del pensiero. Solo uno spirito critico, riflessivo e rispettoso della vera individualità può davvero prevenire ogni forma di giudizio, di offesa, quindi alla lunga di violenza. «I ragazzi hanno partecipato con molto interesse alle attività proposte», hanno dichiarato le operatrici, «dimostrando una maturità e una consapevolezza degne di nota: segno che nelle scuole si sta facendo molto per stimolare una vera educazione civica, che è innanzitutto educazione al rispetto.»

NOTA – QUESTO TESTO È STATO PUBBLICATO INTEGRALMENTE COME CONTRIBUTO ESTERNO. QUESTO CONTENUTO NON È PERTANTO UN ARTICOLO PRODOTTO DALLA REDAZIONE DE: “IL PERIODICO OLTREPÒ”

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