VOGHERA – CHIESTA UDIENZA AL SINDACO E ALL’ASSESSORE MIRACCA

391

Valorizzare il commercio locale, credere nel servizio attento e cortese delle piccole attività, e sostenere i negozianti della propria città in un periodo nero per tutti i pubblici esercizi: con questo scopo, qualche mese fa, è stato avviato a Voghera il progetto “Le botteghe del sorriso”, finanziato dal Comune e rivolto non solo agli esercenti, ma soprattutto ai cittadini. Coordinato dall’agenzia “Ferrari Eventi” e dall’associazione “Voghera da Scoprire”, conta oggi circa centosettanta botteghe iscritte, e ha chiuso la sua prima fase nel mese di dicembre: è attualmente in attesa di scoprire se potrà continuare nel 2021 oppure dovrà abbandonare il sentiero intrapreso. Ne abbiamo parlato con Giuliano Ferrari, titolare della Ferrari Eventi, con cui abbiamo ripercorso quanto fatto finora e scoperto quali sarebbero i futuri obiettivi del progetto.

Cominciamo dall’inizio: quando e come nascono “Le Botteghe del Sorriso”? «Nascono a maggio, finito il lockdown, quando sono stato contattato dall’associazione “Voghera da Scoprire”, che raccoglie attualmente un’ottantina di commercianti vogheresi. Gli associati erano scoraggiati e in palese difficoltà dopo la lunga chiusura, spaventati dalle conseguenze economiche che il Coronavirus avrebbe potuto avere. Ciononostante non hanno perso tempo a piangersi addosso, ma si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di reagire. Per prima cosa hanno voluto dare un messaggio positivo registrando una cover di “Ma il cielo è sempre più blu” (video che ha raggiunto qualcosa come ottantamila visualizzazioni) e poi hanno chiesto il mio aiuto per mettere in piedi un’iniziativa che fosse più duratura e strutturata. Insieme a un team di professionisti locali ho proposto loro di creare un brand che fosse accattivante e simpatico e che caratterizzasse tutte le attività vogheresi. Abbiamo deciso di chiamarlo “Le botteghe del sorriso”, e di farlo rappresentare da uno smile giallo. L’idea è piaciuta a tutti, e stilati i contenuti del progetto li abbiamo proposti alla precedente amministrazione comunale, la quale ha concesso un primo stanziamento sulla base del quale cominciare a lavorare»

Ma cosa sono esattamente “Le botteghe del Sorriso”? «Ad oggi sono un gruppo di centosettanta negozianti vogheresi, tra centro e periferia uniti dalla voglia di rilanciare la propria città e di costruire un’immagine unica e fortemente caratterizzante. Non solo: sono professionisti decisi a opporsi al dominio della grande distribuzione e dell’e-commerce puntando sulla genuinità del loro servizio e dei loro prodotti. L’idea è quella di formare una realtà coesa capace di instaurare un nuovo rapporto di fiducia tra il commercio locale e la cittadinanza. Questo è, a nostro avviso, l’unico modo per riportare le persone a frequentare e vivere la loro città»

Cosa è stato fatto finora? «Da settembre (mese in cui è cominciato fattivamente il progetto) abbiamo organizzato innanzitutto una serie di incontri formativi con i commercianti. Sono stati con noi esperti di marketing territoriale e di social media, persone che hanno portato la loro testimonianza per spiegare in che modo, negli ultimi anni, è cambiato il modo di vendere. Con il peggioramento della situazione sanitaria abbiamo spostato gli incontri sul web. Abbiamo poi realizzato gadget, spot, pubblicità comparative, materiali informativi per sensibilizzare i vogheresi a comprare nella loro città, e con l’approssimarsi del Natale abbiamo distribuito un merchandising unico per tutti gli iscritti al progetto. L’idea era quella di portare sotto l’albero dei vogheresi il nostro logo, e lo abbiamo fatto con gift card (peraltro ancora disponibili), chiudipacco, biglietti d’auguri brandizzati»

Come vi siete comportati quando hanno chiuso i negozi? «Abbiamo attivato una partnership con l’azienda tortonese “Spesa Pro”, che si occupa esclusivamente di consegne a domicilio. Attraverso la loro piattaforma si può chiedere al loro fattorino di acquistare per noi in un qualsiasi negozio, ricevendo tutto comodamente a casa. Abbiamo anche sviluppato con gli stessi programmatori di “Spesa pro” una piattaforma essenziale, dedicata esclusivamente al commercio locale, in cui sono registrate tutte Le Botteghe del Sorriso, attraverso cui si può chattare e contattare il titolare. Essendo stata completata intorno alla metà di dicembre, ci siamo presi il primo mese per testarla, e già da metà gennaio cominceremo a promuoverla attraverso diversi canali, per rendere più smart il servizio offerto dai negozi della città»

E ora? «Ora siamo in attesa di capire cosa ci riserverà il futuro: a dicembre abbiamo più volte chiesto udienza al sindaco Garlaschelli e all’assessore Miracca, ma ancora non abbiamo ricevuto una risposta ufficiale. Nel frattempo abbiamo allargato la platea dei possibili partner, vagliando la disponibilità di tutte le associazioni di categoria a diventare parte attiva al progetto. Abbiamo tante idee per il 2021, e ci dispiacerebbe molto abbandonare un progetto che è andato avanti nonostante le enormi difficoltà di questo periodo, e che ancora molto avrebbe da dare al commercio locale. Non solo: è nato con l’idea di durare dodici mesi, ma il finanziamento ricevuto fino ad oggi ha consentito di coprirne solo quattro. Non c’è stato il tempo di sviluppare tutti i punti in programma, ma vorremmo davvero avere l’opportunità di farlo»

Cosa proporreste per il futuro? «Semmai cosa abbiamo già proposto, perché la seconda fase del progetto è già stata consegnata in Comune e protocollata più di un mese fa. Dentro ci sono diversi filoni su cui intendiamo lavorare, che vanno dall’abbellimento delle vetrine sfitte (per cui abbiamo pensato a un progetto fotografico diffuso su tutto il centro storico) all’aperura di un dialogo con i proprietari dei negozi chiusi (nel tentativo di raggiungere un accordo economico che consenta l’apertura di nuovi negozi) fino alla ricerca di nuove attività da portare sul territorio cittadino. Abbiamo ancora nel cassetto circa 500 questionari compilati dai cittadini che con tutta certezza faranno emergere importanti spunti di lavoro per i commercianti e forniranno preziose indicazioni all’Amministrazione sulle prossime azioni da intraprendere per i cittadini e il commercio locale. Vorremmo poi riprendere gli incontri formativi con i commercianti, indire nuove campagne promozionali, trovare il modo di riportare i giovani a fare “la vasca” in via Emilia, attraverso attività mirate e spazi condivisi e sviluppare progetti di Urbanismo Tattico. E poi eventi da dedicare al commercio, manifestazioni, come il 1° Festival Nazionale del Sorriso, e tante altre iniziative che ci piacerebbe realizzare non solo con i commercianti, ma anche con l’amministrazione. Voghera ha sempre avuto la costante di non riuscire a dare continuità alle iniziative, spesso associate a questa o a quella forza politica. Noi abbiamo lavorato in modo super partes per il bene della città: “Le Botteghe del Sorriso” non hanno colore né partito, e fermare qui il percorso appena iniziato sarebbe davvero un’occasione sprecata».

E chi volesse farne parte? «Cogliamo l’occasione per invitare tutti i commercianti vogheresi che ancora non sono stati interpellati a causa delle tempistiche strette a contattarci per aderire al progetto: è aperto a tutti e (lo ricordiamo) totalmente gratuito».

di Serena Simula

Articolo precedenteGODIASCO SALICE TERME: IDEE E PROGETTI PER MIGLIORARE LE AREE PUBBLICHE
Articolo successivoOLTREPÒ PAVESE – “IL BORGIA DI MONTÙ”