VOGHERA – “COI NOSTRI STRUMENTI, LA TRADIZIONE DELLE QUATTRO PROVINCE DALL’ARTIGIANATO ALLA FESTA”

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 Sarà la musica tradizionale delle Quattro Province ad inaugurare la rassegna Di venerdì, una serie di incontri con l’autore a cura della Fondazione Adolescere – Civica Scuola di Musica “G. Sacerdoti”. La presentazione dell’eBook “Coi nostri strumenti, la tradizione delle Quattro Province dall’artigianato alla festa” si svolgerà venerdì 17 febbraio alle 20,30 presso il salone della Scuola Civica in Via Foscolo, 13 durante la serata verranno proiettati video di danze a rischio di estinzione e immagini storiche e verranno eseguiti alcuni brani antichi della tradizione grazie alla partecipazione di Andrea Ferraresi al piffero e Cesare Campanini alla fisarmonica.

 Sarà compito dell’autore Claudio Gnoli e di  Paolo Rolandi, Michele Cavenago e Fiorenzo Debattisti, coautori del testo (unitamente a  Valter Biella), illustrare il corposo lavoro basato sia su testimonianze originali sia sui documenti già pubblicati. L’e-book prodotto illustra la tradizione musicale tuttora viva nell’Appennino delle Quattro Province, il territorio montano compreso fra Genova e l’Oltrepò. Suoi elementi peculiari sono il piffero, un oboe popolare costruito e praticato sul posto, la musa, cornamusa che in passato lo accompagnava, e la fisarmonica, che ha sostituito la musa dalla prima metà del Novecento. Le origini di strumenti e usi sono da riconnettere ai materiali impiegati dalla cultura contadina e ai contatti commerciali veicolati dalle carovane di muli che percorrevano questi monti collegandoli, in particolare dal Basso Medioevo, da un lato al porto di Genova e all’Oriente e dall’altro alle fiere francesi e fiamminghe. Per gli ultimi secoli abbiamo notizia di una scuola di maestri pifferai che hanno trasmesso oralmente la loro arte fino ai suonatori contemporanei. Costoro guidano tuttora le feste dei paesi delle alte valli, nelle quali si esprimono una sana socialità e la pratica tradizionale degli antichi canti – bujasche, stranot… – e danze – piana, alessandrina, monferrina, giga a due, giga a quattro, povera donna, perigordino, polca a saltini, mazurca, valzer… L’insospettata ricchezza di questo patrimonio culturale e umano induce tanto a praticarlo quanto a interrogarsi sui suoi ruoli nel mondo globalizzato in cerca di nuove identità.

 Toccherà invece ad Andrea Ferraresi (al piffero) e Cesare Campanini (alla fisarmonica) il compito di riportarci musicalmente alle atmosfere tradizionali che proseguono e sono tuttora vive.

 La Civica Scuola di Musica che vanta un patrimonio storico musicale di oltre 150 anni è quindi collocazione naturale per ospitare un lavoro che pone la musica come elemento unificante del territorio delle  Quattro Province .

 L’ingresso è libero. La cittadinanza è quindi invitata ad una serata che ha tutte le premesse per essere considerata di prim’ordine a riconoscimento di un lavoro che nulla lascia all’improvvisazione.

 Claudio Gnoli fin dalla prima infanzia frequenta o abita il paese materno di Volpedo, allo sbocco in pianura di una via del sale. Bibliotecario universitario, è attivo come documentatore e divulgatore della tradizione attraverso il sito web Dove comincia l’Appennino e le iniziative di varie associazioni locali (Musa, Chi Cerca Crea, Pais e Mond, Comitato per il territorio delle Quattro Province, il Ballatoio, lo Stivale che Balla, la Strada del Sale).

 Paolo Rolandi, nato a Voghera e legato per via familiare a Massinigo, Montesegale e Bogli, è insegnante di musica e musicista. Partendo dal ricco patrimonio di famiglia e da esperienze sul campo, ha pubblicato libri e cd dedicati alla vecchia polivocalità di tradizione fondando inoltre il gruppo Voci di confine  in cui ha raggruppato autorevoli cantori delle zone.  Scrive di tradizioni e storia musicale locale, collaborando attualmente al sito www.appennino4p.it.

 Valter Biella, bergamasco, dall’originaria formazione come tecnico elettricista ha evoluto l’artigianato della costruzione e pratica di strumenti musicali, della ricerca sul campo e dell’insegnamento ed è soprattutto lo scopritore e rivalutatore della cornamusa delle valli bergamasche (pia o baghet), che ha di recente confrontato con quelle emiliane (piva) e delle Quattro Province (musa) in una vasta indagine comparata pubblicando numerosi articoli e libri.

 Michele Cavenago, milanese con ascendenze argentine, è fisioterapista e ricercatore specializzato sulle danze tradizionali e popolari dell’intera Italia. Con la compagna Romana Barbui e in collaborazione con la celebre etnocoreuta Placida Staro, ha raccolto un vasto archivio audiovisivo delle danze italiane e dei loro contesti, comprese le Quattro Province, che ha cominciato a utilizzare nei corsi dell’associazione lo Stivale che Balla e per i volumi del Viaggio nella danza popolare in Italia (a cura di N. Nori, Roma 2012-).

Fiorenzo Debattisti è lo storico di Varzi, sua località di riferimento a metà strada fra le attuali residenze di Pregola e Voghera. Specialmente dopo il pensionamento dall’impiego nel settore dell’elettricità, ha aggiunto alla realizzazione di mostre, interventi e articoli la pubblicazione delle sue vaste indagini sulla storia della valle Staffora e delle Quattro Province (Storia di Varzi, 4 v., Guardamagna, Varzi), basate sulla ricca rete di conoscenze personali e su originali ricerche d’archivio.

 

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