VOGHERA – ELEZIONI AMMINISTRATIVE: UNA POLTRONA PER CINQUE | L’ESTATE BOLLENTE TRA FAIDE E “PUNTURONI” DOPO IL RITORNO DEL DOTT. TORRIANI E L’ALLEANZA AFFRONTI-PD

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di Emanuele Bottiroli

Clima rovente a Voghera in vista delle prossime elezioni amministrative del 20-21 settembre 2020: un avvio di campagna elettorale senza esclusione di colpi nel centrodestra, mai così spaccato nella storia recente, e nel centrosinistra, dopo la scelta del Partito Democratico di ritirare la propria candidata in pectore, Ilaria Balduzzi, per aderire all’area dei centristi che candida a sindaco Nicola Affronti.

Al momento sono in lizza quattro nomi, ai quali se ne aggiungerà un quinto, al femminile, che sarà svelato domani in conferenza stampa dal movimento “Cambiamo con Toti”, che in città fa riferimento al professor Delio Todeschini, politico d’esperienza oggi amministratore delegato di ASM Voghera Spa e presidente di Asm Vendita e Servizi.

Nel frattempo i nomi ufficialmente in corsa per guidare la nuova amministrazione a palazzo Gounela sono quelli di: Paola Garlaschelli (sostenuta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia), Nicola Affronti (sostenuto da Udc, Partito Democratico, transfughi di Forza Italia fedelissimi del sindaco uscente Carlo Barbieri e da Marina Azzaretti tornata centrista), Pier Ezio Ghezzi (sostenuto da liste civiche che si rivolgono all’elettorato di centrosinistra e all’universo progressista) e Antonio Marfi (sostenuto dal Movimento Cinque Stelle).

Prima di analizzare cosa succede nel centrosinistra, bisogna soffermarsi sulla vera novità della calda estate 2020 a Voghera: l’esplosione di faide interne a Forza Italia, fino a oggi un partito forte che è riuscito a governare la terza città della provincia di Pavia con un polo moderato, senza bisogno di Lega e Fratelli d’Italia, oggi all’opposizione. Fondamentale in questo senso il ruolo giocato dai compianti Giovanni Alpeggiani e Gianpiero Rocca, entrambi capaci di declinare insieme al sindaco uscente Carlo Barbieri strategie elettorali e politiche che hanno sin qui conservato il primato alla condotta vogherese di Forza Italia.

Barbieri non ha gradito di non essere stato coinvolto nelle scelte per il futuro della città, nonostante governi da due mandati avendo anche superato un commissariamento ed essendosi trovato nel 2015 l’ex sindaco Aurelio Torriani candidato con Lega e Fratelli d’Italia in aperto contrasto con Forza Italia, lo stesso partito che ha ripescato Torriani con la benedizione dell’onorevole Alessandro Cattaneo, coordinatore provinciale dello schieramento di Silvio Berlusconi, e del consigliere regionale Ruggero Invernizzi, sostenuto da Torriani alle ultime elezioni regionali. Alla notizia del ritorno «calato dall’alto» sono usciti da Forza Italia i consiglieri comunali Giuseppe Moscariello, Gianfranco Da Prada, Alessandro Menini e il capogruppo consiliare Claudio Zuffi che hanno spiegato: «Scelta incoerente e irrispettosa del nostro lavoro. Torriani ci ha insultati per cinque anni». In verità Torriani all’indomani delle consultazioni del 2015 aveva anche denunciato pubblicamente Forza Italia per presunti brogli adombrando l’ipotesi del voto di scambio, accuse non approdate a nulla. 

L’effetto domino della tensione in Forza Italia ha portato Barbieri a ritirare la delega da assessore ai Servizi Sociali a Simona Virgilio il 6 agosto, cui sono seguite le dimissioni da assessore di Giuseppe Carbone, suocero della stessa Virgilio e coordinatore cittadino di Forza Italia. L’assessorato ai Servizi Sociali, a un mese dal voto, è stato riassegnato prontamente a Marina Azzaretti, che a sua volta era stata sfiduciata da assessore e da Forza Italia nel dicembre 2019, che aveva aderito a Fratelli d’Italia per poi andarsene quando le erano stati preferiti altri in vista delle elezioni 2020; Azzaretti è oggi tornata con i centristi e i fuoriusciti da Forza Italia, per sostenere la candidatura di Nicola Affronti a sindaco.

Nelle ultime ore Carbone ha spiegato che la colpa di quanto accaduto – a suo avviso – è tutta di Barbieri, che non avrebbe tenuto fede a quanto discusso internamente a Forza Italia preferendo dar sfogo a ripicche. Carbone ha spiegato che un mese fa, nello studio del sindaco, lui, Cattaneo e Invernizzi erano addivenuti all’accordo con Barbieri di evitare stravolgimenti prima delle imminenti elezioni amministrative. Carbone ha spiegato anche che la “cacciata” dalla giunta di Marina Azzaretti nel dicembre 2019 fu chiesta anche dai consiglieri oggi fuoriusciti da Forza Italia, che ora si candideranno insieme a lei per sostenere Nicola Affronti sindaco. 

In questo intricatissimo scenario si muove la candidata sindaco Paola Garlaschelli, che nelle sue prime uscite pubbliche ha evidenziato come alla città occorrano un cambio di passo e risposte nuove. Ad accompagnarla al suo primo volantinaggio al mercato di Voghera è stata l’onorevole Elena Lucchini della Lega, partito che a detta degli osservatori, dopo le lacerazioni in Forza Italia, giocherà un ruolo chiave in termini di “macchina del voto” e di regia della campagna elettorale.

Il clima è accesissimo anche nel centrosinistra, dopo la scelta del Partito Democratico di ritirare la propria candidata sindaco in pectore, Ilaria Balduzzi, per tessere un’alleanza per Nicola Affronti sindaco su un progetto di città nuovo. Dal canto suo Pier Ezio Ghezzi ha stigmatizzato con forza la decisione parlando di tradimento dell’elettorato di centrosinistra e spiegando che solo la sua alleanza civica è espressione del mondo progressista, libero e autonomo. La risposta del segretario cittadino del Partito Democratico, Alessandra Bazardi, non si è fatta attendere: «Inutile mistificare i fatti, il Pd ha scelto con senso di responsabilità di aderire a un progetto di città e a un’alleanza che può portare alla vittoria, dopo vent’anni di opposizione, dopo vent’anni da spettatori. I nostri veri nemici sono i populisti e i sovranisti, perché Voghera rischia di scivolare a destra». Liliana Giampetruzzi, storica esponente del Pd vogherese, ha fatto sintesi così: «Potevamo scegliere di fare testimonianza ancora, dai banchi dell’opposizione, invece abbiamo deciso di mettere al centro il bene della città».

Mentre questo clima rovente agita centrodestra e centrosinistra, Antonio Marfi avvia la sua campagna elettorale con il Movimento Cinque Stelle parlando di progetti nuovi e di una Voghera che ha bisogno di ripartire.