VOGHERA – IL COMUNE SI TINGE DI ROSA, IL NUOVO SINDACO È PAOLA GARLASCHELLI

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Paola Garlaschelli vince il ballottaggio ed è il nuovo sindaco di Voghera. Ha sconfitto lo sfidante Nicola Affronti. Al primo turno del 20 e 21 settembre scorsi, Paola Garlaschelli aveva ottenuto il 49,20% dei consensi, Nicola Affronti aveva ottenuto 21,28.

Oggi, al ballottaggio, al termine dello spoglio delle schede, 38 sezioni su 38 , Paola Garlaschelli vince ottenendo 9.371 voti, pari al 66,29% , Nicola Affronti ottiene 4.765 voti, pari al 33,71%    

Paola Garlaschelli, classe 1966, di professione commercialista, ha ricoperto diversi incarichi a livello locale e provinciale, ma questa è la sua prima esperienza politica, ed è la prima donna nella storia della città ha diventare sindaco di Voghera.

Gli iscritti al voto erano 31.659, i votanti sono stati 14,626, le schede bianche sono state 148, le schede nulle 333, le contestate 9 Affluenza alle 15:00 del 05/10/2020: 46,21%

Quali sono i poteri del Sindaco? Applicando il principio secondo cui le funzioni pubbliche devono essere assegnate agli enti più vicini ai cittadini e, dunque, primariamente a quelli comunali (cosiddetto principio di sussidiarietà verticale), il Sindaco è reso capace di operare utilizzando dei poteri unici nel loro genere alfine di perseguire l’interesse pubblico. Si tratta di effettuare un collegamento tra quelle che sono le esigenze di ognuno con i diritti fondamentali contenuti nella Costituzione della nostra Repubblica: salute, ambiente, libertà, ecc. È necessario però precisare che non sempre il Sindaco ha una competenza esclusiva su una determinata attività, ovvero non sempre è posto nelle condizioni di effettuare autonomamente una scelta ed emanare altrettanto autonomamente un atto consequenziale. Si è visto, infatti, che il suo è un ruolo dinamico che spazia tra poteri esclusivi e poteri condivisi (cosiddetta collegialità).

Bisogna distinguere due possibili azioni che derivano l’una da una necessità inaspettata, imminente e urgente, la seconda è frutto di un’opera di programmazione della pubblica amministrazione. Appartengono al primo gruppo le cosiddette ordinanze contingibili e urgenti, che spettano personalmente al primo cittadino rendendosi necessarie per affrontare situazioni straordinarie e inaspettate, che non potrebbero trovare soluzione con le normali azioni amministrative. Questo tipo di ordinanze necessitano di una motivazione che riesca a giustificare la compressione dei diritti su cui intervengono, dato che la loro incisività è spesso indirizzata a vietare determinati comportamenti. Nel secondo gruppo rientrano invece le ordinanze comunali (ordinarie) e i regolamenti, che necessitano, invece, di un opera di coordinazione tra persone ed organi comunali. Un classico tipo di ordinanza contingibile e urgente è rappresentato dal divieto di raggiungere un determinato luogo del territorio per il pericolo concreto che una strada già in dissesto frani, o che una certa malattia infettiva si propaghi tra la cittadinanza.

È comune nelle nostre città, e in particolare nei centri storici, imbattersi nell’intervento di vigili del fuoco e polizia locale per verificare l’agibilità di strutture vecchie e fatiscenti. In genere la conseguenza di queste attività è rappresentata dall’ordinanza di sgombero della struttura per il pericolo che essa rovini causando danni agli inquilini e ai passanti. Si tratta di una situazione di urgenza imminente, che non può essere procrastinata né risolta in altra maniera. Il Sindaco può solo eliminare il rischio ordinando l’allontanamento di tutti coloro che rappresentano le potenziali vittime. Nella stessa categoria troviamo quelle ordinanze in materia sanitaria riferite al divieto di utilizzo dell’acqua pubblica per un determinato periodo di tempo a causa della presenza di batteri pericolosi per la salute. Anche in questo caso non c’è altra possibilità di soluzione che abbia la stessa efficacia. Il Sindaco provvederà a intimare di non utilizzare l’acqua, che deve considerarsi non potabile.

Il primo cittadino, in qualità di rappresentante della comunità locale, potrà emanare questi provvedimenti particolari al verificarsi di situazioni gravi che interessano l’igiene e la sanità pubblica, o la sicurezza. Si tratta però di un potere utilizzabile solo in presenza di determinati requisiti: straordinarietà e urgenza, ossia quando sussista un pericolo concreto di danno imminente tale da non permettere il differimento dell’intervento in altra data, nonché quando esista l’oggettiva impossibilità dell’Ente a provvedere all’urgenza in altra maniera. Diversamente, al secondo gruppo appartengono quei poteri di ordinanza e regolamentazione che non hanno il carattere della straordinarietà e dell’urgenza. Invero, in materia sanitaria ad esempio, i Comuni, tramite i loro Sindaci, sono titolari di poteri autorizzativi per la realizzazione di strutture per l’esercizio dell’attività medica. Allo stesso tempo i progetti edilizi saranno sottoposti a un controllo per quanto riguarda il profilo urbanistico e ambientale.

Si tratta, allora, dei poteri di normale gestione della città. Questi sono giustificati dalle ordinarie esigenze della cittadinanza e per questo debbono rispettare un rigoroso iter di approvazione e controllo. Si pensi, ancora all’individuazione delle zone nelle quali è possibile collocare nuove farmacie al fine di assicurare un’equa distribuzione delle stesse tenendo conto, al contempo, dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico ai cittadini residenti in aree scarsamente abitate. In questi casi si tratta semplicemente di un’opera di programmazione numerica delle strutture. Sono poi molto comuni le ordinanze in materia di consumo di cibi e bevande in particolari luoghi delle città. Sono in genere divieti giustificati dal rispetto che è necessario avere nei confronti di monumenti importanti o luoghi sacri. Ma altre volte il divieto in questione è giustificato dall’esigenza di mantenere pulito un certo luogo già vittima di vandalismo o soggetto ad essere preso d’assalto da animali selvatici, spesso anche portatori di malattie.

Siamo ormai abituati a sentir parlare delle sanzioni elevate a carico di turisti poco educati e rispettosi delle regole. Specialmente d’estate i Comuni ingaggiano questa lotta per il rispetto di ordinanze tra le più varie: dal divieto di camminare in luogo pubblico senza maglietta al divieto di dar da mangiare ai piccioni. In questi casi la difficoltà maggiore è portare a conoscenza della cittadinanza e dei turisti questi divieti, che possono anche portare al pagamento di multe salate. Così ogni Comune si organizza come può, segnalando con cartelli e tabelloni le regole da rispettare o impegnando tutte le forze di polizia municipale in operazioni di pattugliamento e sanzionamento.  Si deve infine prendere in considerazione un particolare potere del Sindaco che non rientra nello schema descritto e che discende dalla sua esclusiva competenza in materia di ordine, salute e sicurezza pubblica. In qualità, in particolare, di autorità sanitaria, ha la facoltà di disporre i cosiddetti trattamenti sanitari obbligatori (TSO) e cioè delle procedure mediche attivate in maniera obbligatoria con un atto emesso esclusivamente qualora un soggetto si trovi in uno stato psichico tale da rendersi pericoloso per sé o per gli altri e siano necessari interventi terapeutici a cui il destinatario della misura rifiuta di sottoporsi.

Quali sono le competenze specifiche del Sindaco? Al di là dei poteri del Consiglio comunale e della Giunta, vi sono delle competenze che spettano personalmente al Sindaco. Queste non sono quindi condivise con altri organi amministrativi né sono soggette a particolari controlli. In altri casi il primo cittadino è compartecipe del potere pubblico e non attore unico, pur svolgendo un ruolo primario. Il Sindaco, in quanto rappresentante del Governo sul territorio, svolge in prima persona le funzioni che caratterizzano la sua natura di pubblico ufficiale e di rappresentante dello Stato centrale sul territorio. Si tratta in particolare della gestione dei servizi elettorali, dello stato civile, dell’anagrafe, della leva militare e delle ricerche statistiche. È competente poi in materia di sicurezza pubblica, svolge funzioni di polizia giudiziaria, vigila sull’ordine pubblico, adotta ordinanze contingibili ed urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini, può ordinare la modifica degli orari degli uffici e regolare l’attività dei servizi pubblici. Quando il sindaco opera nei termini predetti non è più un organo del Comune, ma dello Stato Centrale. In tal senso, allora, può constatarsi che qualora i cittadini si sentissero lesi da una di queste attività non potrebbero reputare responsabile il Comune, ma dovrebbero chiamare in causa le istituzioni dello Stato centrale e il mancato controllo sulle scelte sindacali. Dopo aver fatto cenno ai casi in cui il Sindaco opera come organo di Governo, è necessario dedicare alcune riflessioni alla sua funzione quale soggetto rappresentante legale del Comune. Il Sindaco è infatti il soggetto abilitato dalla legge a manifestare la volontà dell’Ente e per questo ne è responsabile politicamente, cioè verso gli elettori. Tale tipo di responsabilità in particolare attiene allo svolgimento del programma elettorale e, più semplicemente, all’appartenenza politica del sindaco.