Voghera – «La città, dopo 10 anni di amministrazione Barbieri, ha bisogno di tornare a una buona politica di confronto»

387

Aurelio Torriani, conosciutissimo medico di famiglia della cittadina iriense, a partire dagli anni ‘80 inizia, con passione, un percorso politico che lo porterà dal 2000 al 2010 a ricoprire il ruolo di Primo Cittadino vogherese per due tornate amministrative. Dieci anni di governance della città da molti ricordati come vincenti e innovativi. Avversario “in casa” Forza Italia del successore Barbieri, disfida che culminerà con una quasi scissione partitica alle Amministrative 2015, è tornato a ricoprire importanti incarichi all’interno della Giunta Garlaschelli. è assessore al Bilancio, Tributi, Economato e Osservatorio Sanità e Covid

Torriani lei è l’attuale assessore al Bilancio del Comune di Voghera. Come ha trovato “i conti” del Comune al momento della sua nomina? «In equilibrio malgrado le difficoltà».

Quali sono state le maggiori criticità che si è trovato ad affrontare? «Minori entrate, quindi minori possibilità di distribuire, come avremmo voluto, ristori agli operatori dei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica e alle famiglie».

Quali sono le azioni e/o soluzioni più significative messe in campo? «Il contesto finanziario che ha caratterizzato l’inizio del nostro mandato è stato determinato dall’emergenza sanitaria che ha causato effetti negativi sull’economia del Comune e dell’intera comunità vogherese. È stato necessario salvaguardare gli equilibri di bilancio del Comune come strumento per attuare le politiche sociali di sostegno economico alle famiglie e alle piccole e micro-imprese della nostra città. Le risorse trasferite dallo Stato e dalla Regione per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica sono state gestite con visione sia di breve periodo sia valutando gli scenari che presumibilmente si sarebbero manifestati a più lungo termine. Abbiamo dovuto monitorare le minori entrate per attuare manovre di compensazione con i trasferimenti erariali e sono state razionalizzate le spese indispensabili. Il Bilancio è stato, e continua a essere, gestito con un’attenta e costante monitorizzazione secondo la nostra programmazione e secondo i flussi di entrata e di spesa, garantendo equilibrio finanziario e pagamenti puntuali ai fornitori alle scadenze stabilite come supporto alle attività imprenditoriali in questo momento così difficile per l’economia. Da inizio mandato sono state prese contromisure di sostegno sociale ed economico per la nostra collettività, che si possono così riassumere: da novembre sono stati stanziati fondi per buoni alimentari e distribuzione generi alimentari, attraverso la Caritas, per 211mila euro. Abbiamo ridotto del 50℅ i canoni di concessione impianti alle società sportive ed erogato contributi pari a 30mila euro alle famiglie a basso reddito per l’acquisto di strumenti informatici necessari per la didattica a distanza. Abbiamo istituito un fondo di 100mila euro destinato alle micro-imprese che hanno subito una riduzione del fatturato durante la pandemia».

Tasse. Previsti aumenti o diminuzioni? «Da inizio 2021 abbiamo previsto interventi per agevolazioni della tassa rifiuti del 15℅, 25℅, 45℅ e 60 ℅ della parte variabile per le utenze non domestiche che stanno subendo effetti negativi a seguito dei provvedimenti governativi di chiusura o di limitazioni delle attività produttive per il contenimento diffusione-Covid. Inoltre abbiamo previsto agevolazioni per la tassa rifiuti 2021 riducendo del 40℅ la parte variabile alle famiglie già beneficiarie del bonus sociale per energia elettrica, gas e acqua, e per tutti quelli che acquisiranno i requisiti del bonus per l’anno 2021 (disoccupati e cassa integrati), nonché per i nuclei familiari diversi dai precedenti con ISEE non superiore ai 10mila euro. Abbiamo destinato 263mila euro come buono spesa straordinario per famiglie in difficoltà economica e contributi straordinari, pari a 25mila euro, a sostegno delle società sportive. E un’ulteriore riduzione, sempre a favore delle società sportive, del 75℅ per i canoni di concessione impianti sportivi comunali. Abbiamo istituito un fondo di ulteriori 150mila euro a favore di micro-imprese del territorio che hanno subito riduzioni del fatturato causa pandemia».

Il Comune di Voghera ha messo in vendita numerosi immobili di proprietà. Come sta andando e, soprattutto, quale ritorno economico vi aspettate? «Con il programma delle alienazioni messo in atto dall’assessore all’urbanistica Tura ci aspettiamo di rimettere in positivo l’aspetto delle entrate. Già a oggi sono state venduti 8 lotti su 10 del PIP di via Nenni».

Il Comune di Voghera è, dal suo punto di vista, una macchina che funziona bene? «Il comune di Voghera, anche grazie ai suoi dirigenti e dipendenti, è una macchina che lavora bene. Per quanto riguarda i Servizi Finanziari, sono diretti in modo encomiabile dalla dottoressa Filippi, e ciò mi lascia assolutamente tranquillo».

Lei ha un assessorato “nuovo” figlio della pandemia, definito “Osservatorio Sanità e Covid”. Ci spiega in che cosa consiste esattamente e qual è il suo ruolo? «La delega all’Osservatorio Sanità e Covid dell’Ottobre 2020 era dai più considerata una grossa rogna. Ma con il mio lavoro di costruzione dei rapporti con ATS – nella figura della Dottoressa Azzi e con ASST, con il Dottor Gozzini, con il mondo del volontariato (Protezione Civile, CRI, MMG, Auser, Rotary e Lyons) e soprattutto con la mia insistenza nell’identificazione dell’hub vaccinale presso il centro Auser, è stato possibile far un buon lavoro, oggi il centro vaccinale di via Cignoli è diventato un centro di riferimento per migliaia di persone di tutto il territorio, un fiore all’occhiello per la città di Voghera e una dimostrazione di grande collaborazione».

Com’è oggi la situazione in città da un punto di vista di contagi? «La macchina delle vaccinazioni procede al ritmo di circa 900 dosi inoculate al giorno, di conseguenza migliora in città la situazione dei contagi».

Che Forza Italia ha trovato a un anno dal suo rientro nel partito? La mancanza di figure politiche di un certo peso si è fatta sentire? «La città, dopo 10 anni di amministrazione Barbieri, sente la necessità di tornare alla governance dei partiti, a una buona politica di confronto tra i partiti stessi e a una dialettica interna che non potrà fare altro che portare buoni frutti. Basta con i governi di gruppi di potere! La città ha bisogno di buona Politica con la P maiuscola».

Lei è stato sindaco per due legislature, ha fatto parte della minoranza e oggi della maggioranza. Ha visto e vissuto la città in ogni sua sfacettatura. Come e dove è cambiata maggiormente Voghera in questi 20 anni? «Come è cambiata Voghera in questi 20 anni basta fare un confronto tra i miei 10 anni durante i quali Voghera era veramente capitale dell’Oltrepò con la realizzazione di importanti infrastrutture, per citane alcune: la Centrale Energia Elettrica, l’ASP Pezzani, l’Università di Scienze Motorie con il Centro di Medicina dello Sport, il PalaOltrepo, il Centro culturale attrezzato (Castello, piazza Castello, via Cavour, piazza Duomo, Teatro Sociale con progetto definitivo pronto, Centro Anfass per disabili di Medassino, via Emilia completamente rifatta, ASM trasformata da azienda municipale in società Multiservizi sovra regionale con molti asset, etc. etc. etc. Il confronto con i 10 anni successivi dove è sparita la buona Politica sarebbe impietoso».

Da medico in pensione è stato richiamato come volontario  per svolgere la mansione di medico di base al Brallo, che ne era sprovvisto.  La carenza dei medici di base rimane un grosso problema in Oltrepò. Cosa si sta facendo in tal senso? «Quando ho accettato di fare il medico di base al Brallo, su richiesta di ATS, l’ho fatto sì per volontariato, ma anche per sottolineare la drammatica situazione degli ambiti carenti (paesi, ma anche città ormai senza medici) frutto di una politica miope e di un carico di lavoro, soprattutto burocratico, che ha trasformato il gratificante lavoro del medico di famiglia in un impegno gravoso. Abbiamo bisogno di una riforma razionale del lavoro del medico di famiglia, trasformandolo in una piccola equipe, con personale sanitario e amministrativo, lasciando libero il medico di curare il paziente».

di Silvia Colombini

Articolo precedenteBroni – Vinzoni: “Campagna elettorale e spese pazze”
Articolo successivoVoghera – «Forse il vero sindaco è un’altra donna, e non Paola Garlaschelli»