VOGHERA – LA CITTÀ TORNA AD ESSER VITTIMA DEI VANDALI ARMATI DI BOMBOLETTA

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Voghera torna ad esser vittima dei vandali armati di bomboletta. Scritte sui muri cittadini sono apparse Sui muri e su alcune vetrine di Voghera a sono apparse scritte offensive con espliciti insulti scritti con lo spray. Ancora poco chiaro chi sia stato l’autore dell’atto vandalico, le forze dell’ordine stanno indagando per cercare di far luce sulla vicenda e individuare il/i colpevoli. Unanime la condanna perché chi deturpa strade, muri, edifici e monumenti compie gesti incivili,  al di là di ogni idea politica collegata alla campagna elettorale, queste persone sono “vandali”. Imbratto perché temo di non esistere? Mi sento nessuno? Forse non ho sponde che mi abbiano insegnato a usare il buon senso, il rispetto di me e delle cose? A quanto pare non ho il senso della cosa pubblica, che è di tutti. Vi faccio vedere che burlone che sono, che figo. Se scrivo volgarità, lo faccio nella speranza di emergere in qualche maniera? Al pari di altre forme di bullismo, non posso e non so emergere altrimenti, non posso diventare un eroe. Allora mi candido a diventare un anti eroe, magari divento virale, mi postano, mi filmano, mi condividono, prendo like e emoticons. Almeno mi notano. Ci spero.  Non importa se in maniera negativa, oscena, beffarda, grottesca. Perché non ho una percezione di me che mi faccia sentire bene, non ho un’impresa eroica, socialmente applaudita. Perciò cerco l’applauso a rovescio, offendendo il senso civico, praticando inciviltà, in maniera narcisistica per poter almeno raccogliere uno sguardo. Talvolta gli striscioni possono diventare una forma di protesta sociale e di comunità. Ma se c’è un’etica, si può protestare senza rovinare. Si possono fare lotte sociali anche esponendo per strada, nei negozi il proprio pensiero. Invece rovinare per protestare o sperare di far ridere serve solo a dimostrare la solitudine, l’inconsistenza di chi lo fa. La persona affetta dalla sindrome dell’invisibile, diventa in maniera distorta visibile attraverso il suo gesto deturpante. Tuttavia resta nell’ombra di se stesso, condannato al non rispetto di sé e del mondo.