Voghera – «Le critiche non ci spaventano, portiamo avanti con coraggio i nostri piani per la città»

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Nei pochi mesi che sono trascorsi dalla sua elezione non ha mai avuto un momento di tregua. Criticatissima per ogni decisione, dai parcheggi alle rassegne culturali, da Asm alla “Sensia”, Paola Garlaschelli, sindaco di Voghera, prosegue il suo mandato rispondendo colpo su colpo, senza mai cedere terreno ai propri oppositori politici. Appoggiata saldamente dalla coalizione di centro destra che ha vinto le elezioni vogheresi e con la Lega di Elena Lucchini, che da Roma la sostiene con fervore, la sindaca ha messo in chiaro fin da subito che il suo obiettivo era quello di imprimere alla città un totale dirotta rispetto agli ultimi dieci anni di amministrazione. L’abbiamo intervistata per parlare di quanto è stato fatto finora, e di quanto ancora rimanga da compiere.

A quasi un anno dalla sua elezione, qual è stata l’azione che ha compiuto nel suo ruolo di sindaco che l’ha resa particolarmente orgogliosa? «Posso dire che sono orgogliosa della mia squadra, degli assessori che lavorano quotidianamente con me, del team che siamo riusciti a creare, dell’entusiasmo, della collaborazione e del clima positivo che si è instaurato».

Qual è stata invece la critica che l’ha più ferita e che a suo avviso le è stata mossa ingiustamente in questi mesi? «Non possiamo permetterci di farci ferire dalle critiche, giuste o ingiuste che siano. Come diceva Aristotele: “Per evitare le critiche, non fare niente, non dire niente, non essere niente”».

Iniziamo parlando di Asm “gioia e dolore” di questo Comune. Come preannunciato in campagna elettorale c’è stato un cambio importante di uomini. Oltre al management, c’è stato anche un cambio di rotta operativa? Quali sono stati i risultati più evidenti sino ad oggi e cosa si aspetta – da azionista di maggioranza – nel prossimo futuro? «L’obiettivo è sempre stato quello di modificare la rotta operativa delle società partecipate, ed il cambio di management ne è stata la conditio sine qua non. Oggi in tutte le società del gruppo si respira un clima diverso, di collaborazione, di entusiasmo, di visione comune. Ed i primi a ringraziarci sono stati i dipendenti, nostra grande risorsa senza i quali le aziende non potrebbero raggiungere i propri obiettivi. Ci lasciamo alle spalle bilanci 2020 che chiudono in perdita o con utili scarsamente significativi, non solo a causa della pandemia ma anche di scelte gestionali di cui purtroppo paghiamo le conseguenze. Grazie al nuovo management le previsioni per il 2021 sono positive, l’impegno di tutti è rivolto al miglioramento dei servizi ai cittadini, alla ricerca, all’innovazione ed alla competitività. Con Asm il Comune sta lavorando ad un progetto di Smart City che disegnerà la città del futuro e migliorerà la qualità della vita dei Vogheresi».

Le recenti cronache giudiziarie riguardanti società partecipate oltrepadane simili ad Asm stanno portando alla ribalta – secondo l’accusa – casi di malaffare. Il Comune di Voghera, quindi il nuovo “padrone” di Asm ha ritenuto opportuno fare verifiche sui conti ed i sistemi di gestione del passato oppure intende voltare pagina e concentrarsi sul futuro dell’Azienda? «è in atto una due diligence all’interno delle società del gruppo, affidata ad una società di revisione, volta a verificare i profili di legalità, responsabilità e correttezza di alcune operazioni di gestione che hanno causato alle società importanti costi. è stato un atto dovuto da parte del nuovo consiglio di amministrazione, alla luce della documentazione e delle informazioni acquisite».

Altro tema che ha animato la campagna elettorale è senza dubbio quello della sicurezza. Il promesso cambio di rotta è avvenuto? Quali sono i risultati tangibili e visibili dai vogheresi che la sua amministrazione ha portato? «Il nostro assessorato si è da subito impegnato al fine di assicurare sia la sicurezza pubblica, che si riferisce prevalentemente all’incolumità dei cittadini e alla tutela della proprietà, sia la sicurezza urbana, finalizzata a garantire una buona qualità della vita ai cittadini, attraverso il pieno godimento dello spazio urbano. Ciò che provoca nei nostri cittadini una percezione di insicurezza e degrado sono fenomeni di  microcriminalità, di accattonaggio, di vandalismo, accentuatisi all’indomani della pandemia. Purtroppo la legge n. 48/2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, consegna ai sindaci poteri di prevenzione e repressione di fatti che il legislatore penale già incrimina autonomamente (come lo spaccio di stupefacenti), o che già ha ritenuto di depenalizzare, configurandoli come illecito amministrativo (ubriachezza in luogo pubblico) o abrogare (accattonaggio). Nonostante ciò stiamo facendo tutto il possibile con i mezzi a disposizione per dare serenità ai nostri cittadini; la collaborazione con le forze dell’ordine è ottima, e di concerto con Carabinieri e Polizia cerchiamo di intervenire nelle zone più a rischio e laddove vi sono segnalazioni. A breve verranno collocate una cinquantina di telecamere per la città che ci aiuteranno a prevenire e a mappare gli episodi di microcriminalità e di vandalismo. Importante è anche il lavoro dell’assessorato alle politiche sociali, a sostegno di quei casi di povertà estrema e di vagabondaggio che non sempre accettano l’aiuto loro rivolto».

Voghera ed i suoi negozi: settore quello del commercio profondamente colpito dalla pandemia. I commercianti vogheresi sono sempre molto attivi e propositivi nel rimboccarsi le maniche, ma anche nel chiedere alle Istituzioni un aiuto per poter ricominciare. L’amministrazione Garlaschelli cosa ha fatto, cosa sta facendo e cosa intende fare per aiutare i negozi del centro? E quelli di periferia? «Il commercio e la ristorazione sono tra i settori più colpiti dalla pandemia, negli scorsi mesi abbiamo stanziato 100mila euro sotto forma di bonus proprio a favore di coloro che hanno subito durante il 2020 un calo di fatturato. Oggi soffia un vento leggero di ripresa. L’Istat la scorsa settimana ha dichiarato che l’indice di fiducia dei consumatori, a maggio, è salito a quota 110,6, ai massimi dal gennaio 2020 (prima dell’era Covid). L’amministrazione sta condividendo con le associazioni di categoria dei commercianti iniziative volte a stimolare la ripartenza ed il ritorno ad una prudente normalità. Ci sono già state alcune riunioni ed altre a breve si terranno per mettere a punto un programma condiviso di iniziative per rivitalizzare la città e la sua economia».

I primi eventi organizzati sotto la sua guida sono stati quelli andati in scena in occasione dell’Ascensione. Molte critiche, soprattutto in riferimento alla manifestazione tenutasi presso il Castello. Rifarebbe tutto oppure cambierebbe qualche aspetto degli eventi pensati e promossi? «Da novembre 2020 abbiamo incominciato prudenzialmente ad immaginare un evento alternativo alla tradizionale fiera, alla luce dell’andamento della pandemia e della decretazione “d’urgenza” legata ai valori dell’indice Rt. Si è così pensato in primis a luoghi diversi rispetto all’area della caserma della cavalleria, e a più eventi di matrice culturale ed enogastronomica, nel rispetto delle normative anti Covid vigenti, il tutto nella speranza che la Lombardia potesse trovarsi in zona gialla nel mese di maggio 2021. Abbiamo accolto la proposta che ha dato origine ad Iriavinum immaginando che potesse riproporre una situazione simile all’evento 50 sfumature di Pinot noir, con base all’interno del Castello ed eventi diffusi per le vie della città con un diretto coinvolgimento dei nostri commercianti. Su ciò che è stato ho avuto modo di confrontarmi con i commercianti, al fine di evitare in futuro eventuali fraintendimenti e far sì che gli sforzi siano comuni e massimizzino il risultato. Sono comunque soddisfatta di quanto fatto per il primo San Bovo della nostra amministrazione, accanto alle critiche vi sono stati molti apprezzamenti, abbiamo riacceso i riflettori su Voghera, che si candida ad essere la capitale del gusto e del turismo lento dell’Oltrepò Pavese, porta di accesso ad un territorio ricco di colori, sapori, tradizioni. Rendere Voghera attrattiva per i suoi cittadini e per i visitatori significa creare le condizioni per una ripartenza, per un suo sviluppo sostenibile che coniughi la dimensione ambientale ed economica con quella sociale e umana. Quello compiuto è stato un primo passo».

L’annuncio dei prossimi eventi che intende portare in scena al Castello non è davvero piaciuto alla minoranza. Tante critiche sul fatto che la strada da lei intrapresa per rivitalizzare la città sia un troppo elitaria, mi passi il termine. Cosa risponde a queste critiche? «Chi dichiara ciò offende Voghera ed i suoi cittadini, che non vivono nella caverna di Platone ma sono assolutamente capaci di apprezzare e godere degli eventi proposti. Accanto alla rassegna musicale e teatrale all’interno del Castello vi saranno altri eventi dedicati ai nostri giovanissimi, per potere andare incontro ai gusti delle diverse fasce di età».

La decisione di chiudere parzialmente piazza Duomo nei week end è stata approvata dalla stragrande maggioranza della gente – a livello concettuale l’idea è piaciuta – ma criticata per le modalità con cui è stata pianificata. A suo giudizio si potevano e si dovevano coinvolgere maggiormente le associazioni di categoria e i commercianti del centro? «La chiusura parziale della piazza fa parte di un progetto sperimentale che come tale è soggetto ad aggiustamenti. L’assessorato competente aveva avuto alcune interlocuzioni con gli esercizi commerciali affacciati sulla piazza, volte a trovare una soluzione agli assembramenti. Le modifiche già intervenute rispetto alla prima ipotesi, sono frutto dell’ascolto delle istanze dei commercianti. Il loro coinvolgimento è importante, su un tema viabilità/zone pedonali che sappiamo essere controverso in quanto qualunque decisione si prenda risulta impopolare perché scontenta una parte della popolazione».

Cosa state pensando, qualora lo riteniate opportuno per migliorare e rendere più attrattiva piazza Duomo? «L’attuale chiusura è temporanea, potrebbe diventare in un futuro permanente, immaginando dei dehors fissi funzionali ed armonici quali spazi per il ristoro all’aperto, non avulsi dal contesto storico e architettonico circostante. Anche un rinnovato arredo urbano ed il verde potranno consentire alla nostra bella piazza di essere vissuta in modo diverso. Sono cambiamenti che richiedono tempo, per questo abbiamo avviato l’attuale percorso sperimentale, che ci consentirà di raccogliere le informazioni necessarie per valutare successivi interventi».

Il primo scossone arrivato alla vostra squadra sono state le accuse rivolte all’ assessore Miracca. La Giunta compatta si è schierata a difesa dell’ assessore, quando forse sarebbe stato più comodo – e molti in uguali circostanze avrebbero agito così – dissociarsi e chiedere all’assessore di fare un passo indietro, dando magari le dimissioni. Voi no. Perché? Cosa si aspetta ora dall’assessore Miracca per le deleghe che le competono? «Quando è in discussione la responsabilità penale esistono imprescindibili esigenze di garanzia dei soggetti coinvolti e, dunque, ogni approssimazione è da ritenersi semplicemente inammissibile. Non a caso l’art. 27 della Costituzione parla di presunzione di non colpevolezza e non di innocenza. Non un sofisma: bensì il fatto che la nostra Carta esclude che si possa essere sottoposti a indagini in mancanza di qualsivoglia “traccia” (indizio) di colpevolezza, dunque da innocenti certi, e allo stesso modo esclude che basti la “traccia” per poter considerare qualcuno colpevole. Lasciamo che sia la magistratura a valutare se esistano circostanze di colpevolezza, senza sostituirci a loro nel ruolo di giudici. Non ho elementi oggi per dubitare dell’assessore, il quale sta continuando a svolgere i suoi compiti con l’impegno di sempre».

Nell’ambito delle deleghe concesse ai vari amministratori lei ha assunto le deleghe alle Partecipate – Informatica – Cultura – Teatro – Fiera dell’Ascensione – Affari Generali – Rapporti con il Pubblico – Piano di Zona. Come mai questa scelta? Ha ritenuto che, nell’ambito della sua squadra, non ci fossero persone con le competenze necessarie? «Ho ritenuto di tenere in capo a me alcune deleghe delicate, in relazione alle quali mi confronterò nel corso del mandato con tutta la maggioranza».

Teatro: l’apertura del teatro da molti vogheresi auspicata è stata posticipata ed i costi aumentati. Quando lei si è insediata si aspettava di trovare quella situazione o era più ottimista? «Purtroppo una volta insediati all’indomani delle votazioni, abbiamo trovato una situazione diversa da quella narrata, a tal punto che in quel contesto il consiglio di amministrazione della fondazione non è apparso una priorità; per nominare un consiglio occorre avere qualcosa da amministrare. Si sono avuti diversi incontri con l’impresa che si sta occupando della ristrutturazione e siamo riusciti a trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Il progetto di recupero parziale attualmente in corso dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Se non si recupereranno nel breve periodo ulteriori risorse finanziare per il completamento delle ultime due parti, il loggione ed il foyer, potremmo immaginare di partire con una stagione teatrale nell’autunno 2022».

Il consigliere Marina Azzaretti, che ha seguito a 360° l’iter del Teatro e che non ha fatto mistero della sua volontà di mettere a disposizione la sua conoscenza e le sue capacità per la riapertura del Teatro, potrebbe essere coinvolta nel progetto di riapertura e gestione del Teatro o lo esclude a priori? «Il dialogo e la collaborazione sono sempre costruttivi, anche con chi non appartiene alle forze della coalizione».


Ai tempi di Alpeggiani si diceva che le decisioni su Voghera venivano prese al Brallo. Ora di dice che molte decisioni su Voghera vengono prese a Varzi. Cosa risponde a questa affermazione? «La maldicenza rende peggiore chi la usa».


Come spesso accade finita la campagna elettorale, anche per sopravvenuti impegni, la presenza dei politici tra la gente e tra le vie della città diminuisce. La critica che le si rivolge da più parti è che la sua presenza in città è diminuita in modo drastico, oltre al fatto che spesso non risponde alle critiche o alle problematiche che le vengono sottoposte. Cosa risponde a queste “accuse”? «Non raccolgo inutili provocazioni provenienti probabilmente da chi non ci ama. Se siamo stati meno presenti per le vie della città ciò è dovuto in parte alle restrizioni legate alla pandemia ma soprattutto al fatto che siamo tutti molto impegnati a lavorare per i nostri cittadini. L’App Municipium ci veicola gran parte delle segnalazioni sulle quali gli uffici intervengono con la massima tempestività. Abbiamo avuto molti apprezzamenti e ringraziamenti da parte degli utenti. Alle critiche cerchiamo di rispondere con i fatti, migliorando i servizi che l’amministrazione offre».

di Silvia Colombini

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