VOGHERA – LEO CLUB: «ABBIAMO DATO UN FORTE SEGNALE DELLA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO»

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Lo scorso 30 giugno è stata una data importante per Leo Club di Voghera, poiché la conclusione del loro anno sociale ha previsto, come ogni anno, l’elezione di un nuovo presidente dell’associazione benefica cittadina. Il passaggio di testimone è avvenuto tra Giacomo Matti, che di seguito traccia un resoconto dell’azione dei Leo durante il periodo più critico dell’epidemia di COVID, e Riccardo Garavani, il quale illustra i contesti ipotizzabili nei quali i membri dell’associazione si muoveranno in futuro.

Giacomo, lei è stato presidente dei Leo Club di Voghera durante questo anno che ha messo tutti a dura prova. Tuttavia, voi siete tra le associazioni che sono riuscite a non fermarsi nemmeno durante il lockdown. A chi siete riusciti a fornire il vostro aiuto e in che modi?

«In febbraio, a causa appunto del Coronavirus, il nostro sistema sanitario si è ritrovato in una situazione estremamente grave, sulla soglia del collasso. La quarantena ci ha impedito di organizzare eventi e di conseguenza siamo stati molto limitati nelle raccolte fondi. Per offrire comunque un contributo, abbiamo deciso di effettuare una donazione noi stessi: dalle donazioni dei soci, appartenenti sia ai Leo Club che ai Lions Club della 2^ e della 5^ circoscrizione (vale a dire della provincia di Pavia) – noi compresi, abbiamo ricavato un totale di euro 74.000. La quota è stata in un primo momento depositata in una cassa comune. In accordo con i vari primari e a seconda delle esigenze, è stata utilizzata per acquistare i presidi richiesti (come, ad esempio, le mascherine chirurgiche, le tute protettive…) che sono stati tempestivamente consegnati agli ospedali di Voghera, Vigevano e Stradella. Inoltre, sempre grazie a questi fondi, ad ognuna di queste tre strutture ospedaliere è stato donato un ecografo. Dopo un marzo in cui abbiamo provveduto a consegnare il materiale e ad organizzarci tra di noi, ad aprile siamo stati contattati dai membri dell’associazione benefica Free Spirit. Erano già in possesso di una stampante 3D, che era stata totalmente convertita alla produzione di visiere protettive; tuttavia la richiesta è aumentata esponenzialmente, e si è presentata la necessità di una seconda stampante. Noi siamo riusciti ad acquistarla secondo le loro indicazioni e a donargliela, così da raddoppiare il numero di visiere prodotte. Quelle fabbricate con la stampante procurata da noi, che è tutt’ora in funzione, vengono fornite all’Ospedale di Voghera. Abbiamo infine concluso l’anno sociale (che va da settembre a giugno) con la donazione di tre tablet, dotati di rispettive cover, alla casa di riposo “Zanaboni” di Voghera, che era stata individuata come service di quest’anno. Un service è un’associazione che gli stessi Leo e Lions individuano all’inizio di ogni anno come beneficiaria; viene proposta dal presidente del club e decisa insieme agli altri membri. Inizialmente avevamo concordato di fornire un altro tipo di materiale, ma poi il COVID ha completamente cambiato le carte in tavola e quello che mancava veramente era il contatto con le famiglie. Dopo esserci accordati con la direttrice, abbiamo quindi acquistato i tre tablet e un impianto stereo, in sostituzione di quello vecchio, e li abbiamo forniti  alla casa di riposo, in modo da far trascorrere ai suoi ospiti giornate quanto possibile migliori.  Il materiale tecnologico è ancora utilizzato a pieno regime».

Secondo lei il lavoro dei Leo e dei Lions Club, durante la pandemia, ha avuto un ruolo significativo, almeno per quanto riguarda il nostro territorio?

«Io penso che sia stato importante soprattutto il modo in cui abbiamo agito. L’epidemia di COVID ha colpito all’improvviso qualunque tipo di attività e di ente e, soprattutto per un’associazione no-profit come la nostra, è stato molto difficile portare avanti le donazioni senza poter organizzare iniziative o eventi, perché non abbiamo altri introiti ovviamente. Tuttavia sono molto contento del fatto che, nonostante ciò, siamo riusciti a rimanere uniti e in contatto, a organizzarci bene e tempestivamente, e a raccogliere comunque cifre considerevoli che hanno garantito l’acquisto del materiale indispensabile. Secondo me, l’importanza delle associazioni benefiche emerge soprattutto nei momenti straordinari. Chiaramente non possiamo risolvere problemi troppo più grandi di noi, ma, nelle nostre possibilità, trovo che abbiamo dato un forte segnale della nostra presenza sul territorio».

L’anno sociale da poco iniziato  per i Leo Club di Voghera, vede lei, Riccardo, in qualità di nuovo presidente. La situazione futura è incerta, ma ha già in mente dei progetti futuri?

«Abbiamo di fronte a noi due possibili scenari: uno, quello che tutti ci auguriamo, che prevede la fine dell’emergenza sanitaria; l’altro, che per quanto negativo è da tenere in considerazione, in cui l’epidemia non sarà ancora debellata o quantomeno contenuta a livelli che si possono considerare sicuri. Nel primo caso, ci muoveremo verso la tutela di quelle persone che sono state più colpite dall’emergenza; penso ad esempio ai poveri, ai più indigenti ma anche ai nostri coetanei, ai giovani, che sono stati privati di molte opportunità e, talvolta, anche dei propri cari – situazione che potrebbe averli segnati dal punto di vista psicologico. Se invece, ahimè, la situazione non dovesse migliorare, continueremo ad agire come abbiamo fatto finora, cercando quindi di attenuarne le conseguenze con il nostro contributo, mettendo però in atto metodi diversi di seguire i nostri services; potremmo anche portare avanti delle campagne di sensibilizzazione, ad esempio, sul vaccino, quando e se – speriamo –  verrà trovato. Queste, per adesso, sono solo ipotesi che devono anche essere condivise con i soci, e a livello pratico bisogna stare a vedere come si evolveranno le cose. In ogni caso, nell’immediato, organizzeremo un meeting con gli altri club Leo e Lions della zona, e se emergeranno delle opportunità di service daremo il nostro contributo operativo senza alcun dubbio. Siamo pronti a metterci in gioco, perché abbiamo tra di noi dei soci veramente in gamba, persone eccezionali, grazie alle quali possiamo raggiungere degli ottimi risultati in qualsiasi situazione».

di Cecilia Bardoni

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