Voghera: “Paola Garlaschelli appare quasi ‘la sindaca dello schermo’, per usare un linguaggio dantesco a lei caro”

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Riconfermata Segretaria del Circolo Pd di Voghera dopo “la delusione” elettorale di settembre alle elezioni comunali dove il Pd ha raggiunto il 7,3% dei voti guadagnando un solo seggio, Alessandra Bazardi ci rimette la faccia. Con lei una lunga “chiacchierata” sui temi caldi della città
Bazardi, com’è oggi “lo stato di salute” del Pd cittadino dopo la delusione elettorale alle amministrative comunali?
«La politica è fluida. Non si vince mai e non si perde mai per sempre. A distanza di un anno vedo un PD più compatto all’interno e aperto al dialogo con le altre forze politiche e civiche, si è rinnovato, ha recuperato pezzi e rapporti interrotti, vuole confrontarsi con associazioni e sindacati, ascoltare le esigenze della gente, lavorare nell’oggi pianificando il domani.
Le elezioni amministrative sono state un pesante e doloroso spartiacque che ci ha obbligati a ripensare al nostro modo di rapportarci con la città, anche se è tipico della sinistra essere in continua discussione, quasi un congresso e una campagna elettorale perenne. Da quando sono segretario (dicembre 2015) il PD ha vissuto stagioni appassionanti ma anche tormentate, ha cambiato pelle più volte. A livello locale abbiamo seguito le evoluzioni e portato avanti le linee guida del partito nazionale, abbiamo affrontato battaglie legali e un ballottaggio “bis”, vissuto scissioni e nascite di altri partiti, ricercato nuove alleanze per ampliare il campo progressista, con cambi di rotta e dolorosi addii. Non è stato facile mantenere la barra dritta e alto il livello di interesse all’interno del circolo, ma soprattutto non sempre il lavoro ha pagato. Però io amo le sfide e lavorare in squadra. Per me il partito viene prima di tutto e di tutti. Quando si fa parte di una comunità occorre essere a disposizione e non il contrario se si vuole raggiungere un obiettivo comune, ambizioso e che porta lontano. Che poi è quello che conta. Il tempo ci ha dato un po’ ragione, alla luce di quanto successo a livello nazionale con la nascita del governo di larghe intese, ma soprattutto dopo le note e tristi vicende che hanno coinvolto la Lega e portato Voghera sulle prime pagine della cronaca nazionale. L’alleanza che vedeva il PD in coalizione con Nicola Affronti candidato sindaco, alleanza su cui è stata fatta una battaglia politica, umana, mediatica, personale, nasceva nell’epoca post-Covid come “patto programmatico per la città”, era un modo per unire alle competenze amministrative dei moderati la novità di metodo di lavoro e programmatica del centro sinistra, per rilanciare Voghera portandola fuori dal tunnel della pandemia e della crisi economica. Ma nasceva soprattutto dalla paura di una pericolosa svolta a destra, una destra sovranista che ha poco in comune con i valori dei moderati e progressisti e con Voghera. E di cui siamo oggi testimoni nelle parole e nei fatti. Sono convinta che molti elettori del centrodestra, chi ha supportato al ballottaggio la Garlaschelli o semplicemente chi si è tirato fuori dalla partita consentendole di vincere abbia un grosso rimorso e senso di colpa nei confronti della città.»
Lei è stata riconfermata segretario cittadino a febbraio di quest’anno. Tra i suoi obbiettivi, “coinvolgere il maggior numero di iscritti e di aprirsi a esterni, esperti, tecnici o semplicemente cittadini che hanno voglia di impegnarsi per Voghera”. Ad oggi quanti iscritti contate e in che modo state coinvolgendo i cittadini a voi “vicini”?
«Dopo le elezioni mi sono messa a disposizione del partito e durante l’assemblea degli iscritti è stato votato un documento strategico programmatico molto ambizioso che prevedeva significativi cambiamenti e una serie di azioni da pianificare nel tempo, ma che sostanzialmente mi rinnovava la fiducia. L’obiettivo è esattamente questo: coinvolgere i nostri iscritti in iniziative che li facciano sentire parte attiva di una comunità e avvicinare al partito persone anche in una modalità civica. In questo il progetto delle Agorà democratiche – lanciato dal segretario Enrico Letta – che vogliono stimolare discussioni, temi, progetti locali e di rilevanza nazionale ci aiuta molto e ci fa capire che siamo in perfetta linea col nazionale. Il tesseramento 2021 è partito a metà anno ed è ancora aperto. Oltre ai rinnovi stiamo avendo adesioni di nuove persone. L’anno scorso abbiamo chiuso con oltre 100 iscritti, speriamo di mantenere e superare la quota. Ma soprattutto speriamo che il PD attiri i giovani.»
Altra novità da lei annunciata, la creazione di commissioni tematiche, vale a dire gruppi di lavoro volti a presidiare i temi importanti (in coerenza col programma elettorale Pd) per essere sempre più incisivi a livello politico e in consiglio comunale e aprirsi all’esterno riallacciando rapporti con i vari ambiti del tessuto sociale. Quali sono gli sviluppi concreti di questo progetto?
«Diciamo che Voghera ancora una volta è stata apripista. Le commissioni, le nostre piccole Agorà, sono proprio piazze di discussione, confronto, lavoro collettivo, che mettono a confronto iscritti al PD ed esterni, si riuniscono in modo autonomo, ma strutturato, hanno l’obiettivo di presidiare i temi prioritari per il PD (sanità, ambiente, scuola, lavoro, diritti, welfare), coltivare il rapporto con le associazioni e i sindacati, monitorare i problemi della città (quartieri), ma anche progettare e allargare allargare il campo di azione nell’ambito della cultura, comunicazione, tempo libero, sport o della formazione dei futuri dirigenti politici. Alcuni progetti si sono già concretizzati, ne cito uno su tutti: la commissione sanità ha lavorato in sinergia con il PD provinciale e regionale per le proposte sulla Riforma della Legge 23 della Sanità Lombarda.»
Sede del circolo: avete trovato un’ubicazione e i fondi necessari?
«Il tesseramento, la Festa dell’Unità e una sottoscrizione tra gli iscritti e simpatizzanti hanno permesso di trovare i fondi per la sede e per riprendere quando sarà possibile l’attività politica tra la gente a pieno ritmo. Proprio in questi giorni sto visionando alcuni locali da sottoporre al direttivo. Vorremmo che la nuova sede oltre a essere un luogo di riunioni diventasse la “Casa dei Vogheresi”, dove i cittadini entrano per parlare di politica e dei problemi della città. Non nascondo che mi piacerebbe dar vita a una “grande casa comune della sinistra”, una sorta di “hub”, di laboratorio politico, culturale, sociale, uno spazio multifunzionante, condiviso dalle forze politiche e civiche del mondo progressista. Sarebbe un bellissimo messaggio… Ma capisco che al momento sia un progetto difficilmente realizzabile perché ognuno di noi ha un proprio spazio e un percorso che sta portando avanti. In ogni caso noi ci siamo!»
Quest’anno dopo lo stop forzato per l’emergenza sanitaria, siete riusciti ad organizzare la festa simbolo del partito, la Festa dell’Unità a Rivanazzano Terme. Soddisfatti?
«Soddisfattissimi! Vedere tanti volontari che mi hanno dato fiducia e seguìto in questa “pazzia” è stato emozionante: la squadra PD, a testa bassa, ha lavorato con entusiasmo e competenza per portare a casa il risultato. Diciamo la verità, era una scommessa ambiziosa e molto rischiosa. Per alcune notti non ho dormito! Abbiamo organizzato tutto in pochissimo tempo, la possibilità di dover annullare all’ultimo o di perdere soldi era alta proprio perché ad agosto la situazione pandemica era ancora in bilico e la questione green pass una grossa incognita. C’era la concreta possibilità, il rischio che la festa fosse in tono minore, invece la gente ha risposto alla grande, ha apprezzato cibo, dibattiti, musica e atmosfera. Fare la festa quest’anno era però fondamentale: al di là degli aspetti economici occorreva lanciare un messaggio politico: il PD c’è. Ed è stata proprio la festa all’insegna dell’unità, dell’inclusione, della rinascita della Sinistra. Oltre ai nostri rappresentanti istituzionali e a persone della società civile e del sindacato, che operano sul territorio, abbiamo aperto alle altre forze invitando ai dibattiti protagonisti della vita politica del territorio. Sono molto orgogliosa che “persone che fanno parte della storia di Voghera” come Vittorio Emiliani, Ambrogio Arbasino, gli ex sindaci Carlo Scotti, Paolo Affronti e Alberto Gatti abbiano accettato il nostro invito di partecipare a un dibattito che parlava della Voghera di ieri e di oggi e che il consigliere civico Giorgio Barbarini abbia portato il suo contributo al dibattito sulla sanità. Bravi anche i Giovani Democratici che hanno dato vita a un confronto tra amministratori e figure istituzionali sul tema del territorio. Come sempre grazie all’amministrazione di Rivanazzano per la disponibilità e al segretario PD Stefano Alberici che ha lavorato in sinergia trasformando la festa in un momento di condivisione su temi comuni. Questa è la strada per il futuro, una collaborazione coordinata tra circoli su tutto il territorio.»
Il Pd alle amministrative del settembre 2020, con Ilaria Balduzzi, si è guadagnato un posto in consiglio comunale. Come giudica l’operato della consigliera Balduzzi?
«Ilaria Balduzzi svolge molto bene il suo ruolo di consigliera di opposizione, non è sicuro una voce silente, quello che deve dire lo dice con precisione, competenza e passione. Anche nell’ultimo consiglio comunale ha portato avanti la linea politica del PD: impegnarsi per una città che abbia alla base principi quali la democrazia, la trasparenza, l’inclusione, la visione futura, la progettualità e il dialogo (spesso devo dire carente con questa amministrazione). Ho molto apprezzato l’idea di fare squadra nell’ambito della coalizione pur mantenendo la piena autonomia e di volersi confrontare con tutte le forze dell’opposizione come promotrice di una azione corale dell’opposizione consiliare. Noi siamo il PD, questo è il nostro ruolo.»
Veniamo ai giorni nostri. Il giorno dopo i fatti tragici di Piazza Meardi lei ha dichiarato: “Io resto stupefatta dalla serenità di Paola Garlaschelli”. La pensa ancora così?
«Purtroppo sì. Serenità, dettata dalla lontananza dalla città e dalla mancata percezione di quello che sta succedendo. Basterebbe parlare con la gente per capire il livello di preoccupazione e insoddisfazione o almeno guardare le persone negli occhi per vedere lo sbigottimento che stanno vivendo. Lo dico con dispiacere perché a perderci è proprio lei, Paola Garlaschelli, che appare quasi “la sindaca dello schermo”, per usare un linguaggio dantesco a lei caro. Io non avrei ascoltato nessuno, mi sarei fatta carico di rappresentare la città: avrei incontrato subito i parenti del ragazzo ucciso, avrei risposto alle domande dei giornalisti, a costo di mostrarmi sensibile e fragile, poi avrei preso subito le distanze dall’assessore e le necessarie decisioni. Ne sarebbe uscita bene e avrebbe conquistato i cittadini. Invece nulla, Massimo Adriatici si è dimesso lui, una settimana dopo, a seguito della convalida degli arresti domiciliari, e lei ne ha preso atto. Con serenità.»
Tutti ne parlano sia a livello locale che a livello nazionale, ci riferiamo ovviamente alle conversazioni, poi rese pubbliche, tra il sindaco Garlaschelli e alcuni assessori della Giunta, all’interno di una chat, riguardante i migranti. Sulla questione si è mosso anche Pd nazionale, con Alan Ferrari che ritiene doverose e necessarie le dimissioni della sindaca di Voghera. Lei come rappresentante del Pd locale quali azioni intende mettere in campo difronte a questa situazione?
«Il Pd si è mosso a tutti i livelli – locale, provinciale, regionale e nazionale – come un vero partito deve fare in queste situazioni. Dopo le dure prese di posizione e il presidio di luglio sulla sicurezza in Piazza Duomo, sono state messe in campo numerose azioni politiche, istituzionali, civiche. I nostri istituzionali sono stati ricevuti dal prefetto, a cui hanno manifestato preoccupazione, hanno costantemente informato i vertici nazionali del partito. Tutto il PD ha vissuto quotidianamente quanto stava succedendo a Voghera. È inaccettabile per noi democratici per cui il concetto di sicurezza parte dalla inclusione e assistenza e non dalla repressione assistere a tutto ciò. Di fronte a una simile delegittimazione e svilimento delle istituzioni l’unica soluzione è chiedere scusa ai cittadini, in particolare alla comunità marocchina, e rassegnare le dimissioni.
Che ruolo delle istituzioni emerge dalle parole della chat? Inadeguatezza, incapacità, mancanza di serietà. La città ha un problema serio e invece di risolverlo si perde tempo con risatine e battute. La chat della giunta diventa un club in cui ci si esprime in tono snob che sfiora quasi il razzismo. Scherzare e schernire persone con problemi o semplicemente di etnie diverse non è accettabile, figuriamoci se a farlo sono quelle figure istituzionali che alla soluzione dei problemi dovrebbero lavorare con professionalità in nome della comunità che li ha eletti. Ho intenzione di convocare presto un tavolo allargato di tutte le forze moderate e progressiste che hanno a cuore il bene della città per pensare, insieme, a organizzare qualche azione congiunta: sarebbe bello ascoltare i cittadini, aprire un microfono “virtuale” alla città perché in questo momento i Vogheresi hanno voglia e bisogno di rassicurazioni e di essere ascoltati.»
Dopo Massimo Adriatici, via anche Francesca Miracca, assessore al Commercio. Di quest’ultima scelta della Giunta di “allontanare” la Miracca, cosa ne pensa?
«Il Pd è lontano anni luce da simili comportamenti e modalità di espressione. Ma se la motivazione – come è scritto nella notifica di revoca delle deleghe – sono le frasi pronunciate da Francesca Miracca nel suo locale, che sono state riportate, ma mai dichiarate alla stampa, e se la sindaca non approva – e su questo concordo – il modo di esprimersi su determinati argomenti che riguardano i più fragili e le diverse etnie, allora mi chiedo come possa ritenere meno gravi le frasi scritte da lei e dall’assessore Gabba che incitano a sparare, anche se in una chat privata. Perché altrettanto gravi e potenzialmente pericolose. Ma di sicuro togliendo le deleghe all’assessore ai lavori pubblici dovrebbe toglierle a se stessa, forse in questo sta la differenza.»
Le new entry dell’amministrazione Garlaschelli sono Carlo Fugini che guiderà l’ecologia, l’ambiente e la Cultura, Maria Cristina Malvicini che si occuperà di Commercio, Turismo, Suap, Promozione territorio e prodotti tipici, Eventi enogastronomici, Fiere e Mercati e William Tura, neo assessore alla sicurezza. Cosa ne pensa di questo rimpasto?
«Chiamiamolo rimpastrocchio. Lacunoso, nei tempi e nei contenuti. È la conferma che questa amministrazione non riesce, non può, non ce la fa ad andare avanti. Lentezza, macchinosità e divisioni interne stanno logorando la giunta. Altroché “il fare concreto”. Dopo mesi di esposizione mediatica, una indagine per presunta corruzione elettorale, un assessore agli arresti domiciliari per l’uccisione del povero Youns El Boussettaoui, invece di rispondere immediatamente con un cambio di passo deciso e veloce, l’estate “insicura” di Voghera è trascorsa tra transenne fiorite e selfie per i dossi in Strada Valle, in attesa di trovare gli equilibri di maggioranza. E quando sembrava si fossero trovati abbiamo scoperto che ci sono molti scontenti, ma soprattutto che la coperta è corta e sempre della Lega: l’assessorato alla sicurezza è part time con urbanistica e territorio. Il giro di valzer degli assessori non ci convince, la musica è finita.»

                                di Silvia Colombini

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