VOGHERA – «PRIMARIE DI PARTITO INUTILI, IL CANDIDATO PD È ILARIA BALDUZZI»

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Il momento per il Pd vogherese è delicato. Dopo l’addio e la conseguente decisione di Pier Ezio Ghezzi di correre da solo le divisioni nel centrosinistra rischiano seriamente di compromettere la partita a tutto vantaggio del centrodestra. Il capogruppo in consiglio comunale Roberto Gallotti analizza la situazione.

Gallotti come vi state muovendo sul fronte delle alleanze in vista delle elezioni?

«Mi permetta di dire in premessa che non è solo il centrosinistra ad avere difficoltà: forse il centrodestra sa tenere le tensioni interne più nascoste, ma non si può negare che esistano forti contrasti anche al loro interno. Ne è testimonianza il caso Azzaretti, scoppiato in periodo elettorale con una motivazione che coinvolge uno dei partiti dell’alleanza teorica di centrodestra, la Lega. Parlando di noi alcuni passi si sono fatti, ci sono stati incontri con le forze dell’ampio perimetro del centrosinistra e del civismo con alterna fortuna per via dell’uscita di Ghezzi. Quando avremo finito questo giro di ascolto, che testimonia la volontà del Partito Democratico di riunire la più ampia coalizione possibile, dal mondo civico del centro democratico, ci riuniremo con questa coalizione e individueremo quello che saranno le idee innovative da mettere in campo per rompere definitivamente con il passato».

Ste benedette primarie alla fine si faranno o no?

«Credo che le primarie siano in generale un’ottima modalità per la ricerca del candidato sindaco, ma per quanto riguarda noi a questo punto le primarie di partito sono assolutamente inutili perché il PD ha una candidata sindaca unica in Ilaria Balduzzi. Per quanto riguarda le primarie di coalizione invece debbo rilevare che si stanno svolgendo in questi giorni riunioni a ritmo intenso alfine di chiudere al più presto questa partita nella speranza che la coalizione sia la più ampia possibile per avere più ampie possibilità di successo. In ogni caso bisogna agire in tempi brevi per ufficializzare la candidatura il più presto possibile dato che siamo già in ritardo rispetto alla tabella di marcia».

Lo strappo di Ghezzi l’ha fatta arrabbiare?

«Non mi permetto di giudicare i comportamenti degli altri, soprattutto se si tratta di una persona che stimo e con il quale sono legato da sincera amicizia da molti anni. Posso solo dire che se lo ha fatto avrà le Sue convinzioni che io ho osservato con il massimo rispetto. Posso solo dire che mi è dispiaciuto molto che abbia adottato questo comportamento, ma ripeto lo rispetto e proprio per questo i rapporti sono rimasti buoni pur non mantenendo contatti frequenti come in precedenza».

Quello con i Cinque Stelle vogheresi somiglia sempre di più al matrimonio che “non s’ha da fare”. A che punto sono le trattative con loro?

«Penso che le trattative con il Movimento 5 stelle non siano andate a buon fine a causa delle loro dinamiche interne che impedivano di partecipare ad eventuali primarie. Comunque nulla vieta un’eventuale collaborazione stretta futura anche in riferimento alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna, che come si sa rappresentano uno spartiacque per la politica italiana».

Secondo lei qual è la strategia che vi offre maggiori possibilità di arrivare al ballottaggio?

«Non credo che esistano strategie che possano portare alla possibilità di un ballottaggio, non ritengo che esistano particolari ricette. Penso invece sia necessario fin da subito intervenire in tutte le zone o quartieri di Voghera con un porta a porta per un confronto con i cittadini che possa portare a nostra conoscenza i problemi delle famiglie e a loro i programmi del Pd per un deciso cambio di passo nella gestione della città, per tentare quel miglioramento che vent’anni di amministrazione di centrodestra non hanno saputo dare».

Su quali temi darete battaglia nei prossimi mesi?

«Tutti quei problemi dei cittadini di Voghera che molto spesso vengono colpevolmente dimenticati, soprattutto nei quartieri periferici dove l’Amministrazione è presente solamente in prossimità delle elezioni. Come Pd abbiamo presentato in questi giorni alcune interpellanze molto importanti su temi concreti: voglio citare quella che riguarda la pericolosità dell’incrocio tra via Negrotto Cambiaso e Strada Torrazza Coste che visto il nuovo incidente necessita di un intervento prima che ci scappi il  morto, senza tralasciare quella che riguarda il trasferimento della Farmacia di Viale Repubblica al Parco Baratta, operazione di vertice che lascerebbe un vasto territorio senza un servizio, perché di servizio pubblico si tratta. è in preparazione inoltre un’ulteriore interpellanze sulla gestione delle case comunali a cura di Aler che evidentemente, stante gli esigui fondi posti a disposizione, è attualmente molto deficitaria».

Lei ha svolto la sua attività lavorativa nella sanità e da sempre segue da vicino le vicende che riguardano l’ospedale. Quali sono le problematiche principali e qual è la situazione attuale del nosocomio di Voghera?

«è giusto rilevare un miglioramento strutturale di vari servizi, penso ad esempio alla prossima apertura del nuovo Pronto Soccorso, ma ritengo anche che si debba ragionare su temi molto importanti per il loro funzionamento: da questo punto di vista il rilievo della carenza di personale medico ed infermieristico è cronico, tanto è vero che esistono sempre difficoltà nell’attribuire le ferie costringendo in determinati periodi alla parziale chiusura dei Reparti».

Crede che con il nuovo Pronto soccorso si riuscirà a gestire meglio l’affluenza e rendere più veloce la gestione dei singoli casi?

«In questo caso il dubbio riguarda il personale medico ed infermieristico che lo dovrà far funzionare senza essere sottoposto ad un’attività stressante come non dovrebbe essere per quegli operatori. La mancata realizzazione in Regione Lombardia dei Presst (Presidi Territoriali) comporta il ricorso massiccio agli ospedali, soprattutto appunto al pronto soccorso, anche per i codici bianchi, il che genera gravi problemi di gestione del sistema sanitario nel suo complesso».

Come Pd avevate proposto qualche soluzione?

«Ci sono questioni che come Pd avevamo sollevato tempo fa senza aver avuto riscontri positivi: parlo del parto indolore, dei lavori che erano stati  promessi al Reparto di Psichiatria, che da anni soffre per una carenza strutturale vergognosa per la dignità delle persone che vi sono ricoverate. Un ultimo importante rilievo per quanto riguarda il prestigio dell’Ospedale: sono venuti a mancare due primari al Dipartimento Materno Infantile e ad Urologia e trattandosi di professionalità molto rilevanti per il valore dimostrato è auspicabile una loro sostituzione con personalità di spessore in grado di assicurare il prestigio necessario». 

  di Christian Draghi