Voghera – «Quello che appare alla gran parte della cittadinanza, per ora, è l’idea di una Giunta che agisce poco da squadra»

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A livello nazionale non è un buon momento per il Movimento Cinque Stelle. A Voghera, dove non ha mai goduto di un grande seguito, a portare avanti le sue istanze e il suo modo di fare politica è il consigliere Antonio Marfi, sempre in prima linea dalle fila di un’opposizione che non risparmia critiche (sempre costruttive, va detto) all’amministrazione di Paola Garlaschelli. Con il tono garbato che lo contraddistingue ha risposto alle nostre domande, dando il suo punto di vista su quanto accaduto in città nelle ultime settimane.

Il giorno dopo le elezioni vogheresi lei aveva dichiarato: “Il risultato non mi premia e non premia il Movimento 5 stelle”. A distanza di 9 mesi da quel risultato qual è lo stato di salute del Movimento 5 Stelle in quel di Voghera? «Il Movimento 5 Stelle a livello nazionale sta attraversando un momento di profondo cambiamento che si riflette anche sui gruppi locali. Ci confrontiamo spesso, circola un po’ di delusione per il contesto nazionale, ma molti attivisti continuano a seguire le vicende politiche locali, e questo è un bel segnale».

Dopo 9 mesi di Giunta Garlaschelli qual è la critica principale che muove al nuovo sindaco ed alla sua squadra? «Quello che appare alla gran parte della cittadinanza, per ora, è l’idea di una Giunta che agisce poco da squadra. C’è una linea forte della lega, dettata soprattutto da parte della Consigliera Lucchini e poi ci sono assessori che si muovono molto più singolarmente. Manca l’idea di un progetto preciso. Inoltre deve migliorare il rapporto con la cittadinanza e con le associazioni di categoria».

Qual è l’aspetto che invece l’ha sorpresa positivamente delle azione messe in campo dal nuovo sindaco? «In questi primi mesi ho trovato il sindaco abbastanza disponibile al confronto con parte della minoranza. Ho trovato coraggiosa la scelta di rendere pedonale una parte della piazza Duomo. L’evento Iriavinum può considerarsi un punto di partenza per valorizzare il nostro territorio e i suoi prodotti agricoli e alimentari. Importante ritengo il lavoro che sta svolgendo la consigliera Chindamo sulla digitalizzazione dei servizi che l’amministrazione offre alla cittadinanza».

Il potere – si dice – logora chi non ce l’ha e “fare la minoranza” è un lavoro duro e a volte poco gratificante. Come sono i rapporti con la maggioranza? «Io ho deciso di fare un’opposizione costruttiva, perché ho già fatto quella classica opposizione polemica e di bandiera. Sono un uomo libero e voglio il meglio per la mia città e se posso contribuire a migliorare o impedire alcune scelte dell’amministrazione, lo faccio senza il timore di apparire filo maggioranza. Questa maggioranza avrà sicuramente bisogno della miglior minoranza consiliare, con le idee, con le critiche e soprattutto per uscire definitivamente dalla crisi pandemica e far crescere economicamente la città. In realtà il potere ce l’ho e ce l’hanno tutti i cittadini che vogliono partecipare alla vita politica e sociale della città».

E con gli altri membri della minoranza? Sembrate spesso in sintonia su diversi aspetti della politica locale. Si può affermare che siete una squadra compatta? «A volte non ci accorgiamo che anche la minoranza consiliare ha un potere importante. Quello di indagare, suggerire, proporre, interrogare e soprattutto di informare la cittadinanza. Io voglio fare un’opposizione critica ma voglio riuscire a far promuovere mie iniziative. In questi mesi, su mia proposta è stata istituita la Consulta dell’Ambiente e redatto il relativo regolamento. Con la minoranza ci si trova d’accordo su alcuni temi, ma per ora ognuno viaggia un po’ per i fatti suoi».

Asm: cambio di rotta e cambio dei vertici aziendali come annunciato dall’amministrazione. Dal suo punto di vista è stata una “rivoluzione” positiva che ha portato a buoni risultati? «In questi anni e anche in campagna elettorale su ASM si è giocata una partita vergognosa e dannosa per la città, per la stessa azienda e per i validi dipendenti. Era necessario fare i conti col passato e rimuovere i vertici precedenti. Conosco relativamente poco il presidente Bariani, ma per ora risultati non se ne vedono. Ho predisposto già due interrogazioni consiliari che discuterò prossimamente, perché su Asm bisogna essere vigili».

Sicurezza: cosa sta funzionando e cosa no rispetto alle promesse elettorali? «Sinceramente non noto nessun cambio di rotta con la precedente amministrazione. L’assessore alla sicurezza deve ancora dimostrare di voler applicare il programma elettorale e per ora mi ricordo solo il daspo alla donna che chiede un aiuto sotto i portici del Duomo. In piazza San Bovo si è fatto pochissimo, sono state tolte soltanto delle panchine e non sono state più rimesse. In quella zona c’è ancora un forte senso di insicurezza, come nei quartieri e nell’area della stazione».

Si insiste molto sul fatto che Voghera debba diventare la capitale turistica dell’Oltrepò, vocazione che a dire il vero Voghera non ha mai avuto, ma altre sono le location dell’Oltrepò con questa destinazione. Lei è d’accordo sul fatto che il turismo oltrepadano debba partire da Voghera? «Nel programma elettorale redatto dal M5S in appoggio alla mia candidatura a Sindaco era ben chiaro quale fosse il progetto più importante: Voghera Porta dell’Oltrepò. Voghera deve essere il centro da cui partono i turisti che si vogliono dirigere in Valle Staffora ed in Oltrepò. Ma noto purtroppo che manca ancora questa volontà. Ho appena letto della creazione del progetto Visit Oltrepò e la domanda sorge spontanea, dov’è Voghera? E perché alcuni piccoli comuni viaggiano da soli? È chiaro che se l’attuale amministrazione vogherese resta ferma, non otterremo nulla di buono. Serve politica e non ancorarsi a piccoli potentati che si fanno la guerra per questioni partitiche».

è stato molto critico sugli eventi che la nuova amministrazione intende portare in campo per animare le serate estive. Cosa si potrebbe e dovrebbe fare a suo giudizio e con i fondi disponibili per rendere attrattiva Voghera? «Ovviamente, visto che ad oggi non c’è ancora nulla di concreto; mentre altri comuni come Vigevano e Pavia hanno già pronta l’offerta culturale estiva. Sono critico perché credo che ad oggi non si abbiano idee e progetti nuovi, ma si voglia mutuare dalle proposte effettuate dalla giunta Barbieri e che sono state spesso delle manifestazioni macedonia dove c’era dentro di tutto. Per prima cosa valorizzerei il ruolo assegnato ad un consigliere comunale della maggioranza per cercare i fondi necessari ad avviare prima una progettazione dell’offerta culturale e poi realizzarla. È necessario sapere cosa si vuole proporre e a chi si vuole proporlo, se invece l’idea è quella di giovedì di sera che non erano nient’altro che delle notti bianche fatte un po’ prima, allora sarò sempre molto critico».

Iriavinum e Fuori Sensia. Lei ha presentato un’interrogazione per capire se le risorse pubbliche investite hanno portato benefici alla città. Inoltre ha raccolto idee e commenti di commercianti e abitanti. Che quadro è emerso su questo primo evento targato Paola Garlaschelli? «Bisogna ammettere che gli eventi del periodo dell’ascensione proposti dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di categoria dei commercianti, hanno acceso un dibattito che ritengo utile a tutti. È facile fare opposizione con i no e con le critiche e con le polemiche schierandosi con uno o con l’altro, cercando di mettere in contrapposizione l’amministrazione comunale e importanti attori economici della città. La mia interrogazione serve proprio per creare trasparenza e per interrogarci su come migliorare questo evento, visto che la città ha risposto con entusiasmo, nonostante le tante restrizioni. Già nel 2011 avevo proposto al comandante dei vigili che si occupava dell’organizzazione dell’Ascensione di realizzare una fiera itinerante, diffusa in città, ci arriveremo e allora potrò dire che le nostre idee erano valide già dieci anni fa».

La chiusura parziale di piazza Duomo, è stata concettualmente da lei ben accolta. Dove invece lei ritiene siano stati fatti errori e quali tangibili e fattibili iniziative metterebbe in atto per rendere più attrattiva la piazza? «Ho trovato coraggiosa da parte dell’amministrazione e dell’assessore la scelta di chiudere una parte di piazza Duomo alle vetture, rendendola pedonale. Purtroppo la scelta è stata fatta senza un proficuo confronto con le associazioni di categoria dei commercianti e con i residenti, e questo ha comportato una serie di problemi e alimentato forti polemiche. Per fare una scelta del genere ci vuole un progetto preciso, condiviso, anche con il confronto con gli altri assessorati della cultura, della viabilità e della sicurezza. Ritengo necessario che la chiusura parziale della piazza sia accompagnato da una serie di eventi culturali ed è necessario renderla più bella, con fioriere e panchine».

La sua ultima “battaglia” a suon di interpellanze è stata quella relativa alla chiusura del Ponte Rosso. Battaglia vinta che ha posticipato la chiusura totale del Ponte e che ha accontentato residenti e commercianti del quartiere. Prossime interpellanze sulla scrivania di Antonio Marfi? «La verità è che i cittadini dell’oltrestaffora si sono fatti sentire e le interpellanze della minoranza hanno solo integrato la loro protesta. Non entro nel merito tecnico ma chiudere il ponte per un mese in quel periodo era davvero problematico. La scelta di posticipare è utile, ma bisogna iniziare a pensare seriamente alla viabilità dell’oltrestaffora anche ipotizzando un nuovo ponte in zona Sturla. Ho limitato molto le interpellanze, cercando di concentrarle su temi che ritengo urgenti e importanti della città. La prossima sarà sicuramente sul Bíodigestore di Campoferro, ma in realtà non vedo l’ora di ritornare a parlare con i cittadini per confrontarmi sui temi e sui problemi».

Come la Lega ha l’onorevole Lucchini molto presente nel partecipare alla politica locale, il Movimento 5 Stelle ha l’onorevole Romaniello che almeno apparentemente è accusato di essere meno partecipe ai problemi del territorio. È vero? Si aspettava o si aspetta un aiuto maggiore da Romaniello? «Devo dire che ho trovato inappropriata la candidatura dell’onorevole Lucchini al consiglio comunale, sembra quasi che a Roma non ci sia nulla da fare. Per questo non ho da muovere critiche all’onorevole Romaniello, che questi anni si è speso soprattutto per il bene dell’intera nazione e non per logiche di consenso elettorale. Chiaramente le amministrazioni locali sono per la maggioranza di centro destra e quindi trovano nell’onorevole Lucchini un interlocutore più vicino alle loro ideologie. Ho seguito molto da vicino il lavoro dell’onorevole Romaniello ed ha sempre dedicato tempo ad incontrare molti sindaci del territorio, cittadini e comitati. Quando è stato chiamato per i problemi del territorio, si è sempre reso disponibile. Devo dire che non mi piacciono molto i politici che inaugurano qualsiasi cosa e tagliano nastri per qualsiasi sagra. Infine se si lasciassero da parte gli interessi di Partito e le lotte interne per il potere, forse ci si concentrerebbe sui problemi e sulle potenzialità del territorio in un momento di forte bisogno di rilancio».

di Silvia Colombini

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