Voghera – Santamaria: “Personalmente ho votato la Garlaschelli, pensavo fosse realmente un’esponente del “fare””

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“La buona destra” è un partito politico nato circa un anno fa con l’obiettivo di fornire un’alternativa ai movimenti populisti e sovranisti di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini. Coordinatore di questo nuovo soggetto è Filippo Rossi, già noto per essere stato vicinissimo al Gianfranco Fini del “Che fai, mi cacci?”, nonché fra i promotori del celebre festival culturale viterbese “Caffeina” (evento che ha del miracoloso – nonostante qualche contenzioso economico – e che fra l’altro è divenuto nel tempo un vero e proprio fenomeno social, con oltre tre milioni di follower su Facebook). L’ideologia del movimento è sintetizzata in venti punti programmatici: fra questi il coinvolgimento della società civile nella scena pubblica, la competitività del sistema-paese in un quadro federativo europeo, la sostenibilità del debito pubblico, la semplificazione normativa, la meritocrazia, il riformismo, il rispetto della vita umana e dei diritti inalienabili. Il partito si sta strutturando e conta al momento 5000 iscritti e 150 comitati promotori a livello nazionale. “La buona destra” a Voghera è associata al nome di Gianpiero Santamaria, che abbiamo intervistato.

Santamaria, lei si è affacciato negli scorsi mesi sulla scena politica vogherese; all’interno di una formazione nuova per la città, “La buona destra”, e in un momento particolarmente delicato: era infatti già in corso la campagna elettorale che avrebbe portato ad eleggere un nuovo governo cittadino. In questo periodo lei è stato molto attivo sui social networks, ma date anche le restrizioni connesse alla pandemia ha avuto poche occasioni per incontrare i cittadini di Voghera. Le chiedo dunque di presentarsi a chi non la conosce: chi è Gianpiero Santamaria? «Sono un quasi cinquantenne nato a Monza, cresciuto politicamente in Brianza. Iscritto a 15 anni nei giovani di destra, a 20 nei giovani di destra universitari, consigliere comunale per 12 anni, eletto nel centro destra in quota Alleanza Nazionale. Mi occupo della gestione del contenzioso per PMI e banche con due sedi (Tortona-Monza). Nei weekend (da quasi 20 anni) seguo l’azienda di famiglia, un’azienda vitivinicola in alta collina Salice Terme. Risiedo a Voghera con mio figlio che studia in città».

Ci vuole spiegare i capisaldi de “La Buona Destra”? Quali sono le vostre idee e quali relazioni avete con gli altri partiti? «Nel settembre scorso ho raccolto la richiesta dell’amico Vittorio Tozzini, per un mio impegno in Buona Destra nella provincia di Pavia, per costituire un comitato provinciale che ci porterà al congresso fondativo del 23 novembre a Roma. L’ambizione di Filippo Rossi, il nostro coordinatore nazionale di BD, è quella di costruire una destra liberale, europea, che tuteli gli interessi nazionali dai miopi sovranismi. Guardiamo con simpatia ad Azione di Carlo Calenda e al nuovo partito di Toti e Brugnaro, Coraggio Italia».

A Voghera durante le ultime due elezioni amministrative l’area di destra / centrodestra si è presentata agli elettori divisa in due o anche tre compagini avversarie, ognuna con un proprio candidato sindaco. La città, insomma, pur manifestando chiaramente idee di stampo conservatore, non è riuscita ad esprimere posizioni univoche a livello delle liste. In un quadro già così frammentario, perché dovrebbe essere utile un’ulteriore formazione nel campo delle destre? Non si rischia di andare a coltivare un orticello già affollato, peraltro ricco di zappatori ma un po’ povero di seminatori? «Sicuramente Voghera è una città moderata, dove il centro-destra prevale, anche per le divisioni del centrosinistra. Divisioni dettate da egoismi e personalismi. Credo però che in questi mesi assisteremo ad un nuovo riassetto politico. Il ciclo di Forza Italia è destinato ad esaurirsi, per ragioni anche anagrafiche, non solo del presidente Berlusconi. BD pescherà sicuramente nel “campo” dell’astensione (il primo partito iriense). Abbiamo già raccolto adesioni dalle liste di FDI, che soffre di una classe dirigente locale imbarazzante. Molti sono i delusi che hanno votato in massa la Lega, gli elettori faticano nel trovare differenze dalle passate amministrazioni, soprattutto su sicurezza e degrado dei quartieri lontani dal centro».

Fin dalle primissime mosse dell’amministrazione Garlaschelli la posizione espressa dal movimento che lei rappresenta è stata spesso critica nei suoi confronti. Altre compagini si sono riservate il “beneficio del dubbio” e hanno atteso passi più sostanziali prima di esprimere posizioni nette nei confronti della nuova sindaca. Quali sono i suoi rapporti con i responsabili del governo cittadino ed il suo giudizio attuale in merito? «Le faccio uno scoop, personalmente ho votato il sindaco Garlaschelli. Pensavo fosse realmente un’esponente del “fare” civica e moderata, estranea alla partitocrazia. I primi 100 giorni sono stati un disastro, un immobilismo dettato dall’ossessione di riappropriarsi della governance di ASM. Il piano industriale di ASM dopo 5 mesi dal rinnovo del CDA non si vede, né la due diligence promessa. La sicurezza percepita e reale è peggiorata, anche per l’emergenza pandemica, divenuta emergenza sociale. Nulla è stato fatto (nemmeno un progetto) sull’edilizia popolare, sull’abbandono delle case comunali e Aler di Medassino, Pombio, San Vittore. Ovviamente sarò il primo a complimentarmi, se sarà fatto solo il 10% di quello promesso in campagna elettorale».

Da quando è “sceso in campo” ha cercato di tessere relazioni con altri gruppi, ma anche con singoli esponenti della politica cittadina. Ha sviluppato una particolare empatia politica o forme di collaborazione con qualcuno di essi? O, al contrario, rivalità? «In questi 10 mesi ho conosciuto tutta la politica vogherese, l’attuale e la recente passata. Nella quasi totalità sono rapporti di natura amicale, sicuramente posso dire di stimare l’ingegner Chindamo e la segretaria del PD, dottoressa Bazardi. Al di là di qualche incomprensione social, non posso dire di avere rivalità. A livello provinciale mi confronto spesso con l’Onorevole Cattaneo e con il dottor Mangiarotti, segretario provinciale di FDI».

Anche allargando il campo all’Oltrepò ci sono stati contatti con soggetti ben noti, protagonisti a vario titolo dell’agone politico. Per esempio, è proprio di qualche giorno fa l’incontro con il sindaco di Fortunago Pier Achille Lanfranchi. Quali sono i vostri programmi nel territorio? Ci saranno candidati de “La Buona Destra” nelle future competizioni elettorali in Oltrepò? «Assolutamente si, la mia mission è quella di radicare BD nei territori, per essere pronti alle prossime regionali e politiche. In questi mesi abbiamo incontrato molti Sindaci della Comunità Montana. Sicuramente presenteremo la nostra lista a Rivanazzano Terme (a settembre annunceremo il nostro candidato Sindaco). Siamo già al lavoro per Godiasco Salice Terme».

di Pier Luigi Feltri

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