VOGHERA – «SIAMO TUTTI MOLTO CARICHI E CONVINTI CHE RIUSCIREMO A RIBALTARE IL RISULTATO»

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Nicola Affronti, candidato di UDC, PD, Insieme per Voghera, Voghera per l’Oltrepò, Movimento Civico Vogherese e Voghera Libera e Forte, ha ottenuto al primo turno il 21,28% dei consensi.

Affronti si va al ballottaggio. Scenario che aveva preventivato o era certo di “passare” al primo turno? «Per quanto mi riguarda, anche se nella vita bisogna essere ottimisti, non pensavo di passare al primo turno così come non lo pensavano quasi tutti gli altri candidati. Dico quasi, perché al contrario la candidata della Lega Garlaschelli era convintissima di vincere al primo turno senza particolari problemi e invece torneremo a confrontarci davanti agli elettori il 4 e 5 Ottobre per il ballottaggio. Chi conosce la politica spesso sa in anticipo cosa può succedere durante una campagna elettorale, chi invece di politica non sa nulla vive solo di illusioni e di speranze».  

Con “il senno del poi” avrebbe fatto altre scelte o agito in modo diverso? Rimpianti? «Naturalmente tutti con il senno del poi avrebbero fatto qualcosa di diverso, compreso il sottoscritto. Avrei potuto fare una campagna elettorale più aggressiva, nei modi e nei toni. Ad esempio in occasione del primo turno i rappresentanti della destra hanno continuato a fare campagna elettorale sia sui social che fra la gente anche nei due giorni del silenzio elettorale e nei giorni stessi delle votazioni, ma io non sono fatto così. Credo che il rispetto delle regole sia un aspetto fondamentale prima di tutto di un uomo e, di conseguenza, anche di un amministratore»

Il risultato ottenuto dai 4 candidati sindaci non più in corsa l’ha sorpresa oppure ciò che le urne hanno espresso è ciò che anche lei aveva “calcolato”? «Nel periodo pre elettorale si può fare una stima, che di solito corrisponde quasi alla realtà. Dico quasi perché avevo pronosticato un ballottaggio con la candidata della Lega. Per quanto riguarda invece gli altri candidati sindaci, mi ha sorpreso il consenso di Ghezzi, che pensavo fosse più contenuto, ma evidentemente è stato bravo ad intercettare una parte importante di elettorato progressista vogherese e mi aspettavo qualcosa in più da parte del Movimento 5 Stelle, visto che presentava come candidato sindaco una persona come Antonio Marfi, giovane e dinamico, molto stimato per il suo impegno in politica. Per il resto la candidata Giuseppina Insalaco è riuscita ad avere un seggio in consiglio alla sua prima esperienza elettorale mentre Pagnotta ha cercato di portare all’attenzione della politica i problemi relativi al mondo della scuola».

Qual è del risultato del voto l’aspetto che l’ha sorpresa di più in positivo? «Come dicevo, in tantissime città la Lega e la destra populista hanno sfondato subito al primo turno, senza particolari problemi. Voghera è una delle poche città in cui il sindaco leghista dovrà tornare dagli elettori per chiedere nuovamente la fiducia e lo farà dopo aver scomodato per ben due volte il leader nazionale Salvini, che come prima occupazione nella vita ha il compito di correre in soccorso di candidati in difficoltà. Noi invece, senza gridare e senza offendere e senza riempire le piazze, soprattutto in un momento in cui il Covid sta tornando ad essere un pericolo, ci troveremo a giocarci la finalissima».

E in negativo? «Quello che più mi ha negativamente impressionato è stata la presa di posizione di alcuni candidati sindaci dopo il primo turno. Fermo restando che ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, compresi gli elettorati di queste coalizioni o partiti, credo che se l’obiettivo di tutti noi era quello di fermare le destre estreme, il populismo e l’antieuropeismo, ritirarsi nel bel mezzo della lotta non sia un bel segnale, soprattutto per la Città. Si fa politica per raggiungere un obiettivo comune, mettendo al centro della propria azione i Cittadini. Gli obiettivi personali devono rimanere fuori dalla politica».

La campagna elettorale ha messo in luce note positive e non dei vari candidati. Qual è l’aspetto che meno le è piaciuto nella conduzione di questa campagna elettorale del suo avversario Paola Garlaschelli? «Diciamo che la Garlaschelli non si è mai confrontata con nessuno. È stata sempre scortata notte e giorno dal suo entourage di parlamentari ed ex assessori uscenti della giunta Barbieri. Anche quando da Asm, nel corso di una conferenza stampa, sono emersi dei dati preoccupanti sul futuro dell’Azienda, dati che lei come Presidente del CollegioSindacale avrebbe dovuto conoscere, soprattutto nella partecipata Asm Vendita e Servizi, lei si è limitata a dire “Non è vero”, ma non ha mai portato nessun dato in grado di smentire la grave situazione che si era venuta a creare, come invece avrebbe potuto fare con senso di responsabilità».

Cosa salva e cosa invece “butta dalla torre” del programma politico del suo avversario? «Se questa domanda mi fosse stata fatta in un quiz televisivo chiederei l’aiuto a casa, anzi l’aiuto proprio alla Garlaschelli, perché poco o nulla sappiamo del suo programma elettorale. Per risponderle, potrei prendere come esempio un programma elettorale di stampo leghista proposto in decine di città, con la sola variante del cambio di nomi e di vie, come presumibilmente è stato fatto anche a Voghera. Cosa salvare non lo so, cosa buttare senza dubbio il punto in cui si vieterebbe ai dipendenti di Asm di occuparsi attivamente di politica. Si tratta di un punto che non solo va contro i principi di libertà sanciti dalla Costituzione Italiana, ma che, incredibilmente, va contro anche lo stesso programma della Garlaschelli, visto che è stata l’unica ad aver candidato un dipendente di Asm Vendita, un ex Amministratore Unico di Asm, un’ex consigliera del Cda di Asm Vendita e Servizi e un ex dipendente di Asm.  Oltre a lei, naturalemente, che è Presidente del Collegio Sindacale di Asm Vendita e Servizi e componente in altre Società».

Qual è l’accusa che ritiene più ingiusta a lei mossa dalla Garlaschelli o dalla sua coalizione nel pre elezioni? «Più che un’accusa ingiusta è una bugia bella e buona. Loro si sono spacciati come la coalizione del cambiamento, mentre hanno candidato e saranno presenti in giunta ben 4 assessori della Giunta Barbieri, proprio quegli assessori che hanno portato a dire alla Garlaschelli che bisognava dare una svolta alla disastrosa amministrazione precedente, per poi cambiare slogan perché si era resa conto che il 60% dell’amministrazione precedente era con lei».

Analizzando il voto ed i risultati, i vogheresi a suo giudizio hanno scelto di votare le persone o la loro è stata una scelta politica dei partiti che l’hanno sostenuta? «Al primo turno i Vogheresi hanno effettuato un voto di pancia. Ma questo sta nel modus operandi della Lega. Attraverso i comizi di Salvini, lancia slogan su slogan promettendo mari e monti, poi quando si trova a governare i Cittadini si accorgono che è stata tutta una bufala e che tutto è peggio di prima, a cominciare dalla sicurezza. Quando se ne accorgono, però, è troppo tardi e la croce che hanno messo devono portarla. A Voghera hanno questa grande opportunità: possono fare ancora la scelta giusta».

Il supporto arrivato da politici regionali e nazionali, averli portati in piazza e tra la gente, è stato utile per il consenso oppure per i vogheresi la loro presenza è stata ininfluente? «Per quanto mi riguarda, sono felice di aver avuto a Voghera il Vice Ministro dell’Interno Mauri, il Ministro della Difesa Guerini ed il segretario del partito Cesa. I due uomini di governo non sono venuti a fare promesse campate in aria, ma a mettersi a disposizione concretamente della nostra Città, nel caso in cui avessimo bisogno. Dall’altra parte, cito un solo nome su tutti: Salvini. Salvini non è un politico ormai è uno showman, non ha responsabilità di Governo, e quando le ha avute, tradendo l’elettorato del centro destra e facendo l’accordo con i Grillini, ha fatto solo campagna elettorale e colpi ad effetto. Il suo impegno principale è quello di fare selfie ai comizi, paralizzando le Città con le misure di sicurezza e facendo chiudere bar e negozi già in difficoltà economica».

Tra gli elettori dei 4 candidati sindaci esclusi dal ballottaggio, qual è il più affine alla vostra idea politico/amministrativa? Chi a suo giudizio voterà per lei? «Teoricamente nessuno di loro è populista, estremista ed antieuropeista. Posso rivolgermi ai loro elettorati: sono certo che al ballottaggio non avranno bisogno di scegliere, sapranno già per chi votare e mi auguro che lo facciano per il bene della Città e dei Vogheresi».

Teme l’assenteismo del suo elettorato al ballottaggio? Che sentore ha? «Sinceramente no, non lo temo. Siamo tutti molto carichi e convinti che riusciremo a ribaltare il risultato. A votare ci andremo tutti, forse anche più di prima».

Nell’ipotesi lei vinca dovrà comporre la squadra che governerà Voghera per i prossimi 5 anni. Ha già designato e concordato con gli interessati gli assessorati? «In campagna elettorale mi sono occupato solo dei Vogheresi. Nel caso in cui dovessi vincere nel giro di pochi giorni la squadra di Governo sarà pronta. Una squadra completamente nuova rispetto alla giunta precedente, visto che i principali quattro assessori della giunta Barbieri, ovvero Carbone, Salerno, Mietta e Virgilio, faranno parte della giunta Garlaschelli».

Ultimo appello per gli “indecisi”? «C’è il rischio colonizzazione per Voghera. Varzi e la Valle Staffora mettono l’ipoteca sulla nostra Città con il sindaco Palli, uno dei protagonisti di questa campagna elettorale per il Comune di Voghera; la candidata sindaco Garlaschelli, che ha l’ufficio professionale a Voghera ma risiede a Rivanazzano Terme e l’On. Lucchini che, come è noto, risiede e vota ad Albenga e quindi, da eletta, dovrà dividersi tra Albenga, Roma, Varzi e Voghera. Voghera capitale dell’Oltrepò rischia di essere trasformata in una succursale della Valle Staffora e per questo chiedo ai Vogheresi di far valere l’orgoglio di essere veramente Cittadini di Voghera. Il mio appello non va solo agli indecisi ma anche al primo partito di Voghera, ovvero gli astenuti: andate a votare e scegliete un’amministrazione moderata e capace di governare la città».

di Silvia Colombini