Voghera: «Sicuramente negli ultimi anni la sicurezza è peggiorata in città”

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Pur in un quadro politico molto frammentato, Fratelli d’Italia ormai da diversi mesi rappresenta il primo partito nelle intenzioni di voto a livello nazionale, potendo contare ormai stabilmente su oltre il 20% degli italiani a proprio supporto.
Passando al livello locale, a Voghera lo scorso anno il partito di Giorgia Meloni era riuscito a mettere insieme 1.259 voti; risultando essere il terzo partito della coalizione risultata vittoriosa, e a breve distanza da Forza Italia, movimento che aveva pur sempre espresso il sindaco cittadino della città nei precedenti venti anni. Un anno fa, tuttavia, il dato nazionale era più basso di un non trascurabile 5%; dunque è lecito ipotizzare che anche a livello locale, se si votasse domani, il “traino” derivato dalle posizioni espresse in Parlamento garantirebbe agli esponenti locali un piazzamento di sicuro ancora più distinto.
Dunque, la creatura nata nel 2012 dalla scommessa di Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto, sta diventando definitivamente adulta; anche grazie a una struttura locale molto coesa, che ricalca quella dei partiti tradizionali: molto concreta e poco “liquida”. Il segretario cittadino, Vincenzo Giugliano, guida la sezione dal 2014; anno nel quale, peraltro, la stessa Giorgia Meloni è diventata presidente del partito nazionale. Come disse il grande Totò: “Saranno coincidenze che coincidono. Ma una coincidenza oggi, una coincidenza domani…”
Fratelli d’Italia vive un momento fortunato a livello nazionale, soprattutto conseguentemente alle posizioni di opposizione volute da Giorgia Meloni in relazione alle politiche del Governo in carica. Qual è il “polso” a livello locale?
«Fratelli d’Italia sta crescendo a livello nazionale non solo per le posizioni assunte dal partito che si trova contrapposto al Governo nazionale, ma soprattutto per la coerenza e la serietà e trasparenza che ha dimostrato in questi anni. Anche a livello locale i nostri elettori hanno premiato queste caratteristiche, specie in un momento storico che di certezze ne ha poche.»
Durante la sua segreteria, e in particolare negli ultimissimi anni, Fratelli d’Italia ha condotto un’ottima “campagna acquisti”, per usare una metafora calcistica. O, per dirla meglio: è riuscita ad attrarre numerosi politici di comprovata esperienza all’interno delle proprie fila. Penso a Federico Taverna, ora assessore, e a Marco Sartori, suo vice. Ma anche, durante la passata legislatura, a Cristina Palonta, allora consigliera comunale. Che cosa hanno portato, di concreto, questi – e gli altri – nuovi ingressi nel partito?
«Ogni esperienza di un soggetto che fa politica finisce inevitabilmente per arricchire gli altri. Amo confrontarmi seriamente e accetto i suggerimenti che persone di esperienza mi sottopongono. Il confronto propositivo ha contribuito a far crescere il partito a livello cittadino.»
Negli ultimi mesi la Giunta Garlaschelli è stata, purtroppo, scossa da alcuni ben noti avvenimenti di cronaca nera e giudiziaria. Fratelli d’Italia ha deciso convintamente di continuare ad assicurare la fiducia alla sindaca. Considerando la sua lunga esperienza politica, pensa che i momenti più bui siano superati? L’amministrazione può finalmente ricominciare a lavorare concretamente sui problemi della città?
«L’Amministrazione non può ma deve continuare nel percorso già segnato per far crescere la nostra città. Come già detto alla stampa, occorre senso di responsabilità da parte di tutti i partiti politici, affinché sia garantito alla città il miglior governo da parte della coalizione che ha vinto le elezioni. La minoranza, pertanto, deve fare un’opposizione sana senza strumentalizzazioni. Fratelli d’Italia ha ottenuto molti consensi e fa parte della Giunta che vuole amministrare con serietà ed efficienza la città di Voghera.»
Alla vigilia del rimpasto di giunta (poi attuato), nei corridoi di Palazzo Gounela si spifferava anche di una sua possibile investitura come Assessore; ruolo peraltro già da lei ricoperto in passato. Se dovesse servire un suo coinvolgimento più diretto, sarebbe disposto a tornare in sella?
«Si sono fatti diversi nomi nei corridoi di Palazzo Gounela circa chi avesse dovuto ricoprire l’incarico di Assessore alla sicurezza. Per rispondere apertamente alla sua domanda, le dico che essendo uomo di squadra mi metto sempre a disposizione del sindaco e delle forze politiche che guidano la città.»
Lei ha svolto il ruolo di assessore alla sicurezza per ben otto anni, fino al 2012, quando per motivi mai del tutto chiariti la delega le fu ritirata dall’allora sindaco Barbieri. Secondo alcuni, la situazione della sicurezza in città è molto peggiorata in questi nove anni, certo non soltanto per fattori “autoctoni”. Secondo lei è davvero così o a essere mutata in peggio è soltanto la sicurezza “percepita”, come ribattono taluni altri?
«Sicuramente negli ultimi anni la sicurezza è peggiorata in città. Ad onor del vero spesso, però, mancano le risorse e gli strumenti perché tutto funzioni meglio; ciò impatta anche sulla percezione del cittadino sulla carenza di sicurezza.»
Cosa serve alla città per fare un passo in avanti sul tema della sicurezza?
«Di fatto ho già risposto: più risorse a livello di organico e maggiori pattuglie che presidino il territorio; poi, soprattutto, leggi più chiare e severe nei confronti dei trasgressori. Al momento posso già esprimere parole di soddisfazione per le sei assunzioni riferite al settore Polizia Locale che verranno finalizzate a gennaio. Bene anche per l’assunzione ormai imminente del nuovo comandante, il quale riceverà le linee guida dell’Amministrazione in materia di sicurezza; ma questi sono solo i primi passi, in quanto con questi ingressi l’organico raggiungerà il numero di 29 unità, ma per raggiungere il rapporto di un agente ogni 1000 abitanti bisogna ancora puntare a crescere. Ci impegneremo a raggiungere in breve tempo il numero sufficiente per poter organizzare bene la sicurezza della città. Con questo numero si riuscirà a garantire un miglior presidio sul territorio.»
Fratelli d’Italia, occorre ricordarlo, è presente in giunta con un assessore di primissimo piano, vale a dire Federico Taverna alle Politiche Sociali, della Casa e del Lavoro. Come partito, come supportate l’attività del vostro assessore in queste tematiche?
«Abbiamo massima fiducia nell’operato di Taverna, con cui ci confrontiamo quotidianamente. Il periodo storico che viviamo è tale per cui le differenze sociali si amplificano e la necessità di sostegno e tutela delle fasce deboli deve essere una priorità. È per questo che il confronto tra l’assessore Taverna e il direttivo cittadino è continuo, perché per il nostro partito il tema del sociale ha sempre rappresentato una sfida. Personalmente posso aggiungere che sono soddisfatto di ciò che il nostro assessore Taverna ha fino ad ora svolto.»
Diversamente da molti dei suoi “colleghi”, lei non ama essere molto appariscente sui social networks. Li considera comunque un’opportunità a livello politico, oppure pensa che il dibattito sia poco produttivo, in un luogo forse troppo deregolamentato?
«Mi rendo conto che i social rappresentino un momento di visibilità politica. Ritengo tuttavia che la politica debba essere fatta tra la gente nelle strade, ascoltando gli umori ed i consigli delle persone, guardandosi negli occhi. Questo, per ora, i social non riescono a farlo.»

                                di Pier Luigi Feltri

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