VOGHERA – “UN POSTO IN CUI CI SI SENTE A PROPRIO AGIO”

34

Più che una scuola di musica, un’esperienza musicale. Un luogo d’incontro e di socializzazione, uno spazio in cui imparare a creare qualcosa insieme e in cui crescere grazie al supporto di insegnanti che sono prima di tutto punti di riferimento. È tutto questo e anche di più la civica scuola di musica “G. Sacerdoti” di Voghera, gestita dalla Fondazione Adolescere nei locali di Via Foscolo. Il servizio, che la Fondazione eroga ormai da quasi dieci anni, ha come responsabile Laura Malacalza, che da sei anni si preoccupa di far crescere una realt? che considera la musica innanzitutto come un mezzo di miglioramento personale.

Malacalza, la scuola di musica così come la intende Adolescere è un luogo decisamente particolare…

“Assolutamente sì. La nostra realt? ha una filosofia ben precisa che non è solo quella di insegnare a i nostri allievi a suonare uno strumento. Per noi questo è più un mezzo che un fine”.

Cioè?

“La musica non è solo saper eseguire uno spartito. La musica è anche sapersi relazionare con gli altri, è il piacere di suonare insieme, di creare insieme. È un modo per stare con persone della propria et? o per confrontarsi con altre generazioni, è un’occasione per scoprire il piacere della condivisione. I nostri docenti, oltre che per la competenza in campo musicale, sono scelti anche perché condividono il nostro modo di pensare. E sottolineo nostro perchè davvero ci credono quanto ci crede Adolescere”.

Tra poco si aprono le iscrizioni, novit? ?

“Abbiamo tante idee da sviluppare nei prossimi mesi, e se l’impianto e l’offerta generale dei corsi rimarranno le stesse, abbiamo intenzione di aggiungere tanti altri incontri con musicisti importanti (come abbiamo fatto quest’anno con Andrea Braido e Gaetano Pellino), una serie di laboratori e diverse lezioni di approfondimento dedicate alle diverse culture musicali. Vogliamo insomma che questa scuola si apra il più possibile al pubblico, proponendo tante altre attivit? oltre ai soli corsi”.

Insomma, potenzierete quello che gi? c’è.

“Esatto, in particolare rafforzeremo i progetti che più di tutti incarnano la nostra filosofia. Daremo impulso al laboratorio di musica jazz d’insieme, sosterremo le nostre rock band e la nostra piccola orchestra d’archi, faremo ciò in modo di consolidare quanto abbiamo creato in questi anni. Ecco, forse le cose nuove che vorremmo inserire sono dei momenti di ascolto musicale, di educazione musicale, di cultura musicale. Vorremmo aprire un po’ la mente dei nostri allievi (ma anche quella di chi vorr? partecipare agli incontri) facendogli conoscere la musica a 360 gradi. Con i suoi tempi, il suo rigore e i suoi messaggi, la musica è sempre un’esperienza arricchente per chiunque”.

Lei è alla Civica da 6 anni, un bilancio?

“Direi molto bene. Personalmente per me arrivare qui è stata una scoperta. Io non suono, vengo dall’ambito educativo ed era innanzitutto questo il contributo che avrei potuto dare alla scuola. I docenti mi hanno accettato subito, hanno capito che avrei fornito delle competenze collaterali alle loro e si sono prestati a lavorare in squadra e a fondere i due aspetti. Hanno accettato le mie idee e hanno capito quanto sia importante per me saper rispondere non solo ai bisogni espressi, ma anche a quelli inespressi dei nostri allievi”.

Per esempio?

“Come dicevo questo dev’essere un luogo di condivisione, un posto in cui ci si sente a proprio agio. Per far sì che questo accada, l’insegnante deve essere a disposizione dello studente, deve aiutarlo ad aprirsi, deve essere anche un amico. So bene che la nostra scuola costa più delle altre, ma mi piace pensare che offriamo anche qualcosa in più”.

Un’altra delle caratteristiche della Civica è che non si fanno saggi di fine anno.

“No, infatti. Quelle che organizziamo al termine dei corsi sono vere e proprie serate nei locali, così da offrire ai nostri ragazzi la possibilit? di confrontarsi anche con questo aspetto della musica, quello dell’esecuzione dal vivo. Senza mai obbligare nessuno, invitiamo spesso i ragazzi a partecipare a degli eventi al di fuori delle mura di Via Foscolo, anche se di tanto in tanto ci piace ospitare qualche concerto anche nel salone della scuola. I nostri gruppi e le nostre voci hanno suonato e cantato durante i Giovedì sotto le stelle, al Cowboys Guest Ranch e su altri palchi locali. Quello del live è un aspetto importante, soprattutto per chi vuole seriamente intraprendere la carriera di musicista”.

La scuola però non rilascia diplomi ufficiali.

“No, noi direttamente non possiamo. Quello che possono fare i nostri docenti è però preparare agli esami gli studenti che si iscrivono al conservatorio come privatisti (e ne abbiamo qualcuno), oppure nell’ambito della chitarra elettrica sostenerli nei percorsi di preparazione al VGA e all’RGT”.

“Colgo l’occasione – conclude Laura Malacalaza – per invitare? tutti quanti il 17 settembre all’ open day che si terr? nella nostra sede di Via Foscolo al civico 13″

?