VOGHERA – “UNO DEGLI SCOPI È AVVICINARE I GIOVANI AL PARACADUTISMO E ALLA VITA MILITARE”

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In via Emilia al 2° piano del civico numero 6, esattamente presso il Palazzo ex-Anagrafe, troviamo la sede vogherese e oltrepadana dell’ANPd’I (Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia). Al suo interno abbiamo incontrato Renato Bruschi, direttore tecnico della sezione, paracadutista militare e civile decorato, nel 2010, con la prestigiosa “The army achievement medal” dall’esercito americano per le sue azioni di combattimento al fianco delle forze militari a stelle e strisce in Afghanistan. Seduti nei loro locali, guardati a vista da fotografie di paracadutisti sulle pareti, dai labari e gagliardetti delle altre sezioni, ci siamo introdotti in un mondo che va a pescare in un arditismo lontano dai nostri tempi. Un mondo che richiama alla mente il sacrificio dei soldati italiani durante la battaglia El Alamein.

Bruschi ci spieghi cos’è l’ANPd’I…

“E’ un’associazione d’arma che come tale ha due scopi principali. Quello di commemorare e ricordare i paracadutisti ex combattenti e quello di avvicinare i giovani al paracadutismo e alla vita militare”.

La sede di Voghera-Oltrepo pavese quando nasce?

“Ha preso vita nel marzo del 1979, su iniziativa dell’allora capitano paracadutista Aldo Perinati e di alcuni ex par? militari in congedo. Perinati avvicinò un ex combattente della Folgore in servizio a Pavia, il maresciallo Sisto Bodriti, che divenne il primo presidente della sezione”.

Quali sono state le figure di rilievo passate da qui?

“La sede è stata presieduta per quindici anni dal tenente paracadutista Rolando Giampaolo, figlio della medaglia d’argento al Valore Militare il Gen. C.d.a. Giampaolo, protagonista a Takrouna, in Tunisia, col grado di Tenente, di uno dei più fulgidi episodi della sfortunata, ma gloriosa, epopea della divisione Folgore in Africa settentrionale”.

Qual è il vostro rapporto con la citt? ?

“Organizziamo annualmente corsi di paracadutismo per gli allievi civili, coadiuvati dai nostri migliori rappresentanti. Nelle ultime stagioni abbiamo preparato manifestazioni aero-lancistiche durante la Sensia, nelle quale si sono lanciati, oltre al sottoscritto anche: Pierluigi Fabbiano, Giampiero Bruni, Giovanni Bottazzi, Mario Cozzi e il compianto Flavio Trevisan”.

Coi giovani?

“Parte della nostra programmazione è destinata a loro, in quanto conseguire il brevetto d? punteggio per i concorsi militari. Durante l’annata organizziamo due corsi, uno in autunno l’altro in primavera. Ogni classe è composta, indicativamente, dai cinque ai dieci partecipanti tra cui anche allievi appartenenti al gentil sesso”.

Emancipazione in volo…

“Si, in ogni corso una o due partecipanti sono donne. Oltre a loro aderiscono anche molti appartenenti alle Forze dell’ordine. Quest’ultimi lo fanno soprattutto per una sfida a livello personale, più che per fare carriera”.

Ecco l’aspetto del mettersi in gioco, nel vostro campo, è fondamentale…

“Anche gli psicologi dicono che gli sport estremi aiutano a migliorare la stima in se stessi. Il primo requisito per fare parte della nostra schiera è quella di essere in buona forma fisica e in perfetto equilibrio mentale. Chiunque può lanciarsi con il paracadute. Sono sempre più numerose le persone che si approcciano alle scuole di paracadutismo per praticare questa disciplina. Tanti sono i giovani che rispondono presente alla nostra chiamata e successivamente, molti di loro, iniziano una carriera nella Forze armate”.

Il corso com’è strutturato?

“Quando si presenta da noi l’aspirante par? , dopo la compilazione dei documenti iniziali, deve frequentare un corso d’addestramento presso la palestra di via Sturla a Voghera. Le lezioni sono sia teoriche che pratiche ed il corso ha la durata di un mese e mezzo, con due lezioni a settimana. Inoltre gli allievi vengono portati, un paio di volte, in aeroporto per osservare il comportamento, nella verifica del lancio, dei paracadutisti gi? brevettati. Poi si passa ai lanci che sono tre e vengono effettuati solitamente tutti durante la stessa giornata. Si ottiene così l’abilitazione al lancio sotto controllo militare”.

Altre attivit? ?

“La sezione è presente a tutte le manifestazioni in provincia di Pavia organizzate delle altre associazioni d’Arma. Non abbiamo alcun fine di lucro. Tutto quello che facciamo è portato avanti da volontari che lo fanno esclusivamente per passione. A chi fosse interessato comunichiamo che la nostra sede di via Emilia 6 è aperta tutti i martedì dalle ore 21 alle 22:30”.

Dove inizia e come si evolve la sua carriera?

“Ho cominciato presso la scuola di sottufficiali a Viterbo nel 1977, dopodiché sono passato in servizio presso la Brigata paracadutista Folgore a Livorno. Successivamente mi sono spostato in altri reparti della Folgore, qui nel nord Italia. Sono istruttore militare e civile di paracadutismo con la qualifica di pilota tandem (per lanci in coppia, ndr). Inoltre sono direttore di lancio, cioè il responsabile dei lanci sull’aereo”.

Quante volte si è lanciato con il paracadute?

“Circa 4800 volte, la prima a 20 anni”.

In questi mesi si è parlato molto della tuta alare...

“Il vero rischio è quando si effettua il Base jumping, ossia quando ci si lancia da edifici o basi solide. Difficilmente lanciandosi da un aereo si verificano incidenti gravi. Nel Base jumping, che è disciplina ben diversa dal paracadutismo, si affrontano i propri limiti e quando questi vengono superati possono succedere delle disgrazie. Per non parlare del discorso delle sponsorizzazioni che spinge, innaturalmente, tutto più in l? “.