Zavattarello – «Costruire qualcosa di davvero inedito e positivo per il futuro lavorando insieme»

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è considerato il sindaco dei record in termini di finanziamenti aggiudicati, è riuscito infatti in 10 anni di mandato a “portare a casa” qualcosa come 8 milioni di euro. Con Simone Tiglio parliamo di investimenti, di opere di recupero, di riqualificazione, insomma di soldi, tanti, ma anche di idee su come e dove investirli.

Sindaco a Zavattarello come in tanti Comuni oltrepadani, stanno arrivando ed arriveranno parecchi soldi. A quanto ammontano i contributi che rimpingueranno le casse comunali di  Zavattarello? «Sì abbiamo ricevuto finanziamenti per oltre due milioni di euro nell’ultimo anno, che si aggiungono ai circa 4 milioni dei dieci anni precedenti, e agli altri due milioni che con ragionevole certezza riusciremo a portare a casa entro quest’anno. Si tratta di finanziamenti per larga parte di provenienza regionale, come il contributo di “Lombardia to stay”, finalizzato al recupero dell’Antico Convento dei Padri Scolopi in località Moline. Oppure i 400.000 euro ottenuti, su proposta avanzata dal Consigliere Regionale Ruggero Invernizzi che ringrazio per l’impegno, destinati alla messa a norma e alla riqualificazione e della piscina comunale, tra le prime piscine pubbliche edificate in Lombardia».

Quali altri interventi avete programmato? «Interverremo su vari capitoli di spesa. Un milione di euro è interamente destinato alla messa in sicurezza del territorio comunale a rischio idrogeologico, si tratta di un importante intervento, finanziato con risorse ministeriali, che consentirà di intervenire in maniera complessiva sull’intero territorio comunale, attraverso la realizzazione di ben 11 interventi localizzati tra l’Oltretidone, il versante del Monte Calenzone, il versante di frazione Cascine e quello del Torrente Morcione. Saranno messe in sicurezza e riqualificare anche due strade comunali di collegamento, rispettivamente, a Trebecco in comune di alta Val Tidone e a Casa Mori in comune di Romagnese. Altri 300.000 euro circa sono destinati alla regimazione di corsi d‘acqua, alla sistemazione di strade agrosilvopastorali ed alla realizzazione di opere di difesa sponsale. 100.000 euro sono destinati alla riqualificazione della strada di accesso al Castello dal Verme. Circa 180.000, in attesa di conferma da parte del GAL, alla realizzazione di una centrale a cippato a servizio della RSA e della scuola materna comunale. E poi altri interventi ancora ad esempio la riqualificazione di Via Cavour o l’installazione della videosorveglianza sul tutto il territorio comunale».

Recupero dell’Antico Convento dei Padri Scolopi e riqualificazione della cosiddetta “Ciapunà”, la strada storica che collega la frazione Moline a Piazza Dal Verme nel pieno centro di Zavattarello. Quali sono gli obbiettivi ultimi di questi due importanti interventi? «Il recupero dell’ex Convento degli Scolopi, chiuso nel 1797 dallo Stato Sabaudo e confiscato, a seguito delle guerre napoleoniche e delle riparazioni concesse dal Papa, rientra in un progetto più complessivo di valorizzazione di una delle frazioni più storiche e pregevoli del territorio comunale, le Moline, che negli ultimi anni è stata oggetto di un progressivo declino, legato allo spopolamento ed al diradamento del tessuto produttivo locale. Nello stesso filone rientra anche l’intervento di recupero dell’antica strada delicata che collegava Moline a Zavattarello, detta “Ciapunà”. Un intervento di recupero che risponde anche all’obiettivo di creare una rete escursionistica che taglia attraverso l’intero territorio comunale, collegando fra loro il Sentiero del Tidone alla Via del Sale e alla Green Way».

Di “cose belle” abbiamo parlato. Veniamo ora alle “grane” per così dire. Qualche mese fa si è parlato di un trasferimento della locale stazione dei Carabinieri in altro Comune. Com’è ad oggi la situazione? «Beh, in realtà non ho mai creduto fino in fondo che i Carabinieri se ne sarebbero andati dal nostro paese, data la sua strategicità geografica, ma in effetti la situazione non è stata facile, a seguito della pressante richiesta dell’Arma di dotarla di una nuova sede che rispettasse tutti i parametri previsti dai decreti ministeriali in vigore. Al riguardo, devo ringraziare la stessa Arma dei Carabinieri, che ha appoggiato a livello regionale la realizzazione di una nuova stazione, la Comunità Montana, che si è impegnata formalmente a cofinanziare l’opera, in virtù dell’impegno diretto del presidente e alla Regione  con cui stiamo per sottoscrivere un accordo quadro di sviluppo locale che prevede lo stanziamento di un contributo ultra milionario da parte dell’ente guidato da Attilio Fontana. Un impegno certamente titanico, che lascerà il segno per decenni nel nostro territorio».

Castello Dal Verme, elemento caratterizzante del suo Comune nonché principale attrazione turistica Sono previste ristrutturazioni in previsione dell’apertura della stagione 2021? «Rispetto al Castello dal Verme, sono in corso di realizzazione alcuni importanti lavori, finalizzati alla messa in sicurezza del tetto e alla riqualificazione delle mura esterne. Altri lavori, sempre rientranti nel progetto “Tesori Medievali” finanziato nell’ambito della strategia nazionale aree interne, sotto la regia della Comunità Montana, per totali 400 000 euro. L’unico rammarico a proposito di questi lavori concerne le tempistiche, che si stanno prolungando oltre i tempi concordati, che prevedevano il termine dell’intervento principale entro maggio. Il prolungamento, che si protrarrà fino a fine giugno, sta causando un notevole disagio al Comune, ai visitatori potenziali del Castello ed anche agli esercenti e ai commercianti del paese. Basti considerare che mediamente nel mese di Maggio e Giugno il Castello totalizzava oltre 2000 visitatori, in media e circa 10.000 euro di introiti. Mi auguro che Comunità Montana e impresa esecutrice dei lavori, che per mesi ha mandato solo due operai a lavorare sul tetto, si diano una mossa per consentirci di non perdere la restante parte dell’estate. La strategia aree interne è stata pensata per aiutare i territori, non per fargli perdere risorse. Spero che questo sia chiaro a tutti. Non è possibile che lavori cominciati il 9 marzo (600 metri di tetto da ripassare e impermeabilizzare) non siano ancora conclusi al 9 di giugno. E lo dico senza alcun intento polemico, ma avendo in mente solo il danno economico e d immagine che questa situazione arreca al nostro paese».

È stato attivato il senso unico in Piazza Dal Verme. Una decisione che è piaciuta ai cittadini? «Si tratta di un importante innovazione della viabilità nel centro del nostro paese, che risponde anche ad un’antica prescrizione del club dei Borghi più Belli d’Italia, il quale ci ha richiesto da tempo di limitare il più possibile il traffico nell’area del paese qualificata come borgo storico. Il senso unico, che riguarda due vie del paese e la piazza principale, è attivo dal 18 giugno e consente di rendere più ordinato il traffico di auto e più sicuro il transito dei pedoni nella zona centrale del centro abitato, che coincide peraltro con la zona commerciale del paese».

La vostra Comunità è stata colpita duramente dalla prima ondata di Covid. Strategie per il rilancio post Covid? «Il Covid ha colpito duramente la nostra comunità, sia dal punto di vista dei lutti, sia sotto il profilo della tenuta delle attività economiche. Al di là degli aiuti che siamo riusciti ad erogare alle famiglie e alle imprese locali (circa 60.000 euro nel corso dell’ultimo anno) stiamo mettendo a punto un programma di investimenti e anche di eventi per consentire al paese di riprendersi e di avere nuova linfa vitale in vista delle sfide del domani».

Nell’ambito della normale gestione della “cosa pubblica” come sono i rapporti con la minoranza consigliare? «Devo dire che con la nostra opposizione c’è stato un rapporto di dialogo e di collaborazione durante tutta la fase acuta della pandemia e questo aspetto è motivo di sicuro apprezzamento nei confronti della lista Zavattarello Libero. Mi auguro che la collaborazione possa proseguire anche nel futuro e soprattutto che l’opposizione non si faccia condizionare dalla lusinga di appoggi da parte di sparute minoranze della popolazione in cambio di un atteggiamento inutilmente bellicoso. Ci sono i margini, a mio parere, per costruire qualcosa di davvero inedito e positivo per il futuro di Zavattarello, lavorando insieme.  Gli elementi che creano divisione non possono prevalere, non in questo momento. E la storia degli ultimi 15 anni ha dimostrato quanto sia vero che chi semina vento, raccoglie tempesta. Nonostante tutto, il fatto che anche all’ultima, la mia lista abbia ottenuto il 70 per cento dei voti, nonostante la defezione di alcuni ex consiglieri influenti, almeno sulla carta, ne sia una dimostrazione. Io sono arrivato ormai alla fase finale della mia esperienza da sindaco, ma vorrei creare le condizioni per una nuova fase di maturità democratica nell’ambito di Zavattarello, in cui ci sia la possibilità di confronto, e di dialogo, ed eventualmente anche di alleanza, pur mantenendo ciascuno le proprie convinzioni. Ma senza cattiveria e senza falsità. È il momento per una nuova rinascita del nostro paese, in cui tutte le forze migliori potranno collaborare per non disperdere il patrimonio accumulato nell’ultimo decennio».

di Carlotta Segni

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